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                      Jingold, il primo e-commerce del kiwi diventa una case history di settore

                      Nato nel 2021 come primo e-commerce italiano monoprodotto del fresco dedicato al kiwi, oggi lo shop online Jingold è diventato uno strumento di relazione diretta con il consumatore e un “volano per far conoscere il prodotto”. Box esperienziali, dati e feedback aiutano il confronto con la distribuzione e orientano le strategie di mercato

                      di Carlotta Benini

                      Andrea Zambelli Jingold ©FM

                      Andrea Zambelli, digital marketing & e-commerce di Jingold (copyright: Fm)

                      In un settore come l’ortofrutta, dove il rapporto con il consumatore passa principalmente attraverso il punto vendita, aprire un canale diretto di vendita online non è una scelta scontata. Ancora meno se il prodotto è uno solo (anche se declinato su più varietà). Per questo, quando nel novembre 2021 Jingold ha lanciato il proprio shop online dedicato esclusivamente al kiwi, il progetto ha attirato attenzione nel settore. Per la prima volta un’azienda italiana portava sull’e-commerce un monoprodotto fresco su scala nazionale, con un obiettivo preciso: raggiungere direttamente il consumatore e incoraggiare il consumo quotidiano di kiwi.

                      A distanza di cinque anni, il progetto si è evoluto in qualcosa che va oltre il canale di vendita: uno strumento che si integra nei flussi aziendali, permette di osservare più da vicino i comportamenti di acquisto e crea un punto di contatto diretto con il consumatore finale. A raccontarlo è Andrea Zambelli, digital marketing & e-commerce di Jingold, intervenuto durante il Simposio SAF di Cesenatico.

                      Un progetto costruito sulle abitudini di consumo

                      L’idea alla base dello shop è semplice solo in apparenza: permettere agli amanti del kiwi di ricevere direttamente a casa il proprio prodotto preferito scegliendo tra kiwi giallo, rosso, verde e biologico, all’interno di confezioni studiate per preservarne la qualità e rispondere alle reali abitudini di consumo del nucleo familiare.

                      “Per dare via al progetto, siamo partiti dai numeri, andando ad analizzare cosa volessero i consumatori e soprattutto quali fossero le loro abitudini di consumo e di acquisto – racconta Zambelli -. Nel 2021 chi consumava frequentemente kiwi ne mangiava mediamente 6,07 a settimana. In pratica quasi uno al giorno”. Da qui nasce tutta la costruzione dell’offerta. Le confezioni dei kiwi Jingold per l’online sono state sviluppate in multipli di sette frutti e declinate su più varietà, proprio per accompagnare una settimana di consumo: box da 7, da 14 e da 21 frutti, pensati rispettivamente per una, due o tre persone.

                      Le box diventano parte dell’esperienza

                      Fin dall’inizio il packaging è stato un elemento centrale del progetto. “Ispirandoci a ciò che accade in Oriente, dove la frutta viene spesso vissuta come dono, abbiamo pensato a delle confezioni speciali, tipo scatola di cioccolatini”, prosegue.

                      Le box – ecofriendly, in cartone ondulato – sono progettate per proteggere il singolo frutto durante il trasporto e valorizzarne la presentazione, con soluzioni che non trovano corrispondenza nella Gdo tradizionale (sono infatti disponibili solo nello shop online).

                      La box da 21 frutti in co-branding con SpongeBob, era disponibile solo online

                      Ma il progetto si è evoluto anche oltre il momento dell’acquisto. Negli anni Jingold ha raccolto i feedback dei clienti e promosso, sui social, iniziative dedicate al riuso delle confezioni. “Alcuni consumatori le utilizzano come scatole portaoggetti, altri per conservare bustine del tè, piccoli componenti elettronici o giochi per bambini”.

                      L’ultima evoluzione è il co-branding con SpongeBob, terminato a gennaio 2026: la confezione dei kiwi Jingold da 21 frutti si era trasformata infatti in un gioco da tavolo, aggiungendo una funzione ulteriore al packaging e prolungando il tempo di relazione con il brand.

                      Non è un dettaglio secondario: gusto, benessere e sostenibilità sono infatti i tre driver che Jingold dichiara di aver tradotto direttamente all’interno della progettazione delle box.

                      Oltre 1.700 ordini in cinque mesi

                      I numeri confermano che il modello funziona. Nell’ultima stagione B2C di vendite online – attiva indicativamente dall’ultima settimana di ottobre fino a metà marzo – lo shop ha registrato oltre 1.700 ordini, con un valore medio oltre i 30 euro e un tasso di conversione della piattaforma di ben tre volte superiore alla media, sintomo di un’offerta in target con la domanda.

                      Ma il dato più significativo è il tasso di clienti abituali: circa il 55% degli acquisti arriva da consumatori che tornano sullo shop, in crescita del 22% rispetto al 2025. “Se confrontiamo questo numero con i benchmark di mercato vediamo che siamo molto sopra la media. Significa che chi compra Jingold torna ad acquistare”, osserva Zambelli.

                      Lo shop online è diventato anche uno spazio per sperimentare iniziative speciali. Ad esempio, oltre alle box natalizie, l’ultima promozione di San Valentino, con box dedicata e kiwi personalizzati con la scritta “With Love” incisa a laser sul frutto: una soluzione di natural branding che ha trasformato il frutto stesso in strumento di comunicazione

                      Un alleato dell’azienda che genera insight

                      Dietro l’esperienza utente c’è però una logica più ampia. “Molto spesso la difficoltà dell’e-commerce in ortofrutta è integrarlo nei sistemi aziendali. Per noi è diventato un alleato: abbiamo automatizzato i flussi con il magazzino di confezionamento e con il gestionale, così che tutto si muova come un sistema coordinato”, spiega Zambelli.

                      Inoltre la vendita B2C online restituisce qualcosa che normalmente l’ortofrutta fatica ad avere: una relazione diretta. “L’e-commerce non cambia il bilancio dell’azienda, ma crea awareness, dà servizio ai consumatori che non trovano il prodotto vicino e soprattutto ci restituisce insight sui comportamenti d’acquisto ed è economicamente sostenibile. Informazioni che poi utilizziamo anche nel confronto con la distribuzione”. “Lo shop online, in definitiva, è anche un volano per far conoscere il prodotto, alle persone che poi comprano nei supermercati e dai fruttivendoli”, conclude Zambelli.

                      Tra gli esempi citati c’è anche l’introduzione dell’avocado italiano nello shop online: un’esperienza che ha consentito a Jingold di raccogliere feedback diretti dai consumatori e utilizzare gli insight raccolti per orientare le strategie commerciali, sia online sia offline, nella stagione successiva.

                       

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