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                      Kiwi, il “frutto della salute” che supera le arance in vitamina C. Il giallo poi…

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                      Il kiwi giallo ha il doppio della vitamina C del kiwi verde

                      Più vitamina C dell’arancia, più potassio della banana, più fibra del sedano: il kiwi è davvero il “frutto della salute”? Quando il kiwi comparve per la prima volta in Italia, negli anni ’70,  fu presentato come il “frutto della salute”, e forse la comunicazione pubblicitaria non esagerava, viste le notevoli proprietà nutritive di questo frutto originario della Cina ma selezionato e battezzato in Nuova Zelanda. Ecco quindi tutte le proprietà di questo frutto non più così “esotico” che in Italia ha trovato terreno fertile, essendo da anni il maggiore produttore dell’Emisfero nord dopo la Cina

                      Dalla Redazione

                      kiwi

                      Di strada ne ha fatta molta il kiwi, da quando ha fatto il suo ingresso in Italia negli anni 70 come frutto “esotico”. Tanto che oggi l’Italia è, dopo la Cina, il maggior produttore di kiwi al mondo, e oltre alla quantità anche le varietà in commercio sono aumentate.

                      Tra i frutti più nutrienti presenti sul mercato anche se poco calorico (circa 79 kcal per 100 grammi di prodotto), il kiwi è indubbiamente ricco di fibre, antiossidanti, vitamine e minerali. Anche se tra le varie specie di kiwi può cambiare leggermente il contenuto dei nutraceutici come la vitamina C, la vitamina A ed E, il contenuto di fibre e il sapore, l’apporto dei nutrizionali contenuti in tutte le varietà resta comunque costante. Se la varietà gialla, più dolce e meno aspra, conta vitamina C tre volte in più che nell’arancia a parità di peso (oltre 161 mg di questa vitamina), la varietà verde (Hayward) è sì ricca di vitamina C, antiossidanti e, soprattutto, fibre. Gli Hayward infatti contengono più fibre di tre gambi di sedano, aiutando la digestione e la normale regolarità dell’intestino, oltre che a essere una buona fonte di potassio e folato. Il kiwi rosso, infine, ancora poco presente in commercio, è ricco di vitamine e di antocianine, pigmenti naturali dalle elevate proprietà benefiche per l’organismo, responsabili della particolare pigmentazione rossastra della polpa. Il consumo di kiwi quindi è utile durante tutto l’anno, ma soprattutto nel periodo che anticipa l’arrivo delle patologie invernali, in caso di convalescenze o di affaticamento psico-fisico. Ecco nel dettaglio i principali nutrienti contenuti nei kiwi.

                      kiwi

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                      Vitamina C: un singolo frutto, come riporta anche Zespri, può soddisfare il fabbisogno giornaliero di vitamina C, stimato a 80 mg al giorno. Un Hayward, infatti, il classico kiwi verde, apporta 85,1 mg di vitamina C, mentre un kiwi giallo ben 161,3 mg di vitamina C, praticamente il doppio dell’assunzione raccomandata. Tra le ultime nocità arrivate in vendita, c’è Jingold Plus, il kiwi che da solo contiene la vitamina C contenuta in quattro arance. La vitamina C è un importante antiossidante, è essenziale per una buona funzionalità del sistema immunitario e favorisce l’assorbimento del ferro presente negli alimenti. Il consumo di un singolo kiwi al giorno permette così di raggiungere quella che è ritenuta la concentrazione ottimale di vitamina C nel plasma e nei tessuti, con saturazione completa già con il consumo di due soli frutti al giorno. Il kiwi, inoltre, contiene minerali come rame e ferro.

                      Il kiwi presenta anche un buon contenuto di vitamina E, altro prezioso composto ad azione antiossidante, e di folati: questi ultimi abbondano anche nei vegetali a foglia verde, ma vengono facilmente degradati durante la cottura, quindi un buon consumo del frutto può contribuire ad un adeguato apporto di queste preziose sostanze. Eccelle anche per il prezioso contenuto di acido folico: l’Hayward conta 38,2µg/100g, più delle fragole (24µg).

                      Accanto alla vitamina C e alla vitamina E è presente un gran numero di sostanze ad azione antiossidante, buona parte dei quali si sono mostrati stabili e ben assorbiti a livello intestinale. Diversi studi hanno evidenziato come un costante consumo di kiwi possa migliorare alcuni parametri legati a processi infiammatori e patologie cardiovascolari, con un significativo aumento del livello del colesterolo HDL.

                      Altro micronutriente presente in grandi quantità è il potassio: un costante consumo di kiwi può contribuire a mantenere un buon rapporto sodio/potassio,  rapporto che molti studi hanno mostrato essere decisamente importante nel ridurre il rischio di ipertensione e patologie cardiovascolari. Se la banana conta 350 mg di potassio per 100 grammi, il kiwi ne contiene 400 mg in 100g di frutto. Mangiare un kiwi equivale, più o meno, a mangiare quindici fragole, sottolinea Jingold.

                      Di base mangiare un kiwi a colazione riduce e rallenta l’assorbimento degli zuccheri nel sangue. Ciò è importante per tenere a bada la glicemia ed evitare sia il cosiddetto “calo di zuccheri” sia il picco glicemico, che provoca sgradevoli sensazioni di spossatezza e aumenta lo stimolo della fame tra un pasto e l’altro.

                      Ecco perché il kiwi è uno dei pochi frutti per il quale si riconosce la possibilità di utilizzare i claim salutistici autorizzati dall’EFSA (European Food Safety Authority). Il kiwi presenta però anche degli allergeni, primo tra tutti l’actinidina, che in soggetti sensibili possono dare manifestazioni che possono essere anche molto severe, particolarmente nei bambini. I soggetti affetti da allergia al lattice possono presentare cross-reattività con il kiwi e quindi dovrebbero consumare il frutto con estrema attenzione.

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