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                      La Linea Verde approda negli Stati Uniti: “Zuppe sugli scaffali da maggio”

                      A maggio le zuppe fresche DimmidiSì faranno il loro debutto sul mercato a stelle e strisce: lo rivela Domenico Battagliola, Ceo de La Linea Verde, in un’intervista sul Corriere Economia. “Abbiamo stretto un accordo con un copacker canadese e stiamo studiando come produrre in loco”, dice. Oggi si concentra all’estero il 50% del fatturato dell’azienda di Manerbio, che ha di recente investito due milioni di euro sull’intelligenza artificiale

                      Dalla Redazione

                      La Linea Verde zuppe DimmidiSì

                      Le zuppe e i piatti pronti DimmidiSì nello stand all’ultima edizione di Marca

                      A maggio le zuppe Dimmidisì arriveranno per la prima volta sugli scaffali dei supermercati americani: lo rivela in esclusiva Domenico Battagliola, patron de La Linea Verde, a L’Economia, in un’intervista uscita oggi nel settimanale del Corriere della Sera. L’amministratore delegato dell’azienda di Manerbio (Bs) – tra i principali player della IV gamma e leader dei piatti pronti freschi – racconta gli ambiziosi obiettivi riguardanti lo sviluppo nel mercato a stelle e strisce , “un sogno – rivela – che avevo da più di dieci anni”.

                      Fondata nel 1991 insieme al fratello Giuseppe Battagliola – che oggi invece, con la sua Kilometro Verde, ha intrapreso la strada del vertical farming – La Linea Verde è una realtà solida, che ha chiuso il 2024 con 375 milioni di euro di fatturato, + 5,3% rispetto all’anno precedente, e che guarda al futuro progettando un business sempre più internazionale. Ad oggi il 50% del giro d’affari proviene da mercati esteri e l’azienda, che vende in 25 Paesi nel mondo, come copacker della Gdo ha guadagnato la fiducia di oltre 70 private label fra Italia ed Europa.

                      In Italia è presente con tre siti produttivi, inoltre ha altri tre stabilimenti in Spagna (due in Navarra e uno nella Murcia), uno in Francia e uno in Serbia. Il punto di forza? “Il controllo dell’intera filiera”, come sottolinea Battagliola sul Corriere Economia. “Noi da 35 anni partiamo dal campo e arriviamo alla tavola – dice l’imprenditore -. Questo ci ha consentito di fare esperienza sia nella coltivazione, sia nella lavorazione e valorizzazione della materia prima e nella logistica”.

                      Le zuppe DimmidiSì approdano sul mercato a stelle e strisce

                      Nel percorso di internazionalizzazione, La Linea Verde ha da sempre adottato una strategia mirata alla diversificazione sia geografica che di portafoglio prodotti. Fondamentale, per il gruppo, “presidiare i diversi mercati con attività in loco”, come riporta il Corriere Economia: una strategia che guiderà anche lo sviluppo sul mercato americano, dove l’azienda di Manerbio sta per sbarcare grazie a un accordo con un copacker canadese. “Lo scorso anno abbiamo fatto un test basato sulla neuroscienza per capire se i nostri prodotti erano in grado di soddisfare il palato degli acquirenti statunitensi – rivela Battagliola – e a novembre li abbiamo presentati in fiera a Chicago”.

                      Battagliola La Linea Verde

                      Domenico Battagliola, Ceo de La Linea Verde

                      Le potenzialità per penetrare questo mercato ci sono tutte: sono sempre di più, infatti, i consumatori che apprezzano i prodotti ortofrutticoli freschi pronti al consumo, dalle zuppe alle insalatone arricchite e i piatti unici, in America come nel resto del mondo.

                      Non mancano tuttavia le incognite, come la possibile reintroduzione dei dazi da parte dell’amministrazione Trump. Ma il gruppo non si lascia intimidire: “Le incertezze degli ultimi anni non ci hanno mai rallentato”, puntualizza Battagliola. L’azienda negli ultimi anni ha consolidato la propria presenza in diversi mercati europei, investendo in stabilimenti strategici per valorizzare le filiere locali. L’America ora rappresenta una sfida importante, ma La Linea Verde si sta preparando da tempo ad affrontare questo nuovo mercato, nella convinzione di poter replicare anche lì il suo modello di successo.

                      Leadership nei piatti pronti freschi

                      La Linea Verde ha la leadership nelle categorie zuppe fresche: DimmidiSì con il 40% di quota si conferma il brand con la più alta penetrazione nelle famiglie italiane. Contestualmente è un punto di rifeirmento nel mercato delle insalatone arricchite, dove la gamma “Piatti Unici” registra una crescita a valore del 11% (fonte dati Nielsen IT 2023). Il business dei piatti pronti freschi ha inizio nel 2006, con la nascita del marchio Dimmidisì, quando l’azienda ha affiancato alle insalate in busta una nuova offerta: “Oggi siamo arrivati a sviluppare più di 150 ricette” rivela Battagliola al Corriere Economia.

                      Sostenibilità, innovazione e Ai

                      Negli ultimi tre anni, La Linea Verde ha destinato 15 milioni di euro a un piano strutturato di innovazione che ha coinvolto prodotto, processo e sostenibilità, puntando in modo deciso sulle tecnologie digitali. L’adozione di sensori nelle serre consente oggi di monitorare tempestivamente le criticità fitosanitarie, mentre un avanzato sistema software coordina tutte le fasi produttive. A completare il quadro, uno stabilimento fortemente automatizzato rende la gestione della filiera – dal campo alla tavola – sempre più efficiente e connessa.

                      In particolare, poi, il gruppo guidato da Giuseppe Battagliola ha investito due milioni di euro in un sistema basato sull’intelligenza artificiale, in grado di stimare con precisione il fabbisogno di materia prima, ore di lavoro, packaging e mezzi di trasporto necessari per rispondere in tempo reale alla domanda del mercato. Un modello che ha permesso all’azienda di ridurre i costi operativi, migliorare l’efficienza produttiva e preservare la redditività: basti pensare ai 32 milioni di euro di Ebitda registrati nel 2024, nonostante il forte incremento dei costi delle materie prime, come riporta il Corriere Economia.

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