La Pesca di Puglia IGP pronta a valorizzare un’eccellenza del made in Italy
Pesca di Puglia IGP, i relatori a Macfrut 2025
La fiera Macfrut 2025 ha fatto da sfondo al lancio del nuovo progetto della Regione Puglia finalizzato a valorizzare la peschicoltura regionale mediante l’Indicazione Geografica Protetta: la Pesca di Puglia IGP. Numerosi dettagli sono stati forniti nel corso di un convegno svoltosi il 7 maggio, al quale sono intervenuti i vari professionisti che, in diversi ruoli, hanno contribuito al processo. Oltre a tutelare e distinguere le produzioni locali di alta qualità, il marchio IGP servirà a garantire ai produttori certezza e continuità nel mercato globale e a sostenere l’economia agricola locale, specialmente nei territori della valle dell’Ofanto, tra Bari e Foggia
di Maddalena De Franchis
L’atmosfera, all’interno dello stand collettivo allestito dalla Regione Puglia nell’ambito della 42esima edizione di Macfrut, era calda, gioviale e amichevole come sa esserlo la gente di questa terra assolata e generosa. Sarà per questa ragione che il convegno dal titolo “Il valore della Pesca di Puglia: la nuova IGP”, tenutosi nella seconda giornata della kermesse riminese, il 7 maggio, è parso, in certi tratti, più simile a una riunione informale fra amici – come ha più volte ribadito lo stesso moderatore dell’incontro, Luigi Triggiani, segretario Unioncamere Puglia – che a un convegno vero e proprio, sebbene fosse denso di contenuti scientifici e nozioni storiche ed economiche di alto livello. L’iniziativa è stata realizzata proprio per lanciare un progetto inedito di valorizzazione della peschicoltura pugliese, con l’adozione del marchio IGP per tutelare e proteggere le produzioni locali.
Il valore economico e sociale della peschicoltura in Puglia
Oltre un miliardo di euro all’anno, 7.500 ettari già destinati alla peschicoltura (ma l’obiettivo è arrivare a 10.000 entro un biennio) e 10 mila lavoratori coinvolti: a sciorinare i numeri realizzati finora dalla peschicoltura in Puglia è stato il primo dei relatori intervenuti, Mario Schiano lo Moriello di Ismea. Centinaia di imprese agricole, concentrate nella valle dell’Ofanto – i territori tra San Ferdinando di Puglia, Trinitapoli e Cerignola, nel Foggiano – stanno investendo risorse ed energia in un comparto che cresce anno dopo anno. Attualmente, la peschicoltura pugliese comprende 25 varietà di pesche, 26 di nettarine e 8 di percoche, sulla tavola dal 10 maggio al 30 settembre.
“Il progetto della Regione – ha dichiarato Schiano lo Moriello – si inserisce in un contesto nazionale in cui occorreva coprire un ‘vuoto’ di calendario: quello relativo al mese di maggio, durante il quale si ricorre per lo più a importazioni dall’estero”. Sul progetto pesano comunque, com’è noto agli operatori del settore, alcune inevitabili criticità: sebbene il territorio di San Ferdinando sia “benedetto dalle caratteristiche pedoclimatiche” – per usare le parole degli stessi relatori -, deve far fronte anch’esso a minacce come le fitopatie e gli eventi atmosferici avversi.
Pillole di storia
Successivamente, a prendere la parola è stato Nereo De Angelis, figlio di Florindo De Angelis: quest’ultimo, assieme all’imprenditore marchigiano Giuseppe Formentini, è stato tra i pionieri della peschicoltura nella valle dell’Ofanto. Luigi Catalano – referente del comitato tecnico-scientifico che ha contribuito a elaborare la proposta di Indicazione Geografica Protetta – ha ricordato come, nella seconda metà del Novecento, si sia tentato un esperimento di peschicoltura industriale supportato dalla Cassa del Mezzogiorno, proprio nel Foggiano, con l’introduzione della “percoca”.
Le sfide future
A intervenire, poi, sono stati Leonardo Odorizzi, presidente del Consorzio della Pesca di Verona IGP e tra i fondatori della rete La Grande Bellezza Italiana, il quale ha sottolineato come proprio grazie al riconoscimento europeo e alla sua valorizzazione sui mercati dopo tanti anni di declino si stia tornando a investire nella peschicoltura nel Veronese, e Luigi Trotta, dirigente del dipartimento Agricoltura della Regione Puglia, che invece ha ribadito come il riconoscimento dell’IGP non sia un punto di arrivo ma il principio di una sfida ulteriore: “Passare in tempi brevi da comitato promotore a Consorzio – ha dichiarato – con il coinvolgimento di tutti gli attori della filiera”.
La conclusione dei lavori è stata affidata a Giacomo Suglia, presidente di Apeo, l’Associazione Produttori Esportatori Ortofrutticoli con sede a Bari. “La Puglia è il primo produttore in Italia di uva da tavola e ciliegie – ha detto – e restiamo ai primi posti a livello nazionale anche per la produzione di pesche e nettarine. Il progetto dell’IGP nasce sotto i migliori auspici, purché non dimentichiamo mai di ricercare la qualità: è grazie alla sua alta qualità, infatti, che la pesca di Puglia è riuscita a conquistare, in questi anni, numerosi mercati europei”.
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