L’Agro Pontino dice addio ad Aldo Lepidio, pioniere del kiwi in Italia
È scomparso all’età di 88 anni Aldo Lepidio, patron di Agrilepidio, azienda di Cisterna di Latina specializzata da oltre 40 anni nella coltivazione di actinidia. A darne l’annuncio i figli Daniela e Alfio, che oggi guidano l’azienda di famiglia, una delle principali realtà a livello locale e nazionale nella produzione e commercializzazione del kiwi
Dalla Redazione
Agricoltore con la passione per il suo lavoro e la volontà di migliorare la propria attività, agli inizi degli anni ’70 va alla ricerca di nuove colture su cui investire. Conosce il kiwi in aereo, durante un viaggio di lavoro in Sardegna, quando vede un depliant su questo frutto, come riporta Radio Antenne Erreci in un post. Incuriosito, insieme all’allora agronomo Maroncelli, si informa, acquista delle piante e capisce che le condizioni climatiche della sua zona sono ideali per lo sviluppo di questa coltura. Azzardando, ma con tanta convinzione, nel 1973 mette a dimora le prime 550 piante di actinidia, su una superficie di 12 mila mq.
Il resto è storia, quella dello sviluppo del kiwi in Italia, e in particolare nella zona di Latina, oggi conosciuta in tutto il mondo per la qualità dei frutti e per le tecniche all’avanguardia nella coltivazione e commercializzazione. Una storia tracciata agli esordi da alcuni imprenditori lungimiranti, tra cui Aldo Lepidio, patron di Agrilepidio, azienda di Cisterna di Latina specializzata da oltre 40 anni nella coltivazione di kiwi.
L’imprenditore dell’Agro Pontino è scomparso martedì 23 luglio all’età di 88 anni. A darne l’annuncio sono stati i figli Daniela e Alfio, che oggi guidano l’azienda di famiglia, una delle principali realtà a livello locale e nazionale nella produzione e commercializzazione del kiwi.
Sul sito dell’azienda, nella pagina dedicata alla storia, si ricorda che Aldo Lepidio, dopo avere messo a dimora i primi impianti di actinidia, agli inizi degli anni Settanta, dovette attendere alcuni anni per avere i primi riscontri: “tutto era da fare e tutto era una continua sorpresa”. Tra le tante varietà di piante testate (Bruno, Monti, Abboth, Arlinson etc.) la Hayward risultò la migliore. Nel 1976 arrivarono i primi frutti e, superate le prime due raccolte, durante le quali si faticò molto per collocare il prodotto sul mercato, ecco che alla fine degli anni Settanta arrivarono i risultati attesi.
Il settore ortofrutticolo oggi piange la scomparsa di un grande imprenditore, che fu prima di tutto un grande uomo e un grande padre, dicono i figli. Che “parlava con le piante, una a una”, e che ha amato tanto la sua campagna e la sua terra.
Copyright: Fruitbook Magazine




