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            L’Alveare che dice Sì apre a Milano la prima “boutique contadina”

            L’Alveare che dice Sì
            L’Alveare che dice Sì, la startup che permette di fare la spesa online direttamente dai piccoli produttori del territorio, supera i 100.000 iscritti al sito, cambia Country Manager e lancia un nuovo progetto, per la prima volta offline: da maggio è infatti attivo a Milano, nel quartiere Isola, un negozio fisico, vera e propria “boutique contadina”, dove ogni giorno si possono acquistare frutta, verdura, pane e uova che arrivano freschi in negozio da produttori che distano mediamente una ventina di km dal punto vendita

            Dalla Redazione

            L’Alveare che dice SìL’Alveare che dice Sì, la startup che permette di fare la spesa online direttamente dai piccoli produttori del territorio, supera i 100.000 iscritti al sito, cambia Country Manager e lancia un nuovo progetto, per la prima volta offline. È infatti nato a Milano, lo scorso maggio, il primo negozio fisico della rete, una piccola bottega di quartiere dove acquistare frutta, verdura, pane e uova a km0 dei piccoli produttori locali.  

            Il negozio, sito in via Thaon di Revel 9, nel cuore del quartiere Isola, ha inaugurato l’11 maggio con una festa aperta al quartiere. La scelta del quartiere non è casuale: “Qui esiste uno dei più grandi e vivaci Alveari d’Italia, con una comunità di più di 1500 persone iscritte”, dice Claudia Consiglio, la nuova Country Manager dell’Alveare. “La risposta di questo quartiere all’Alveare che dice Sì è stata al di sopra di ogni nostra più rosea aspettativa. E più lo frequentiamo più capiamo che Isola è un quartiere che ha tanto in comune con il nostro progetto, perché è storico e popolare ma anche avanguardista e originale: siamo contenti di poter prendere casa in un contesto così vivace”. 

            L'Alveare Che Dice Sì

            Nella boutique dell’Alveare che dice Sì si potranno acquistare frutta, verdura, pane e uova che arriveranno freschi in negozio ogni giorno da produttori che distano mediamente una ventina di km da Isola. Tutte piccole aziende a conduzione familiare, che praticano agricoltura estensiva e biologica. E i prodotti saranno sempre e rigorosamente di stagione. “Il canale di vendita cambia, ma non cambiano i valori dell’Alveare che dice Sì – prosegue Consiglio – noi vogliamo proporre un modello alimentare più giusto e più equo per chi produce e anche per chi compra. Mangiare bene è qualcosa che si impara, e la transizione agricola è qualcosa che vogliamo sostenere in modo attivo, attraverso la nostra rete di Alveari in tutta Italia e ora anche con il negozio”. 

            Dalla fine del 2015 a oggi sono nati 190 Alveari in tutta Italia, da Aosta a Palermo. La più grande concentrazione di Alveari però è in Lombardia (58, di cui 20 solo a Milano) e in Piemonte (48, di cui 20 a Torino). I produttori ad oggi iscritti alla rete sono più di 1900, e l’anno scorso l’azienda è cresciuta quasi del 100% rispetto all’anno precedente. Sul sito alvearechedicesi.it nel 2018 sono stati venduti prodotti per 3 milioni di euro, e il trend è in continuo aumento. Quest’anno è cambiato anche il Country Manager dell’azienda: Eugenio Sapora, il fondatore, è uscito dall’Alveare per dedicarsi a portare in Italia il progetto di Too Good to Go. A lui è subentrata Claudia Consiglio, 33enne napoletana laureata in Francia e cervello di ritorno proprio grazie all’Alveare che dice Sì, dove ha lavorato sin dalla sua fondazione, occupandosi dello sviluppo di business nel nordest. Il team conta oggi 8 persone, 33 anni di età in media. 

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