L’INFORMAZIONE INDIPENDENTE PER PROFESSIONISTI E APPASSIONATI DI ORTOFRUTTA
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                      Le sfide per la frutticoltura: spunti (e provocazioni) nel talk show di Agrilinea

                      Dal secondo dopoguerra in poi, la Romagna è stata leader nella frutticoltura e ha insegnato a coltivare frutta al mondo. Ora, però, non è più così. Lunedì 29 luglio, nella sala Europa della Fiera di Forlì, si è svolto un interessante talk show, a cura di Sauro Angelini di Agrilinea, nel quale si è parlato di passato, presente e futuro della frutticoltura, romagnola e non solo. All’iniziativa, promossa in collaborazione con Unitec, Apofruit, Apo Conerpo, Orogel, Granfrutta Zani, Cooperativa Agricola Cesenate, hanno partecipato diversi rappresentanti di cooperative, organizzazioni di produttori e imprenditori agricoli

                      di Maddalena De Franchis

                      “In una manciata di anni siamo passati dal domandarci come gestire l’eccesso produttivo a come riuscire a produrre il quantitativo minimo per tenerci a galla, rincorrendo continue emergenze”. L’ammissione amara di Davide Vernocchi, presidente Apo Conerpo, intervenuto lunedì sera al talk show di Agrilinea.tv – condotto da Sauro Angelini e dedicato alle sfide più urgenti per la frutticoltura romagnola – riassume tutto il senso del cambiamento epocale che, in poco tempo, ha rovesciato tutto ciò che sapevamo, o credevamo di sapere, su uno dei comparti più solidi della “food valley” emiliano-romagnola.

                      “Occorre un piano di salvataggio per l’ortofrutta”

                      Si intitolava così il talk show di Agrilinea, tenutosi lunedì nella sala Europa della Fiera di Forlì e trasmesso in diretta streaming sulle piattaforme www.agrilinea.tv e www.maretv.eu. Alla discussione, introdotta dai saluti dell’assessore all’Agricoltura della regione Emilia-Romagna, Alessio Mammi, sono intervenuti Valtiero Mazzotti, direttore generale Agricoltura, caccia e pesca della regione; Bruno Marangoni, docente di Arboricoltura generale all’università di Bologna; Ernesto Fornari, direttore generale Apofruit; Mirco Zanotti, presidente Apofruit; Realdo Mastini, presidente Orogel Fresco; Vincenzo Finelli, direttore generale Orogel Fresco; Davide Vernocchi, presidente ApoConerpo; Giuliano Donati, presidente Granfrutta Zani; Angelo Benedetti, presidente di Unitec; Fabio D’Erasmo, vice presidente Cac-Cooperativa agricola cesenate; Daniele Bassi, Dipartimento di Produzione vegetale Università di Milano; Claudio Scalise, direttore Sg Marketing agroalimentare; Silver Giorgini, vicepresidente Sicural. Claudio Mazzini, responsabile commerciale freschissimi Coop Italia, ha partecipato con un intervento precedentemente registrato.

                      Davide Vernocchi, presidente Apo Conerpo

                      Il “piano di salvataggio”, da più parti invocato, è ora necessario per dare un segnale concreto al comparto, soprattutto al primo anello della filiera: il produttore, che – oggi più che mai – si imbatte in difficoltà di ogni genere per portare avanti questo mestiere, tanto prezioso per la società quanto delicato e complesso. Pesche, nettarine, albicocche e fragole erano i prodotti di successo per le imprese agricole nel territorio romagnolo. Ma, negli ultimi anni, abbiamo visto decimati in primis gli impianti di pesco, progressivamente abbandonati a causa della mancanza di redditività per l’agricoltore. Solo chi ha saputo rinnovarsi e intercettare i cambiamenti – i cosiddetti “agricoltori resilienti” – può dire di avere davanti un futuro più promettente, anche dal punto di vista reddituale.

                      La discussione

                      Cambiamenti climatici, nuovi approcci agronomici, tecniche innovative di difesa attiva – con reti antigrandine e antinsetti – nuove varietà, fertilità dei suoli dopo l’alluvione, strategie di mercato, automazione e robotizzazione, difficoltà di reperimento della manodopera nei campi sono stati solo alcuni dei temi di cui si è dibattuto, in oltre due ore di talk show. Durante la discussione non sono mancati alcuni momenti di tensione, ad esempio quando il professor Daniele Bassi dell’Università di Milano si è rivolto agli imprenditori agricoli romagnoli, definendoli “mezzadri di Zespri”, in quanto, a suo dire, avrebbero preferito abdicare al proprio ruolo di innovatori per assoggettarsi alle logiche delle lobby multinazionali.

                      Ernesto Fornari, direttore generale Apofruit

                      Una provocazione cui gli imprenditori presenti – Vernocchi ed Ernesto Fornari in primis – hanno risposto con energia, ricordando, in particolare, tutti i costi che gravano sui produttori italiani rispetto ai concorrenti stranieri (in primis, il personale). A proposito di manodopera, Angelo Benedetti, patron del colosso lughese Unitec, ha dichiarato che l’obiettivo, ora, è incrementare il più possibile l’automazione e la meccanizzazione dei processi, per ridurre l’apporto umano nella fase di lavorazione della frutta.

                      Il calo dei consumi di ortofrutta

                      Se Benedetti ha imputato l’attuale calo dei consumi a un errore compiuto soprattutto in passato – non aver garantito, cioè, ai consumatori frutta buona e raccolta al punto giusto di maturazione – Claudio Mazzini, responsabile freschissimi di Coop Italia, ha dichiarato che il calo dei consumi riguarda soprattutto le fasce più giovani della popolazione, sulle quali, ha proseguito, “si sono persi almeno 10 punti percentuali dal 2019 a oggi”. Dall’analisi di Mazzini è emerso anche che, a fronte del passo indietro compiuto da alcuni frutti – in particolare, le pere Igp dell’Emilia Romagna, decimate dalle avversità climatiche e dall’invasione della cimice asiatica – altri hanno allungato notevolmente il proprio calendario e si sono affermati in maniera sempre più decisa tra i consumatori giovani: tra questi, spiccano i mirtilli e le pesche piatte.

                      Sauro Angelini intervista Angelo Benedetti, presidente di Unitec

                      Varietà, queste ultime, su cui si è investito molto negli ultimi anni. Anche Claudio Scalise, direttore Sg Marketing, ha ribadito che, per far presa sulle fasce di popolazione più giovane, occorre puntare su un gusto deciso e, non di rado, sulla sperimentazione di sapori innovativi (e ha citato, a tal proposito, il recente lancio del “melone al gusto di limone”, molto apprezzato dal mercato). Il dibattito si è infine concentrato su come si possono incentivare maggiori consumi raccontando meglio l’agricoltura e gli agricoltori, l’importanza del loro ruolo per la società e per l’economia del Paese e dei territori.

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