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                      Lidl Italia e ortofrutta: cinque cose di cui forse non sei a conoscenza

                      Lidl-Italia

                      Lidl Italia ha fatturato 7,2 miliardi di euro nel 2023

                      Lidl Italia ha chiuso il 2023 con 7,2 miliardi di euro di fatturato, mentre la capogruppo Schwarz, cui fa capo anche l’insegna Kaufland, ha fatturato 175,4 miliardi di euro ed è il primo gruppo della grande distribuzione in Europa e il quarto nel mondo. Nel corso dell’assemblea annuale di Fruitimprese Veneto, che si è svolta a Verona il 18 giugno, la responsabile comunicazione e CSR di Lidl Italia, Alessia Bonifazi, ha fatto una presentazione con un focus sull’ortofrutta, dando alcuni dettagli di cui potreste non essere a conoscenza

                      di Eugenio Felice

                      Lidl-Italia

                      Lidl Italia ha fatturato 7,2 miliardi di euro nel 2023

                      Uno: Lidl Italia nel 2023 ha fatturato con la sua rete vendita 7,2 miliardi di euro ma ha anche esportato 2,5 miliardi di euro di prodotti italiani, di cui oltre 500 milioni di euro, il 22,8%, era costituito dall’ortofrutta, vale a dire il 10,4% delle esportazioni totali di ortofrutta del nostro Paese. L’ortofrutta è anche la categoria più rappresentata nei 2,5 miliardi di euro di export di Lidl Italia. Il dato è ancor più rilevante se si considera che non c’è alcun retailer italiano che esporta all’estero, non avendo i retailer italiani presenza all’estero (fa eccezione solo Eurospin che ha una rete vendita anche in Slovenia, Croazia e Malta).

                      Due: il sacchetto antispreco introdotto a luglio 2023 è un grande successo. Si tratta di un sacchetto di carta che contiene 4 kg di prodotti ortofrutticoli esteticamente non perfetti offerti al prezzo fisso di 3 euro. Ebbene, nel primo anno sono stati venduti 1,2 milioni di sacchetti, evitando così lo spreco di più di 5.000 tonnellate di frutta e verdura. Inoltre, a partire da maggio 2024, per ogni pezzo venduto, Lidl Italia dona 10 centesimi, equamente suddivisi tra Fondazione Banco Alimentare e Comunità Sant’Egidio di Roma. Con il Banco Alimentare è già attivo peraltro il programma di recupero delle eccedenze in oltre 580 negozi.

                      Tre: entro fine 2025 si alza l’asticella delle certificazioni, i fornitori italiani di ortofrutta dovranno infatti certificarsi con il modulo Spring di GlobalGAP, che riguarda le pratiche responsabili di gestione delle acque. Lidl lo richiede a tutti i fornitori che producono in aree a rischio idrico come l’Italia. Non sarà una pratica semplice data la presenza in alcune zone del Paese di pozzi abusivi. Da alcuni anni i fornitori devono già essere certificati GlobalGAP con i moduli aggiuntivi Grasp e BioDiversity. Un laboratorio esterno accreditato esegue infine analisi sui prodotti ortofrutticoli in merito alla loro sicurezza, conformità legale e qualità.

                      Lidl-Alessia-Bonifazi-Stefano-Pezzo-copy-Fm

                      Alessia Bonifazi di Lidl Italia a sinistra, Stefano Pezzo di Fruitimprese a destra (copyright: Fm)

                      Quattro: rispetto al canale supermercati che può raggiungere anche 4-500 referenze nel reparto ortofrutta, Lidl Italia conta “solo” 160 referenze, di cui 16 biologiche. “Il comparto frutta e verdura è il nostro benvenuto al cliente e ogni giorno vengono consegnati prodotti freschi e selezionati”, ha dichiarato Alessia Bonifazi, responsabile comunicazione e CSR di Lidl Italia. Dell’assortimento, che per almeno l’80% deriva da fornitori italiani, fanno parte anche numerosi prodotti a indicazione geografica protetta – IGP. Inoltre, alcune referenze sono prodotte secondo il disciplinare FDAI in collaborazione con Coldiretti.

                      Cinque: i fornitori, considerati “partner”, crescono bene con Lidl Italia e un dato in proposito è particolarmente significativo. Secondo uno studio di The European House Ambrosetti di recentissima pubblicazione, nel quinquennio 2019-2023 i fornitori di Lidl Italia hanno registrato una crescita doppia in termini di ricavi, creazione di valore aggiunto e numero di dipendenti rispetto ad aziende comparabili, mentre la produttività è stata superiore del 30%. Un dato, soprattutto quello del valore aggiunto, che smentisce il luogo comune che la grande distribuzione strozza i fornitori: non è almeno il caso di Lidl Italia.

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