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                      L’Italia è il primo paese al mondo a riconoscere l’obesità come malattia

                      Il Senato ha approvato in via definitiva il Ddl che riconosce l’obesità come malattia, primo caso al mondo. La legge istituisce un Osservatorio e un Programma nazionale di prevenzione e formazione. Coldiretti: bene il provvedimento, ora servono misure contro i cibi ultra-processati e un rilancio delle mense scolastiche

                      Dalla Redazione

                      L’Italia diventa il primo Paese al mondo a riconoscere l’obesità come una malattia “progressiva e recidivante”. Con il voto definitivo del Senato, è stato approvato il Ddl (As 1483) che introduce disposizioni per la prevenzione e la cura della patologia, toccando direttamente circa 6 milioni di italiani, come riporta Il Sole 24 Ore. Il provvedimento, composto da sei articoli, prevede l’avvio di un programma nazionale e l’istituzione di un Osservatorio presso il ministero della Salute.

                      Cosa prevede il testo

                      La legge non inserisce per ora l’obesità nei Livelli essenziali di assistenza (Lea), ma richiama l’erogazione delle prestazioni già comprese nei Lea ai soggetti affetti. Viene inoltre avviato un Programma nazionale per la prevenzione e la cura dell’obesità, che mira a promuovere iniziative lungo tutto l’arco della vita, dall’allattamento al seno all’educazione alimentare nelle scuole, fino alla promozione dell’attività fisica. Centrale anche la formazione: i fondi stanziati serviranno per aggiornare medici di medicina generale, pediatri, studenti universitari e personale sanitario del Servizio sanitario nazionale, affinché siano in grado di affrontare in maniera più completa la patologia.

                      Le risorse previste ammontano a 700 mila euro per il 2025, 800 mila per il 2026 e 1,2 milioni annui a regime dal 2027, con uno stanziamento stabile di 400 mila euro l’anno per la formazione.

                      L’Osservatorio per lo studio dell’obesità, istituito presso il ministero della Salute, avrà il compito di monitorare i dati, promuovere campagne informative e diffondere buone pratiche sugli stili di vita.

                      Italia faro per l’Europa

                      Il promotore della legge, Roberto Pella, ha sottolineato come l’Italia, primo Paese al mondo ad approvare un simile provvedimento, possa assumere un ruolo di guida a livello europeo. L’obiettivo è avviare azioni di sensibilizzazione e prevenzione che vadano oltre i confini nazionali, trasformando questa esperienza in un modello replicabile. La legge, secondo i sostenitori, rappresenta anche un’occasione per combattere lo stigma che colpisce chi soffre di obesità, spesso oggetto di discriminazioni e bullismo, e per promuovere un approccio più maturo e rispettoso verso una delle principali sfide di salute globale. Campagne di comunicazione, legate anche ad appuntamenti sportivi diffusi sul territorio, potranno contribuire a diffondere messaggi di educazione e inclusione.

                      Le dichiarazioni politiche e le critiche delle opposizioni

                      Roberto Pella (Forza Italia), capogruppo in Commissione Bilancio alla Camera e primo firmatario del testo, ha parlato di “priorità nazionale” e ringraziato il ministro della Salute Orazio Schillaci, che ha definito l’approvazione “un segno di civiltà”. Il ministro ha ribadito l’impegno sulla prevenzione, ricordando che l’obesità è un fattore di rischio per molte patologie cronico-degenerative.

                      Le opposizioni hanno accolto la legge con prudenza. La senatrice Ylenia Zambito (Pd) ha evidenziato la mancata inclusione dell’obesità nei Lea (Livelli essenziali di assistenza), la scarsa attenzione all’educazione alimentare nelle scuole e risorse giudicate insufficienti. Critiche sono arrivate anche dal senatore Tino Magni (Avs), che ha sottolineato come siano state eliminate dal testo alcune misure decisive, come la presa in carico multidisciplinare, per mancanza di fondi.

                      Coldiretti: “servono anche misure concrete contro i cibi ultra-processati”

                      Coldiretti ha accolto positivamente il provvedimento, definendolo “un passo avanti importante” ma da accompagnare con misure concrete contro i cibi ultra-processati, soprattutto per bambini e ragazzi. L’organizzazione agricola richiama la necessità di una strategia nazionale condivisa tra istituzioni, scuole e famiglie, con particolare attenzione al rilancio delle mense scolastiche basate su prodotti a km zero, stagionali e di filiera corta. Coldiretti ricorda inoltre l’impegno già avviato con il Manifesto per l’educazione alimentare e le attività di sensibilizzazione svolte nei mercati contadini e nelle fattorie didattiche. Significativa, infine, anche l’istituzione della Giornata nazionale contro il body shaming, fissata per il 16 maggio.

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