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                      L’operatore: “Ortofrutta all’ingrosso a prezzi stracciati. E i grandi marchi…”

                      Ortofrutta-ingrosso-offerta

                      Ortofrutta all'ingrosso in "offertissima" in Calabria

                      Riceviamo e pubblichiamo una e-mail ricevuta da un operatore italiano, che si occupa di produzione e commercio all’ingrosso di ortofrutta nel Sud Italia. L’operatore lamenta la presenza di un rivenditore che in modo continuativo esce con prezzi di vendita definiti “stracciati” e nonostante ciò i grandi marchi – non tutti – continuano a rifornirlo. Questo crea concorrenza sleale, meccanismi distorti e situazioni paradossali. Riportiamo la sua e-mail di seguito nella sua integralità

                      Dalla Redazione

                      Ortofrutta-ingrosso-offerta

                      Ortofrutta all’ingrosso di grandi marche in “offertissima” in Calabria

                      “Capita che da alcuni anni – esordisce l’operatore, che preferisce tenere l’anonimato – sia presente in Calabria un grossista di ortofrutta che applica prezzi di vendita stracciati, fuori mercato, in modo continuativo. Porto alla vostra attenzione alcuni esempi: mele Golden Melinda in padella monostrato a 0,49 euro al chilo, oppure banane Chiquita a 19,99 euro a cartone, oppure ancora mele Pink Lady con gadget a 1,99 euro a padella da 2 chili. Si tratta di prezzi inferiori al costo di acquisto, che potrebbero essere comprensibili se fossero prezzi civetta fatti ogni tanto, ma i prezzi sono stracciati per tutti gli articoli in continuativo”.

                      “Questa politica – continua l’operatore – ha permesso all’azienda in questione di arrivare in pochi anni a fatturare 35-40 milioni di euro, che per un commerciante all’ingrosso del Sud sono un sacco di soldi. Ma come faccia a fare quei prezzi e ad avere marginalità resta un mistero, anche perché i fornitori li paga tutti. A quest’azienda si rivolgono anche grossisti fuori regione, ad esempio della Sicilia, perché costa molto meno rifornirsi da loro che non andare direttamente dal produttore. C’è qualcosa quindi che non quadra, c’è una distorsione di mercato che crea una concorrenza sleale per gli altri commercianti all’ingrosso”.

                      “A mio avviso – sottolinea l’operatore – c’è anche un problema di immagine da salvaguardare per i grandi marchi dell’ortofrutta. Non dovrebbero avere interesse a tenere un prezzo di vendita al pubblico non dico sostenuto ma almeno corretto? Come si comporteranno gli altri distributori all’ingrosso e della GDO, se trovano un commerciante che gli fornisce ortofrutta in Calabria a prezzi significativamente più bassi rispetto a quelli del produttore franco magazzino? Come possono i grandi marchi permettere a un rivenditore di comportarsi in questo modo? E infatti qualcuno ha deciso di non fornirgli più la merce, ma i più restano a guardare”.

                      “Diciamo che, fondamentalmente, come facciano loro a fare quei prezzi di vendita – conclude l’operatore – a me non può fregar di meno, sono fatti loro, non è questo il punto. Qua parliamo di anni di sacrifici per creare un brand e poi lo facciamo sputtanare così facendo la guerra sul prezzo? Allora che senso ha avere un marchio riconosciuto? Noi grossisti puntiamo al brand proprio perché dovrebbe avere una linearità di prezzo, così non ha senso avere un brand nel proprio magazzino, tanto vale fare la guerra con prodotti senza marchio, che poi nelle guerre non ci sono vincitori ma tutti siamo perdenti. Tutto questo è paradossale”.

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