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                      L’Orto di Eleonora, stagione a due velocità per angurie e meloni. “La distintività premia”

                      La campagna di angurie e meloni ha visto quest’anno un andamento alterno. Fino a metà luglio i consumi sono stati vivaci grazie al caldo: “abbiamo registrato vendite fino al +30%” rivela Salvatore Lotta, direttore commerciale di Agricola Campidanese. Da luglio invece il surplus produttivo e il maltempo hanno reso complesso il mercato. Distintività dei marchi e prodotti premium hanno fatto la differenza

                      di Carlotta Benini

                      angurie e meloni L'Orto di Eleonora

                      Le angurie e i meloni de L’Orto di Eleonora

                      La campagna estiva di Agricola Campidanese, la grande Op sarda che commercializza angurie e meloni premium con il suo brand L’Orto di Eleonora, ma anche attraverso le private label di diverse insegne distributive, si è rivelata a due velocità. “Fino al 15 luglio, pur con quantitativi superiori, la domanda è stata elevata grazie al forte caldo – esordisce Salvatore Lotta, direttore commerciale dell’azienda di Terralba (Oristano) -. Dal 15 maggio al 15 luglio abbiamo registrato un clima anomalo. Le temperature raggiunte a giugno, probabilmente le più alte degli ultimi 200 anni, hanno incentivato i consumi sia in Italia sia nel Nord Europa. Fino alla prima metà di luglio abbiamo registrato vendite fino al +30%, sia a volume che a valore”.

                      A luglio situazione complessa

                      Da metà luglio, però, la situazione è drasticamente cambiata – continua Lotta -. Il maltempo nel Nord Europa e nel Nord Italia, con un repentino calo delle temperature, ha provocato una contrazione dei consumi. Parallelamente, da luglio in poi, si è verificato un eccesso di offerta: almeno un 20-30% di produzione in più, soprattutto di angurie”.

                      La congiuntura negativa determinata da surplus produttivo e domanda in calo ha determinato un crollo dei prezzi, con partite rimaste nei campi. “Noi, per fortuna, ci siamo difesi grazie ai prodotti a marchio – rivela -: Gavina ed Eleonora hanno mantenuto buone performance e sono state comunque acquistate a listino”. Si tratta di due angurie distintive: la prima piccola, striata e dolcissima, la seconda a buccia scura e di formato midi, entrambe senza semi, sono prodotti premium che, ancora una volta, si sono dimostrati competitivi anche in un contesto di mercato non semplice.

                      angurie L'Orto di Eleonora

                      Le angurie mini Gavina e Gavina Black e la midi Eleonora

                      Gavina Black, esordio positivo

                      Per quanto riguarda Gavina Black, la mini anguria a buccia scura new entry dell’estate 2025, il prodotto “ha conquistato la sua quota”. “Stiamo completando gli ultimi carichi proprio in questi giorni e il bilancio è positivo – dice il direttore commerciale di Agricola Campidanese -. La qualità si è confermata eccellente, i clienti che l’hanno provata l’hanno apprezzata, e questo ci fa ben sperare per il prossimo anno”.

                      Meloni più “resilienti”

                      Nel difficile contesto di luglio, i meloni hanno dimostrato una maggiore resilienza, mantenendo le quote di mercato. “I prezzi dei meloni sono rimasti più costanti – spiega Lotta – sia perché in questo comparto la sovrapproduzione è stata minore, sia perché il consumo è meno ‘climatico’ rispetto alle angurie. In diversi casi, soprattutto con prodotti innovativi, il melone ha saputo distinguersi”. Anche in questa categoria, i marchi hanno fatto la differenza: Corallo e Majores hanno consolidato le proprie vendite, così come il melone retato. “Le varietà più tradizionali, come il Piel de Sapo e non solo, invece hanno sofferto di più”.

                      meloni L'Orto di Eleonora

                      I meloni Corallo e Majores

                      Il segreto è sapersi distinguere

                      La qualità e la riconoscibilità premiano sempre – sottolinea Lotta a consuntivo della campagna estiva ormai agli sgoccioli -. A fine settembre tireremo le somme e avvieremo la programmazione per il prossimo anno”. Intanto, le vendite proseguono anche a settembre, complice un clima ancora estivo. “Le ultime battute di questa stagione potrebbero essere positive – conclude Lotta -. I mercati stanno cercando di recuperare, il che ci consentirà di chiudere con meno sofferenza. Tuttavia, nel complesso, non è stata una stagione positiva. Ci sono produttori, soprattutto in Puglia e Calabria, che hanno lasciato decine di ettari in campo: in alcuni casi, la situazione è stata drammatica”.

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