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            Mac Fruit Attraction, buona la prima. Ora si guarda a Sudamerica e Asia

            Si è chiusa con soddisfazione la prima edizione della kermesse promossa da Cesena Fiera insieme a Fiera Madrid. Buona la partecipazione degli operatori, dall’Egitto in primis ma anche da tutta l’area del Medio Oriente e del Nord Africa. Il giudizio positivo arriva dagli stessi espositori, circa una trentina in tutto quelli italiani, in rappresentanza dei settori eccellenti della nostra filiera. La fiera è stata una vetrina strategica per l’incontro con i buyer e con potenziali nuovi clienti e il mercato africano si è rivelato sempre più strategico per le produzioni italiane ed europee del settore: lo conferma anche Melinda, presente in fiera nello stand collettivo di Assomela

             

            Dalla Redazione

             

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            Renzo Piraccini (a sinistra) insieme al ministro del Commercio e dell’Industria egiziano Tareq Qabil

            Si è chiusa con soddisfazione la prima edizione di Mac Fruit Attraction, la nuova scommessa di Cesena Fiera insieme a Fiera Madrid, svoltasi a Il Cairo in contemporanea con Food Africa (4-7 maggio). La kermesse, a detta degli espositori italiani presenti, circa una trentina in tutto, è stata una piazza strategica per l’incontro con i buyer e per stringere contatti con nuovi, potenziali clienti.

             

            E anche l’occasione, per Macfrut, per calare un tris di proposte: prima di tutto il rilancio Mac Fruit Attraction, ampliando il progetto in altre due aree strategiche per il settore. “Dopo questa prima edizione – dichiara il presidente di Cesena Fiera Renzo Piraccini, di concerto con Raul Calleja, presidente di Fiera Madrid  – ora volgiamo lo sguardo anche a Sudamerica e Asia, sempre insieme a un partner legato al territorio per la promozione e organizzazione dell’evento, come è stato in questo caso con IFP”. In secondo luogo, Macfrut, dopo questa esperienza in Egitto, conferma la sua connotazione come volano di sviluppo per l’intera filiera nel percorso di internazionalizzazione. Infine, in fiera a Il Cairo, è stato lanciato  un messaggio alle Istituzioni europee e internazionali: l’ortofrutta può contribuire in modo determinante allo sviluppo dei paesi africani e del Medio Oriente. In sostanza può migliorare le condizioni di vita dei suoi abitanti e ridurre così i flussi migratori verso l’Europa: le imprese italiane della filiera possono cooperare in modo determinante a questo processo, nella visione degli organizzatori.

             

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            La delegazione italiana delle aziende presenti alla prima edizione di Mac Fruit Attraction

            A confermare il successo di questa prima edizione di Mac Fruit Attraction arriva il giudizio delle aziende italiane che hanno partecipato all’evento, la cui prima impressione viene riportata in una nota di sintesi della fiera.

             

            Giulia Montanaro, Assomela (l’associazione che rappresenta l’80% della produzione melicola italiana): “I nostri cinque soci presenti in Fiera – Vog, Vip, Melinda, La Trentina e Melavi – sono stati soddisfatti. Hanno incontrato partner commerciali con cui già intrattenevano rapporti, ma anche avuto molti nuovi contatti, non solo egiziani ma di tutta l’area Nord Africana e Medio Orientale”.

             

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            Ora Mac Fruit Attraction guarda anche a Sud America e Asia

            Riccardo Martini, Tramaco: “Considerato che era la prima edizione, e con le oggettive problematiche logistiche che ci sono in Egitto, il nostro giudizio è positivo. Questa fiera avviene in un periodo ideale per noi perché ci consente di fare il punto sull’export dall’Italia e di programmare il lavoro estivo per la campagna uva egiziana verso l’Europa”.

             

            Nicola De Tomi, European Fruit Group: “In dieci anni ci muoviamo in questo mercato e in tre giorni siamo riusciti a incontrare tutti i nostri clienti, quando in genere dobbiamo impiegare almeno una settimana. Aggiungo anche che abbiamo allacciato numerosi contatti con nuovi buyer. Mac Fruit Attraction ha intercettato un’esigenza fieristica che mancava in quest’area. Complimenti”.

             

            Leonardo Bigoni, Sermac: “Giudizio positivo. La fiera è rivolta per lo più al mercato egiziano e devo dire abbiamo trovato gli interlocutori che ci aspettavamo”.

             

            Carlo Lingua, RK Growers: “Avevamo delle perplessità alla viglia di questa manifestazione, fugate dai fatti. Oltre ad avere incontrato i nostri clienti, infatti, abbiamo preso contatti con nuove realtà. Vedremo nel corso dei mesi se le cose andranno avanti, tuttavia le basi sono state gettate”.

             

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            Lo stand di Melinda in fiera a Il Cairo

            Anche Melinda era presente al Cairo la scorsa settimana in occasione della prima edizione di Mac Fruit Attraction. L’azienda trentina – che con 400 mila tonnellate di mele rappresenta il 15% della produzione annua italiana, e che ha investito negli ultimi anni oltre 90 milioni di euro per strutture e servizi verso i clienti esteri – ha colto l’occasione per presidiare un mercato molto interessante, quello dei Paesi della fascia nordafricana. La quota di produzione di Melinda indirizzata al Nord Africa oggi è intono al 8,5-9%, e la presenza al Cairo, all’interno dello stand collettivo di Assomela, dimostra la volontà di consolidare i rapporti esistenti e raggiungere nuovi operatori. L’obiettivo è aumentare la quota di produzione destinata ai mercati esteri, un trend comunque già in crescita costante da alcuni anni.

             

            “Nel corso degli ultimi anni il mercato estero è stato oggetto di particolare attenzione ed investimenti da parte di Melinda  – sottolinea Roberto Gorza, responsabile commerciale per il Nord Africa – Il risultato è stata una crescita costante della percentuale di produzione destinata al mercato estero, che è passata in tre anni dal 12% al 25%. Oggi esportiamo molto bene nel Vecchio Continente e siamo presenti in oltre 46 Paesi nel mondo, ma prevediamo un’ulteriore crescita delle esportazioni, sia in termine di numero di destinazioni che in termini di quantità e di marginalità complessive. In tal senso il mercato africano sarà sicuramente strategico”.

             

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