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            Macfrut globale. All’edizione da record arriva la “rivoluzione vegetale”

            A Rimini dal 10 al 12 maggio prossimo torna la fiera dell’ortofrutta: otto padiglioni, 1.100 espositori di cui il 23% esteri, 1200 buyer da tutto il mondo, 50 eventi tra workshop e meeting. Non teme rivali la kermesse romagnola, presentata ufficialmente a Roma presso la sede dell’ICE alla presenza, fra gli altri, del vice ministro dell’Agricoltura Andrea Olivero e dell’ambasciatore della Repubblica popolare cinese Li Ruiyu. La Cina è infatti il paese partner di Macfrut 2017, collaborazione che apre le strade per consolidare l’accordo bilaterale che va verso l’abbattimento delle barriere fitosanitarie in Asia. La Basilicata è la regione partner, la fragola il frutto testimonial di questa edizione. Fra le novità un focus su germogli, microgreens e superfood del futuro, e sulle soluzioni hi-tech per coltivarli anche a casa, o al supermercato

             

             

            di Carlotta Benini

             

            Il vice ministro Olivero con l’ambasciatore cinese e Renzo Piraccini

            “Una vetrina internazionale per la filiera ortofrutticola italiana, che di anno in anno ha saputo mettere in campo innovazione e nuovi progetti, dimostrando come, con azioni coerenti e di ampio respiro, si possano sostenere la competitività e il primato dei nostri prodotti”. Si è chiusa con il plauso del vice ministro dell’Agricoltura Andrea Olivero la presentazione della 34esima edizione di Macfrut, che si è svolta a Roma nella sede di ICE (l’istituto per il commercio estero) giovedì 6 aprile. La kermesse ortofrutticola, nata storicamente a Cesena e trasferitasi dallo scorso settembre a Rimini Fiera, dà nuovamente appuntamento al pubblico dal 10 al 12 maggio.

             

            L’ambizione, come già ci aveva anticipato a chiusura della passata edizione il presidente Renzo Piraccini (leggi qui) è quella di diventare la rassegna di riferimento anche in Europa. È diversa dalle altre fiere di settore, Macfrut, innanzitutto per la sua “forte componente di filiera”, sottolinea Piraccini. In mostra negli otto padiglioni riminesi (uno in più rispetto allo scorso anno, per una superficie complessiva di 50 mila metri quadri), troviamo infatti le aziende più rappresentative di tutto il settore, dalle sementi ai macchinari per la lavorazione agricola, dal packaging alle tecnologie, dalla logistica a distribuzione, passando per il prodotto naturalmente. “In questo senso è siamo un unicum anche rispetto a Fruit Logistica e Fruit Attraction”, sottolinea.

             

            Parlando di prodotto, una delle novità più interessanti di questa 34esima edizione della rassegna è il focus sui superfood del futuro – germogli, microgreens e baby leaf – protagonisti di una vera e propria “rivoluzione vegetale”. Saranno in fiera tutti i leader mondiali di questa area, tra cui l’olandese Van der Plas, leader mondiale dei germogli, che opera con 15 stabilimenti nel mondo, e Koppert Kress, leader mondiale dei micro ortaggi.

             


            Anche sul fronte delle tecnologie si potranno toccare con mano i nuovi modelli di serre e orti verticali, o ancora soluzioni per la coltivazione domestica dei microgreens, come l’innovativo sistema di Tomato Più riportato nel video. Si tratta una tecnologia made in Italy, indipendente dalle stagioni, che permette di coltivare micro vegetali in cialda, all’interno di una piccola serra verticale da tenere in casa. La coltivazione avviene solo con l’utilizzo di acqua e luce LED.

             

            Il vertical farming è possibile anche al supermercato. New Retail Solution, l’area innovativa dedicata all’esposizione in Gdo, torna ad accogliere i visitatori all’ingresso principale di Macfrut, nella Hall Sud. Una soluzione che rappresenta l’ultima frontiera del chilometro zero è quella di Cefla, che a Macfrut porta la mini serra per il reparto ortofrutta, denominata in-store farm (leggi qui), con tecnologia led perfettamente integrata negli scaffali.

             

            In tutti questi casi, dai microgreens in serra domestica alla growing station per il supermercato, “non si tratta di prototipi, bensì di vere proposte commerciali che prefigurano scenari totalmente innovativi”, precisa Renzo Piraccini. Il futuro? “È oggi”.

             

            Parla anche tutte le lingue del mondo, il futuro di Macfrut. Il management della fiera, in collaborazione con ICE, ha messo in campo negli ultimi anni un’importante opera di internazionalizzazione, che si è tradotta in due fiere satellite al Cairo e in Cina, nate in collaborazione con Fruit Attraction e Fiera Madrid. E che soprattutto ha portato a un’esplosione di presenze estere. Gli espositori stranieri quest’anno sono il 23% dei 1.100 totali (+30% rispetto alla passata edizione), 40 gli Stati presenti e 1200 i buyer attesi da tutto il mondo.

             

            La fragola è l’emblema di Macfrut 2017, la Basilicata la regione partner

            I numeri sono i più alti di sempre e Macfrut non teme rivali, nemmeno nella settimana in cui debutta a Milano Fruit&Veg Innovation, la nuova fiera di settore che si tiene in concomitanza con TuttoFood a Rho dall’8 all’11 maggio. “Siamo il braccio destro dell’ortofrutta italiana, un hub al servizio dell’export della filiera “, ribadisce Renzo Piraccini, che non ha mai nascosto una certa perplessità nei confronti della rassegna concorrente. “Le fiere si fanno con i numeri e noi siamo molto sicuri dei nostri”, continua.

             

            Fra le novità di quest’anno si ricorda anche Macfrut in Campo, uno spazio dimostrativo all’esterno della fiera dove vedere all’opera le più moderne tecnologie per l’orticoltura. Conferma invece per il Macfrut Innovation Award, che premia le innovazioni più significative in termini di sostenibilità ambientale ed economica e miglioramento della qualità dei prodotti. Sono pervenute 40 candidature, ne verranno selezionate 28 che saranno esposte in fiera

             

            L’emblema della manifestazione è la fragola, a cui sono dedicati anche gli Strawberry Days, il nuovo fuori salone di Macfrut (leggi qui). La Regione partner non a caso è la Basilicata, primo produttore italiano di questo frutto.

             

            Per concludere, tornando al tema dell’internazionalizzazione, il Paese partner di Macfrut 2017 è la Cina. Una scelta particolarmente strategica per consolidare gli accordi bilaterali già in essere fra il nostro Paese e il colosso asiatico, “che potrà portare a una proficua e reciproca collaborazione in ambito agroalimentare”, ha sottolineato l’ambasciatore cinese Li Ruiyu a Roma. In Fiera anche il Forum dedicato ai mercati dell’Asia e del Medio Oriente che vedrà la partecipazione dei big mondiali del retail e dell’e-commerce cinese, tra cui Alibaba (in fiera ci sarà il responsabile ortofrutta), Frutacloud, Vanguard, Danube, Artico Solutions, Pagoda.

             

            Le istituzioni presenti a Roma alla presentazione di Macfrut

            “L’Italia è uno dei maggiori investitori europei in Cina, l’agroalimentare uno dei cinque ambiti di priorità. – sono state le parole dell’ambasciatore – Le esportazioni italiane di ortofrutta in Cina sono state pari a 27 milioni di euro, con un +12,8% rispetto all’anno precedente. Tutto questo in un contesto di crescita della nostra economia del +6,7% e un reddito pro capite del +6,3%. Nei prossimi cinque anni importeremo 8 mila miliardi di dollari di prodotti”.

             

            L’auspicio, per il nostro Paese, è quello di “abbattere presto quelle barriere fitosanitarie che ci impediscono di aprirci a nuovi mercati. ha aggiunto il vice ministro Olivero promettendo un maggiore impegno delle istituzioni su questo fronte – La Cina è un Paese importante per il nostro export, abbiamo la necessità di intensificare i rapporti. Chiuso il dossier agrumi, speriamo di affrontare presto quello di mele e pere per poter portare là i nostri prodotti, farci conoscere e confrontarci con i nostri competitor sul mercato asiatico”.

             

            “Credo che ritrovarci a Macfrut e comprendere quali sono le strategie delle nostre imprese – ha concluso – sia fondamentale per trovare gli strumenti idonei per aiutare quelle che hanno vocazione all’internazionalizzazione”.

             

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