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            Made in Nature: i big dell’ortofrutta bio insieme per spingere i consumi

            Canova-Almaverde Bio e Brio-Alce Nero insieme a Veritas Biofrutta (gruppo Mazzoni), Conserve Italia e Lagnasco si uniscono sotto l’egida del CSO Italy per promuovere i valori di questa filiera presso i consumatori italiani, tedeschi e francesi. Nasce così Made in Nature, progetto co-finanziato dall’Unione Europea che nel prossimo triennio farà conoscere, attraverso una massiccia campagna di comunicazione online e offline e con incontri b2b, fiere e iniziative instore nella Gdo, i valori dell’ortofrutta biologica fresca e trasformata. Obiettivo aumentare la brand awareness e dare un’ulteriore spinta ai consumi

              

            di Carlotta Benini

             

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            Sa sinistra Paolo Pari, Tom Fusato e Antonio Cogo (copyright: Fm)

            La celebre onda del pittore ottocentesco giapponese Hokusai? Diventa una foglia di insalata nel visual della nuovo progetto nato sotto l’egida di CSO Italy che intende promuovere l’ortofrutta biologica, il suo potenziale comunicativo e l’ondata – appunto – di valori positivi che questo comparto produttivo, di cui l’Italia è leader a livello internazionale, rappresenta. Il progetto, lanciato durante la seconda giornata di Fruit Logistica, si chiama Made in Nature ed è finanziato dall’Unione Europea per un totale di 1,5 milioni di euro: l’obiettivo è quello di promuovere nel prossimo triennio(dal 1 febbraio 2019 al 31 gennaio 2022), i valori e la cultura della frutta e verdura biologica in Italia, Francia e Germania.

             

            A presentare l’iniziativa a Berlino sono stati i due top player italiani del settore, Almaverde Bio-Canova e Alce Nero-Brio, che insieme a Veritas Biofrutta (gruppo Mazzoni) e ad altre aziende socie del CSO Italy come Conserve Italia e Lagnasco uniscono le forze per comunicare ai consumatori italiani, tedeschi e francesi il valore di una filiera 100% naturale, sostenibile e sicura.

             

            L’Italia è fra i principali attori del mercato del biologico europeo (il business del bio nostro Paese è cresciuto del +153% negli ultimi 10 anni) e dell’export (per un mercato che sfiora i 2 miliardi). “Il biologico non è più un mercato di nicchia, tuttavia se guardiamo ai consumi (che in Italia raggiungono quota 4%, in Germania e in Francia si attestano fra il 4,5 e l’8%) c’è ancora tanto potenziale da sfruttare”, esordisce Tom Fusato, direttore commerciale di Brio durante la presentazione a Berlino. La maggior parte dei consumatori europei conosce l’agricoltura biologica e i suoi requisiti in termini macro, tuttavia, entrando nel dettaglio, emergono notevoli carenze: gli Italiani sono nelle retrovie rispetto alla media europea per quanto riguarda la conoscenza del marchio “agricoltura biologica” (16%) mentre Francia e Germania sono meglio posizionate (32%), ma mostrano anch’esse la necessità di supportare il consumatore nella comprensione effettiva di cosa comporti in termini di qualità e sicurezza questo tipo di certificazione.

             

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            Il press lunch di presentazione del progetto a Berlino

            Made in Nature nasce proprio con questi presupposti, con la volontà di condividere i valori fondamentali del biologico rivolgendosi in tutti e tre i Paesi con azioni specifiche mirate ad aumentare la brand awareness dell’ortofrutta biologica e a comunicare i suoi valori a 24 milioni di consumatori. “Parleremo innanzitutto attraverso i social network e gli organi di informazione (stampa, bloggers, etc), con campagne di comunicazione, iniziative mirate rivolte agli operatori del settore, incontri b2b a livello internazionale e iniziative instore nella Gdo italiana, tedesca e francese. – continua Fusato – Si alzerà una grande onda positiva del bio, destinata nel prossimo triennio a portare una propulsione nei consumi”.

             

            “Di tanto in tanto nell’opinione pubblica emergono dei detrattori che tentano di sminuire la portata ecologica e la qualità del biologico, – sottolinea a Berlino Paolo Pari, direttore di Almaverde Bio – per questo promuovere una corretta informazione su questa filiera è molto importante. Non dobbiamo dimenticare che dietro a questo comparto lavorano dei produttori che fanno scelte molto impegnative, rinunciando spesso a oltre il 40% della produttività dei propri terreni. Il consumatore europeo deve sapere che quando acquista biologico porta a casa un prodotto che porta dentro passione e professionalità”.

             

            “La joint venture che suggelliamo oggi a Fruit Logistica è utile, positiva e necessaria. – conclude – Non si tratta di portare avanti azioni di tipo commerciale, ma di promuovere unendo le forze i valori del biologico, affinché il consumatore abbia una piena conoscenza di quello che mette nel piatto: questa è la nostra mission”, conclude Antonio Cogo, responsabile commerciale di Veritas Biofrutta.

             

            Dopo il lancio a Berlino seguiranno altre iniziative che coinvolgeranno i consumatori dei tre Paesi target con eventi instore, campagne di digital advertising e pr, e raggiungeranno i giornalisti e i buyer di tutto il mondo con appuntamenti all’interno delle principali fiere del settore (Sial, Anuga, Fruitlogistica, Macfrut, Biofach) e vedranno la realizzazione di workshop ed eventi con lo scopo di mettere in luce tutti i valori del bio europeo.

             

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