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Studio: mangiare biologico riduce del 25% il rischio di cancro. Caprotti: “Cose indicibili 20 anni fa”


Le persone che seguono una dieta prevalentemente biologica riducono il rischio complessivo di cancro del 25%. A dirlo è uno studio francese dell’Istituto nazionale per la salute e la ricerca medica, che ha preso in considerazione un campione di 70 mila persone. Il presupposto sarebbe che mangiare più cibo biologico significa consumare meno pesticidi: ciò porterebbe in particolare a una significativa riduzione nell’insorgenza di due tumori, quello al seno e il linfoma. A commentare i risultati di questa ricerca è Giuseppe Caprotti, che scrive nel suo blog: “Cose impensabili, addirittura indicibili rispetto ai tempi in cui lanciai Esselunga Bio, nel lontano 1999. All’epoca si poteva dire solamente che il biologico faceva bene alla natura. Guai ad accennare a possibili benefici per l’uomo! E invece…”.

 

Dalla Redazione

 

cibo biologico

Secondo un nuovo studio francese mangiare cibi bio ridurrebbe del 25% l’insorgenza di tumori

Un’alimentazione ricca di cibi biologici potrebbe proteggere da alcuni tipi di tumore A suggerirlo è uno studio pubblicato sulla rivista Jama Internal Medicine dai ricercatori dell’Istituto nazionale per la salute e la ricerca medica, sezione scientifica della Sorbona di Parigi. Secondo la ricerca, per chi segue una dieta ad alto contenuto di alimenti bio si riduce il rischio di contrarre nello specifico due tipi di tumore, il linfoma e il carcinoma al seno post-menopausale.

 

Allo studio hanno partecipato quasi 70 mila volontari adulti, che sono stati seguiti in media per quattro anni e mezzo. Durante questo lasso di tempo ai partecipanti è stato fatto compilare un questionario sulla frequenza di consumo di 16 prodotti biologici, compresa frutta e verdura, carne, cereali e cibi pronti. La dieta dei volontari è stata valutata compilando diari alimentari sull’intera giornata per giorni assegnati casualmente. Durante il monitoraggio, tra i partecipanti sono stati registrati 1.340 casi di cancro, soprattutto tumori al seno (439), alla prostata (180), alla pelle (135), al colon retto (99) e linfomi non-Hodgkin (47). Analizzando i dati, i ricercatori hanno osservato che chi segue una dieta ad alto contenuto di cibi bio avrebbe un rischio del 25% più basso di andare in contro a qualsiasi tipo di cancro.

 

“Il cancro sarà la prima causa di morte in questo secolo.  – scrive Giuseppe Caprotti nel suo blog, commentando la notizia dello studio francese – Lo affermano il CIRC (organismo dell’Organizzazione Mondiale della Sanità) e A Cancer Journal for Clinicians, dell’American Cancer Society. Secondo Marco Rovati, chirurgo e professore di Scienze dell’Alimentazione presso l’Università degli Studi di Milano, il 70% delle cause di morte al mondo sono legate all’alimentazione”.

 

biologico Esselunga

Le prime campagne pubblicitarie della linea bio di Esselunga

“Come ho già evidenziato in altre occasioni – continua Caprotti – mangiare troppo cibo confezionato può aumentare i rischi di contrarre il cancro. Ma gli studi vanno avanti e vengono dette cose impensabili, indicibili se pensiamo ai tempi in cui lanciai Esselunga Bionel lontano 1999. All’epoca si poteva dire solamente che il biologico faceva bene alla natura. Guai ad accennare a possibili benefici per l’uomo! E invece…”.

 

Come si spiegano i benefici di una dieta ricca di cibi biologico nella prevenzione dei tumori? La correlazione, secondo i ricercatori francesi della Sorbona, sta nella riduzione della quantità di pesticidi e fitofarmaci introdotti nell’organismo. Minore presenza di pesticidi di sintesi nel cibo biologico uguale minore possibilità di contrarre il cancro: “lo studio nello specifico parla di una riduzione nell’insorgenza del tumore al seno del 34% e del 76% per i linfomi, – aggiunge Giuseppe Caprotti – una malattia molto comune tra gli agricoltori esposti ai pesticidi. Queste affermazioni sono finite sulla prima pagina del più autorevole quotidiano francese, Le Monde, provocando un vasto e costruttivo dibattito, in un Paese, la Francia, che consuma ormai più di 8 miliardi di euro di prodotti biologici all’anno”.

 

Venendo alle conclusioni, vanno comunque sottolineati i limiti di questo nuovo studio, che i ricercatori riconoscono pienamente. Sebbene il numero di persone coinvolte nello studio fosse piuttosto ampio, la ricerca si è svolta per un periodo di  tempo limitato (quattro anni è mezzo). Inoltre ha evidenziato che i soggetti in questione erano prevalentemente di sesso femminile, ben istruiti e molto attenti alla salute.

 

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