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            Mela Val Venosta sempre più hi-tech, presto altri due magazzini automatici

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            Durante l’incontro con la stampa dello scorso 25 febbraio, i dirigenti della VI.P, il consorzio delle cooperative frutticole della Val Venosta, hanno sottolineato che il nuovo brand (leggi news) porta con sé una serie di migliorie che coinvolgono tutte le fasi produttive, dalla campagna alla consegna ai clienti. Tra queste ci sono i nuovi magazzini automatici che entro 4 anni saranno operativi nelle cooperative Juval e Oveg. In tal modo cinque delle sei cooperative melicole avranno la fase dal precalibro alle linee di confezionamento completamente automatizzata

            Dalla Redazione

             

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            Il magazzino automatico della Mivor a Laces può tenere fino a 18 mila bins

            “Abbiamo lavorato molto intensamente da un anno a questa parte per arrivare al nuovo marchio. Questo non è un punto di arrivo ma l’inizio di un percorso, una promessa che facciamo al consumatore finale di offrirgli una mela sana e buona, che rispetta l’ambiente e garantisce un reddito equo ai produttori”, ha spiegato Michael Grasser, responsabile marketing della VI.P, durante l’incontro con la stampa italiana del 25 febbraio. E per far capire che dietro al nuovo vestito c’è anche tanta sostanza, il 26 febbraio è stata organizzata una visita alla Mivor, una delle sei cooperative melicole della Val Venosta, una delle tre ad avere un magazzino automatico. La Mivor può vantare il più grande magazzino di lavorazione e confezionamento dell’Alto Adige, con un output annuale di 80-85 mila tonnellate.

             

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            L’esterno della Mivor di Laces, una delle sei cooperative melicole della VI.P

            Ma cosa significa magazzino automatico? Il primo ad essere realizzato in Italia è stato probabilmente quello della Lagnasco Group in Piemonte, operativo dalla stagione 2009/2010. Poi è stata la volta dell’Alto Adige, sia in alcuni magazzini della VOG (Cafa di Merano e Fruchthof di Frangarto) che presso la Mivor (Laces), la Texel (Naturno) e, da ultima, la Geos (Silandro) in Val Venosta. In questo momento è in fase di completamento anche quello di Rivoira in Piemonte. Si tratta di magazzini completamente automatizzati che raccolgono i bins con il prodotto precalibrato in attesa che venga immesso nelle linee di confezionamento. Una sorta di parcheggio a temperatura controllata che può durare al massimo tre settimane e garantisce, tra le altre cose, una riduzione del calo peso nell’ordine del 50% nella fase che va dall’apertura della cella al carico sull’autotreno.

             

            Mivor Greefa

            La calibratrice Greefa della Mivor, a 10 corsie e 66 canali corti, mentre lavora mele Kanzi

            Quali sono le caratteristiche della Mivor che abbiamo visitato? 370 soci conferitori che producono su 1.100 ettari con un raccolto annuale medio di 80 mila tonnellate. Il magazzino si estende su 11 ettari, compreso quello dedicato al prodotto biologico, con 200 celle frigorifere e 160 collaboratori, di cui 60 fissi e 100 stagionali. La calibratrice Greefa ha 10 corsie e 66 canali corti di uscita, riesce a calibrare fino a 8 mele al secondo e per ogni mela scatta 60 foto per selezionare le diverse qualità esterne: dal colore al calibro, dalla presenza di difetti alla forma. È anche una delle poche calibratrici che riesce a bollinare le mele, caratteristica importante quando il cliente chiede il prodotto direttamente in bins. È ancora in fase di messa a punto il modulo per riconoscere l’eventuale presenza di difetti interni ai frutti. Il magazzino automatico è operativo dalla campagna 2010-11. Le linee di confezionamento sono 16 (con possibilità di fare anche la ceratura).

             

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