L’INFORMAZIONE INDIPENDENTE PER PROFESSIONISTI E APPASSIONATI DI ORTOFRUTTA
                      L'INFORMAZIONE PROFESSIONALE PER IL TRADE ORTOFRUTTICOLO
                      L’INFORMAZIONE INDIPENDENTE PER PROFESSIONISTI E APPASSIONATI DI ORTOFRUTTA

                      Melavì in pesante crisi, la mela della Valtellina rischia il fallimento?

                      Melavi-mela-Valtellina-rischio-fallimento-2025

                      La cooperativa Melavì ha sede a Ponte in Valtellina (SO)

                      La cooperativa Melavì della Valtellina è a rischio fallimento, a causa dei debiti accumulati e ai conferimenti dei soci che in pochi anni sono scesi da 28 mila tonnellate a 7 mila tonnellate (-75%). Attualmente la cooperativa Melavì occupa 18 dipendenti a tempo indeterminato e 53 stagionali o a tempo determinato, per una “massa salariale” di circa 1,8 milioni si euro l’anno. Secondo il sindaco di Ponte in Valtellina, Franco Biscotti, “la situazione è drammatica, inutile fare giri di parole”. Le soluzioni sul tavolo sono il concordato preventivo oppure la composizione negoziata oppure, ancora, la cessione

                      Dalla Redazione

                      Melavi-mela-Valtellina-rischio-fallimento-2025

                      La cooperativa Melavì ha sede a Ponte in Valtellina (SO)

                      La cooperativa Melavì, con sede in Ponte in Valtellina, nata nel 2013 dalla fusione delle tre cooperative ortofrutticole storicamente presenti sul territorio della provincia di Sondrio, specializzata in particolare nella mela, che in quest’area ha ottenuto anche il riconoscimento IGP, è a rischio fallimento a causa di una pesante situazione debitoria, aggravata dalla riduzione dei soci degli ultimi anni con conseguente riduzione dei conferimenti, passati da 28 mila tonnellate a 7 mila tonnellate (-75%). Una vera e propria emorragia, che non fa dormire sonni tranquilli ai 18 dipendenti a tempo indeterminato e ai 53 lavoratori stagionali o a tempo determinato, che già hanno riscontrato ritardi nel pagamento degli stipendi.

                      Le cause che hanno portato alla disastrosa situazione della cooperativa Melavì partono da lontano. Così la descrive il sindaco di Ponte in Valtellina, Franco Biscotti, intervistato dal quotidiano locale Il Giorno: “La situazione è drammatica. Io ciclicamente mi sento coi vertici della Melavì, conosco la situazione. C’è una condizione debitoria pesante, le responsabilità di certo non si possono ascrivere solo agli ultimi arrivati ma ritengo sia una corresponsabilità che va avanti da tanti anni. E causata dal progressivo abbandono di tanti, tantissimi, conferitori. Una vera e propria fuga. E poi la cooperativa ha dovuto far fronte alla ’crisi della mela’ di qualche anno fa, che ora pare alle spalle ma che ha prodotto dei danni”.

                      Il Comitato esecutivo per la gestione della crisi d’impresa di Melavì, presieduto da Daniele Pasini, ha diffuso una nota stampa in cui si legge: “Il tempo a disposizione è poco per cui auspichiamo la massima responsabilità da parte di tutti per evitare che “perturbazioni” e disallineamenti su un percorso di soluzione della crisi, che è di fatto l’unico offerto dalla normativa vigente, vadano a compromettere tutto il difficile lavoro svolto fin’ora”. La soluzione sul piatto è quella del concordato preventivo in bianco, che permette ancora di lavorare al salvataggio dell’azienda laddove intervenissero supporti da parte di terzi e dalla Banca Popolare di Sondrio, in primis, che una mano l’aveva tesa in questo senso.

                      La fase di composizione negoziata della crisi scadrà il 23 marzo e per il giorno 24 occorre avere pronta un’alternativa valida a norma di legge, perché non si è riusciti, nei tempi previsti, a risolvere la crisi debitoria piazzando sul mercato gli immobili messi in vendita. “Gli organi sociali stanno operando – si legge ancora nella nota -, sono stati individuati advisor specializzati, è stata disposta la perimetrazione e valutazione del patrimonio sociale e sono al vaglio tutte le possibilità per dare continuità funzionale a Melavì, il tutto in un contesto in cui il prodotto conferito dai soci è passato, in pochi anni, da quasi 280 mila a 70 mila quintali”. Non sono pochi coloro che, soprattutto fra Villa e Bianzone, conferiscono il prodotto in Svizzera.

                      Copyright: Fruitbook Magazine