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            Mele, ci aspetta una campagna da leoni? Risponde Zanesco di Mela Val Venosta

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            Meleti carichi di frutti in Val Venosta

            La campagna mele 2018-19 sta volgendo al termine, con qualche criticità legata alla produzione europea record di 13,5 milioni di tonnellate. Abbiamo chiesto al responsabile commerciale di VI.P, Fabio Zanesco, di farci un quadro della campagna che si sta chiudendo, della situazione attuale nei meleti della Val Venosta in termini di volumi e qualità, e di quello che potremmo attenderci dalla prossima campagna, anche alla luce di alcuni importanti accadimenti a livello internazionale. Dopo una stagione di lacrime, ne arriva una da leoni per le mele made in Italy? Ecco la nostra intervista

             

            Dalla Redazione

             

            Zanesco-VI.P-2019

            Fabio Zanesco, responsabile commerciale Mela Val Venosta

            Si sta chiudendo una campagna piuttosto difficile per le mele italiane, c’è chi dice che qualche centrale ortofrutticola faticherà a terminare il prodotto immagazzinato: come è andata per Mela Val Venosta?

            Zanesco: Sicuramente è stata una campagna complessa, la produzione record in Europa ha appesantito il mercato fin dal principio, anche se il quadro è molto diverso da varietà a varietà. Da un lato abbiamo le varietà cosiddette “club”, che hanno vissuto una buona campagna e daranno risultati positivi, sempre che la qualità (packout) fosse dal principio elevata: a merce di scarsa colorazione corrispondono infatti scarse remunerazioni. Nella “pancia” del mercato troviamo le varietà tradizionali più internazionali, per cui gli sbocchi oltremare hanno spesso salvato la campagna di commercializzazione, permettendo di collocare una buona quota di categoria prima; per le varietà più vecchie o con sbocchi limitati il quadro è invece certamente molto negativo. Noi gestiremo il finale di campagna fino a settembre, come sempre abbiamo fatto, quindi nulla di nuovo sotto il sole o criticità speciali da segnalare, ci ricollegheremo direttamente con la nuova campagna!

             

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            Meleti carichi di frutti in Val Venosta

            Siamo a ridosso del mese di luglio, com’è la situazione nei meleti della Val Venosta e che previsioni si possono fare a livello di qualità e volumi, anche nel confronto con la situazione generale italiana?

            Zanesco: Al momento ci attendiamo una produzione normale, ovvero una leggera e programmata flessione che è conseguenza diretta delle incrementate conversioni al biologico; data la resa minore del prodotto biologico sulla medesima superficie, la nostra azienda diminuirà lentamente i volumi complessivi, restando in ogni caso sopra alle 300.000 tonnellate. Dal punto di vista della qualità dovremo ancora attendere prima di avere un quadro chiaro: gli eventi meteorologici anche estremi degli ultimi mesi non ci consentono infatti di ritenerci al sicuro fino al momento della raccolta; quindi ad oggi è prematuro fare previsioni,

             

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            La fase di confezionamento mele in uno degli stabilimenti della Val Venosta

            Pare che ci siano tre buone notizie per la campagna 2019-2020: drastico calo produttivo in Polonia, nuovi dazi in India per le mele americane, calo produttivo in Cina. Sarà quindi una campagna da leoni per le mele italiane?

            Zanesco: Il quadro così delineato appare certamente positivo, ma resterei cauto con riferimento a queste tendenze internazionali. Il calo produttivo in Polonia in seguito alle gelate primaverili appare confermato, anche se oggi non vi sono numeri esatti al riguardo e la prossima annata produttiva resta quindi un’incognita: certamente un nuovo record europeo appare ora scongiurato. La decisione dell’India di apporre dazi aggiuntivi alle mele statunitensi apre ulteriori possibilità di mercato, ma solo ad ottobre sapremo se al momento delle spedizioni la situazione sarà questa, dato che mancano diversi mesi e i negoziati sono in corso. Sulla Cina mi permetto invece di smentire la notizia di una ridotta produzione 2019-20, la confusione è nata dalla ripresa di un rapporto USDA che parlava però della stagione scorsa, insieme a notizie di rialzo dei prezzi che si riferivano sempre a mele già raccolte ed oggi in stock (e in esaurimento). Abbiamo verificato tramite il nostro ufficio Omnifresh™ in loco e non si avranno stime credibili sulla stagione entrante fino a luglio, quindi tutto è ancora possibile.

             

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