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                      Mele e pere: WAPA rialza le stime del 5%, ma produzione Ue resta sotto il potenziale

                      La World Apple and Pear Association aggiorna le previsioni 2025/26: produzione europea di mele tra 10,9 e 11 milioni di tonnellate e pere poco sopra 1,8 milioni, in crescita del 5% rispetto alle stime di agosto. Il mercato resta bilanciato, con export in aumento e nuove opportunità in Medio Oriente, India e Nord Africa

                      Dalla Redazione

                      Mele pere WAPA

                      Nel corso dell’Osservatorio europeo del mercato delle pomacee, la World Apple and Pear Association (WAPA) ha diffuso un aggiornamento delle previsioni 2025/2026 per mele e pere. I nuovi dati indicano un incremento moderato della produzione rispetto alle stime di agosto presentate a Prognosfruit: il raccolto europeo di mele dovrebbe raggiungere un volume compreso tra 10,9 e 11 milioni di tonnellate, mentre quello di pere è stimato poco sopra 1,8 milioni.

                      Il rialzo – pari a circa il +5% rispetto alle previsioni estive – è attribuito alle condizioni meteorologiche più favorevoli di fine estate, che hanno migliorato calibro e colorazione delle varietà di media e tarda stagione.

                      Nonostante l’aumento, la produzione complessiva resta ben al di sotto del potenziale europeo, stimato in 13 milioni di tonnellate per le mele e oltre 2 milioni per le pere, configurando un raccolto “medio-basso”.

                      Le revisioni per Paese: Polonia in testa, lieve calo in Italia

                      IlPer quanto riguarda le mele, il miglioramento produttivo ha riguardato diversi Stati membri, con aumenti significativi per la Polonia (+400.000 tonnellate), la Germania (+60.000–80.000), il Belgio (+20.000), i Paesi Bassi (+10.000) e la Francia (+20.000). Alcuni Paesi, tra cui Italia e Austria, stanno ancora aggiornando i dati in vista della chiusura della raccolta a fine novembre.

                      Per quanto riguarda le pere, la crescita è trainata da Belgio (+25.000 tonnellate), Paesi Bassi (+10.000) e Francia (+10.000), mentre l’Italia registra una lieve flessione di circa 9.000 tonnellate.

                      WAPA ha precisato che le revisioni rientrano nella fisiologia del processo previsivo, poiché le condizioni meteo nel periodo di raccolta incidono notevolmente su pezzatura e rese.

                      Mercato stabile e prospettive positive per l’export

                      Secondo Philippe Binard, segretario generale di WAPA e portavoce di Prognosfruit, “pur superiore alle attese iniziali, il mercato europeo di mele e pere rimane ben bilanciato”. Le giacenze sono contenute e la campagna è iniziata in modo “pulito”, senza sovrapposizioni di stock né importazioni significative, come riporta Fruitnet.

                      Dopo un avvio rallentato da un’ampia disponibilità di prodotto locale e da una domanda prudente, il mercato sta entrando nel pieno dell’attività, sostenuto da un consumo interno stabile e da nuove opportunità commerciali sui mercati esteri. Alcune partite di qualità non ottimale sono state destinate all’industria di trasformazione, contribuendo a riequilibrare il mercato del fresco e a limitare il rischio di eccedenze nella seconda parte della stagione.

                      Export in crescita e nuove opportunità per l’Europa

                      Nonostante le tensioni geopolitiche, le esportazioni europee di mele e pere segnano un aumento del 20% su base annua, spinte dalla minore produzione turca. Si aprono così nuovi spazi per gli operatori europei in Medio Oriente, India e Nord Africa (in particolare Egitto e Libia), oltre che in alcune aree del Sud-est asiatico e dell’America Latina.
                      WAPA evidenzia tuttavia che persistono alcune difficoltà legate ai tassi di cambio, alle restrizioni di accesso a determinati mercati e ai vincoli logistici nell’area del Mar Rosso.

                      Le sfide per la filiera

                      Il comparto dovrà continuare a fronteggiare sfide strutturali per mantenere la propria competitività: garantire prezzi in grado di coprire l’aumento dei costi produttivi, rafforzare gli strumenti di gestione delle rese e affrontare i rischi emergenti per la biosicurezza legati al cambiamento climatico. Resta inoltre fondamentale stimolare i consumi, tenendo conto dell’evoluzione delle abitudini alimentari, della necessità di formati di imballaggio più funzionali e della crescente concorrenza di altri prodotti agroalimentari.

                      Mele e pere confermano il loro ruolo di categoria chiave nel paniere ortofrutticolo europeo, ma la loro valorizzazione passa anche da una visione agricola comunitaria orientata al futuro e dal supporto della prossima riforma della PAC. Le prospettive di medio periodo del comparto saranno approfondite a Prognosfruit 2026, in programma a Costanza (Germania) dal 5 al 7 agosto 2026.

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