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                      Quali sono i migliori pomodori a grappolo? La classifica l’ha redatta il giornalista Tom Hunt del Guardian per la rubrica The Filter, dedicata alla recensioni indipendenti di prodotti e consigli di acquisto. L’obiettivo, dichiarato fin dal titolo, è quello di dimostrare che nel Regno Unito oggi è possibile coltivare pomodori deliziosi

                      Di Massimiliano Lollis

                      Viola Cocktail

                      Il pomodoro Viola Cocktail venduto da Morrisons.

                      The Filter, la rubrica del giornale britannico The Guardian dove si recensiscono prodotti e servizi di tutti i tipi, dalle poltrone da gaming agli spazzolini da denti elettrici, pubblica la top-10 dei migliori pomodori a grappolo (secondo loro). Fin dal titolo si mette in chiaro un aspetto al quale perfino lo stesso autore, evidentemente, fatica a credere, ovvero che oggi perfino nel Regno Unito si possano coltivare pomodori ottimi, ben lontano dalle spianate sicule o campane, o quelle dell’Emilia Romagna.

                      Però, si sa, il cambiamento climatico è sotto gli occhi di tutti: basta dare un occhio alle foto dei parchi londinesi in questi giorni, con i proverbiali prati all’inglese ridotti – ci auguriamo per il più breve tempo possibile – in ampie distese desertiche color sabbia. Non c’è da stupirsi, pertanto, se perfino Oltremanica oggi è possibile coltivare pomodoro, e pure bene. Ma andiamo con ordine (inverso) e ripercorriamo la classifica del Guardian in senso contrario, poiché la suspense, si sa, ha le sue necessità.

                      Natoora, il pomodoro siciliano

                      In fondo alla classifica troviamo un pomodoro italico e, nello specifico, siciliano: quello commercializzato in Uk dal celebre distributore Natoora. Il pomodoro, che viene descritto come “grande, rotondo e rosso-aranciato, di varietà non specificata e coltivato in Sicilia”, al giornalista risulta “deludente all’assaggio e acquoso, dal gusto tenue”, anche se gli riconosce una dolcezza leggera ma ben bilanciata, misurata con 5 gradi Brix. Segnalato il confezionamento eco-friendly che vede la scatola in cartone sigillata con una pellicola compostabile.

                      Wholegood, il pomodoro bio spagnolo

                      Leggermente meglio va al pomodoro biologico Wholegood, coltivato in Spagna e dalle dimensioni medie. Il pomodoro, rotondo e con buccia punteggiata da riflessi dorati, viene giudicato consistente ma privo di gusto, con un basso contenuto zuccherino (4 gradi Brix). Anche in questo caso la vaschetta è completata da un film compostabile.

                      Waitrose No. 1, il pomodoro olandese

                      Al terzultimo posto finisce invece il pomodoro No. 1 Red Choice, coltivato nei Paesi Bassi e distribuito nel Regno Unito da Waitrose: di medie dimensioni, rotondo, lucido e di colore rosso scarlatto, viene segnalato per la polpa soda ma poco consistente. Il gusto viene definito acquoso e delicato, con una moderata dolcezza (5 gradi Brix).

                      Waitrose N°1

                      Il pomodoro N°1 di Waitrose.

                      Il pomodoro Sweeterno di Co-op

                      Il pomodoro Sweeterno, di medie dimensioni e di forma rotonda, è il primo che troviamo in classifica orgogliosamente made in Uk essendo coltivato nella regione inglese orientale dell’Hertfordshire. Viene classificato come “il classico pomodoro da sandwich”, con una dolcezza appena accennata (5 gradi Brix) e una polpa e una buccia particolarmente consistenti.

                      Asda Exceptional dalla Scozia

                      Passiamo poi alla varietà Roterno, coltivata in Scozia. Con una dolcezza che viene classificata come lieve (4 gradi Brix), e un profilo aromatico piatto e poco complesso, anche quello scozzese viene definito senza troppi complimenti un pomodoro “da sandwich” piuttosto convenzionale, pur conquistandosi il sesto posto in classifica.

                      Il pomodoro Majestic di Sainsbury’s Taste the Difference

                      La seconda metà della classifica viene inaugurata dal pomodoro Majestic della linea Taste the Difference di Sainsbury’s: succoso e di piccola-media pezzatura, di colore rosso mattone, il pomodoro della varietà Annico Cove viene coltivato nel Kent da Thanet Earth, che viene descritta come la più grande serra del Regno Unito. Il sapore è delicato ma relativamente dolce, con un valore di 6 gradi Brix.

                      Il pomodoro dolce di Tesco al quarto posto

                      Quello di Tesco è un pomodoro della varietà Saint Anna di medie dimensioni, rosso-aranciato, coltivato nei Paesi Bassi. Moderatamente dolce (5 gradi Brix), viene premiato – e si conquista il quarto posto – per il gusto semplice ma piacevole, accompagnato da “un intenso e caratteristico aroma di foglia di pomodoro”.

                      M&S sul podio: il pomodoro “umami” bio Rosa

                      Pomodoro rotondo di media-grande pezzatura, dalla buccia di un intenso rosso-aranciato, coltivato nel Regno Unito. Moderatamente dolce (5 gradi Brix), presenta una bassa acidità e un ricco sapore umami. Ottimo rapporto qualità-prezzo, che lo porta sul podio, al terzo posto.

                      Ocado: il migliore per rapporto qualità-prezzo

                      Premiato per il miglior rapporto qualità-prezzo è il pomodoro Ronvine venduto online da Ocado: grande, rotondo e di un intenso rosso scarlatto, viene coltivato nell’Essex ed è certificato biologico dalla Soil Association. Al naso sprigiona un deciso aroma di pianta di pomodoro, con grappoli visibilmente freschi. La polpa è soda e carnosa, tipica del classico pomodoro da sandwich, con una dolcezza delicata (4 gradi Brix) e una leggera nota acida. Freschezza, certificazione biologica e prezzo – decreta il Guardian – ne fanno il pomodoro migliore della classifica per rapporto qualità-prezzo.

                      Migliori pomodori a grappolo: vince il Viola Cocktail di Morrisons

                      Una varietà di medie dimensioni, dal magnifico colore marrone-violaceo intenso, denominata Viola Cocktail e coltivata da Isle of Wight Tomatoes. “La dimostrazione – si legge – che nel Regno Unito si possono coltivare pomodori di qualità eccellente”. Molto dolce (7 gradi Brix), con una bassa acidità e uno straordinario sapore umami, pieno e ben equilibrato, il pomodoro Viola Cocktail, che viene venduto in vaschette da 300 gr. al prezzo di 2,15 sterline (per un prezzo al kg di £7,17) raggiunge il primo posto della classifica.

                      Dal punto di vista gustativo, il pomodoro viene presentato dall’azienda come profondo, aromatico e straordinariamente ricco, con un profilo sensoriale seducente e avvolgente. “La sua polpa succosa e l’intensità delle note umami – si legge sul sito della società sementiera Harmoniz, che ha sviluppato e brevettato la varietà vincitrice con il marchio Viola Vine – rendono ogni assaggio pieno, equilibrato e appagante”. Grazie al suo formato versatile, il Viola Vine si presta a molteplici utilizzi in cucina: è ideale per arricchire insalate generose, sandwich gourmet e hamburger di qualità , ma – assicurano – dà il meglio di sé anche semplicemente tagliato a metà e grigliato.

                      In definitiva, la classifica premia chiaramente la produzione locale di pomodoro, oggi una realtà nel panorama distributivo britannico, grazie allo sviluppo di serre ad alta tecnologia e, in parte, a condizioni climatiche che negli ultimi anni si sono rivelate più favorevoli alla coltivazione rispetto al passato. Ad aver contribuito alla valutazione sono probabilmente anche gli aspetti logistici: se è vero che oggi garantiscono standard qualitativi molto elevati anche per i pomodori importati, è altrettanto vero che non possono azzerare completamente l’impatto che tempi di trasporto e distanza geografica hanno sulla shelf life residua del prodotto rispetto a una filiera local.

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