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            Dalla joint venture fra Alce Nero, La Linea Verde e Brio nasce una nuova società specializzata nella produzione di prodotti biologici freschi e di alta gamma. Alce Nero Fresco arriva sul mercato con due prime linee, che saranno presentate ufficialmente a settembre al Sana di Bologna. Si parte con i prodotti che sono nel core business de la Linea Verde: in arrivo dunque sei insalate pronte in busta, tre insalatone arricchite e quattro zuppe fresche pronte. Ma sono già in previsione sviluppi e novità: si pensa ad esempio a una gamma di latticini e a prodotti surgelati. L’obiettivo è quello di portare il prodotto Alce Nero Fresco a presidiare gli scaffali della Gdo e dei canali tradizionali, in tutta Italia e anche in Europa”

             

            di Carlotta Benini

             

            Da sinistra Massimo Monti, Andrea Battagliola e Tom Fusato, rispettivamente Ad , presidente e direttore commerciale della nuova società Alce Nero Fresco

            “Perché una società? Perché vogliamo portare sul mercato un prodotto sano, buono e sostenibile. Noi siamo prima di tutto agricoltori. E la marca, per noi, non vuole essere un elemento distintivo. Rappresenta la nostra filosofia”. Con queste parole Domenico Battagliola, patron insieme al fratello Giuseppe del La Linea Verde, ha commentato, a margine dell’evento di presentazione che si è tenuto a Milano il 6 luglio, la nuova joint venture siglata il 20 giugno scorso con Alce Nero e Brio.

             

            Tre top player del settore ortofrutticolo nazionale uniscono le forze per dare vita a un nuovo modello di business, “destinato a scrivere pezzo di storia nel panorama del biologico italiano”. Si tratta di Alce Nero Fresco, la nuova società specializzata nella produzione di prodotti biologici freschi ad alto contenuto di innovazione e di servizio, per l’Italia e anche per l’estero.

             

            La Linea Verde, storica azienda di Manerbio (Bs), con il brand DimmidiSì è leader della quarta gamma e dei piatti pronti freschi: si occuperà in particolare della logistica e della lavorazione del prodotto. Brio, società che da oltre 25 anni si occupa di produzione e commercializzazione di frutta e ortaggi bio, con le sue cooperative ortofrutticole associate ad Apo Conerpo, ha in carico la parte produttiva. E poi c’è Alce Nero, top player nella produzione e distribuzione di prodotti biologici, che ci mette il marchio, sinonimo di qualità, di varietà di assortimento e di gusto, e garanzia di produzioni sicure e certificate.

             

            La gamma Alce Nero Fresco sarà presentata in anteprima a settembre al Sana di Bologna. È caratterizzata da un’offerta composta da varietà selezionate con qualità organolettiche superiori che offrono un’esperienza di consumo gratificante, oltre che sana ed equilibrata. La gamma si comporrà inizialmente di sei insalate pronte in busta, tre insalatone arricchite e quattro zuppe fresche pronte. Ma sono già in previsione sviluppi e novità.

             

            Un momento della presentazione di Alce Nero Fresco a Milano: a sinistra Lucio Cavazzoni, presidente di Alce Nero

            “Partiremo dai prodotti di elezione de La Linea Verde, le zuppe fresche e le insalatone pronte, con l’ambizione di fare qualcosa di grande nel comparto del biologico fresco. – rivela Tom Fusato, direttore commerciale Brio Spa, che ora andrà a ricoprire lo stesso ruolo anche nella nuova società – Il secondo step saranno gli yogurt, ma davanti a noi si stende un’immensa prateria, nel nostro futuro potremo scrivere quello che vogliamo”. Una gamma più ampia di latticini è già in fase di studio, altri progetti bollono in pentola. “L’obiettivo – continua Fusato – è portare il prodotto fresco Alce Nero a presidiare gli scaffali della Gdo e dei canali tradizionali. In Italia, che resta mercato di riferimento, ma anche in tutta Europa”.

             

            Altro obiettivo, con la nascita della nuova società, è quello di aggiungere volumi e convertire nuove aziende agricole al biologico. Lo specifica anche Domenico Battagliola, sottolineando che il biologico non è un settore nuovo all’azienda di famiglia. “Abbiamo un 5% di produzione biologica destinato principalmente alle marche dei distributori e all’estero. Tutto il resto della produzione è comunque gestito in modo sostenibile, a lotta integrata”. “Con questo nuovo accordo – continua il patron de La Linea Verde – Brio Potrà ampliare il suo parco produttori. Anche noi stiamo già investendo in uno sviluppo in questo senso, acquisendo nuovi terreni in territori particolarmente vocati alla produzione biologica come la Sardegna. Tutto ciò servirà a implementare quella che sarà la filiera futura non di noi singole aziende, ma di Alce Nero Fresco”.

             

            Un filiera che al momento non è al 100% italiana (alcuni semi e legumi, ad esempio, o la patata dolce, spiega Fusato, sono di provenienza estera), ma che ha l’ambizione di diventarlo presto.

             

            “Noi siamo soprattutto e prevalentemente produttori di conservati: questa partnership significa entrare in un nuovo territorio, in maniera molto forte. – ha sottolineato Lucio Cavazzoni, presidente di Alce Nero – Oggi stiamo assistendo a una forte crescita del biologico, in Italia il 13% delle superfici sono destinate al bio. Tuttavia questo tipo di produzione rischia di essere banalizzato. Il biologico non è proprietà degli agricoltori, fa parte dell’ambiente e delle persone che lo abitano. È uno dei principi con cui realizzare la nuova cultura del cibo”.

             

            La divisione della nuova società

            Una cultura del cibo che parla di ricerca crescente di benessere, allo stesso di prodotti ad alto contenuto di servizio. “Il consumo quotidiano di frutta e verdura come pratica salutistica sta diventando sempre più mainstream ed è in questo contesto, dove è una tendenza anche il consumo di ingredienti con proprietà salutistiche e funzionali, che punta l’offerta Alce Nero Fresco”, ha specificato Andrea Battagliola, direttore commerciale La Linea Verde e neo presidente di Alce Nero Fresco. Il nuovo brand intende quindi porsi come punto di riferimento anche per vegetariani, vegani, flexitariani e di tutti coloro che sono alla ricerca di prodotti che consentono di mangiare in modo sano, senza rinunciare al gusto pur avendo poco tempo da dedicare ai fornelli.

             

             

            “Il biologico non è una novità per la nostra azienda – continua Battagliola – Ora, grazie ad Alce Nero Fresco, affrontiamo da protagonisti anche questo segmento, forti della nostra riconosciuta expertise ultraventennale di produttori del freschissimo e di un brand affermato e sinonimo di altissima qualità nel mondo del biologico”.

             

            “Il biologico, come abbiamo già detto, è un mercato che cresce, – gli ha fatto eco Massimo Monti, amministratore delegato di Alce Nero e della nuova società – così come i prodotti con una valenza nutrizionale importante (dietetica o di salubrità) e quelli tipici e legati al territorio. Ci portiamo alle spalle cinque anni favolosi, ottimi per l’intero settore, ma in particolare per i prodotti Alce Nero, il cui fatturato in è triplicato (dai 21 milioni del 2011 ai 61 del 2016). Siamo cresciuti più del mercato, questo anche perché ricopriamo tutti e tre questi filoni. L’olio di palma, per fare un esempio, lo avevamo sostituito già dal 2014 con quelli di oliva”.

             

            Il futuro della nuova società? “Ci sarà una divisione dei mercati da affrontare, fra mondo dell’ortofrutta e mondo di freschi”, ha spiegato Monti, riferendosi appunto alla prevista nascita anche di una nuova gamma di latticini, e di prodotti surgelati. “Assumeremo nuovi commerciali per il trade marketing, le vendite saranno affidate in service ai soci, inizialmente. La logistica è affidata alla Linea Verde”

             

            Brio si occuperà invece “della creazione, strutturazione e controllo delle filiere ortofrutticole biologiche, che costituiranno la base produttiva del progetto. Confidiamo che uno sbocco commerciale per le nostre produzioni nell’ambito dei piatti pronti possa contribuire a incentivare le conversioni di nuove aziende al Bio, cosa che, in ultima analisi, è la nostra mission aziendale”, ha concluso Tom Fusato. “Come futuro direttore commerciale della nuova società ho un impegno ‘gravoso’, ma siamo tutti molto positivi e desiderosi di portare non solo le parole ma anche i fatti a sostegno di quello che oggi stiamo presentando, convinti che questa unione potrà portare importanti risultati per il mondo del fresco ed in particolare per i nostri soci agricoltori”.

             

             

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