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            Natoora, un 2018 di novità per la regina del food service ospite a Macfrut

            Fondata nel 2005 dall’argentino Franco Fubini, Natoora è oggi una delle realtà più interessanti del panorama londinese del food service. Fornitrice di ortofrutta di alta qualità per oltre 400 ristoranti, a partire dallo scorso marzo Natoora è presente anche in alcuni punti vendita Waitrose, dove vende prodotti freschissimi e di pregio come l’asparago viola piemontese, le arance Tarocco di Scordia e le cipolle fresche di Tropea, oltre ad una linea food-to-go di prodotti confezionati freschi. Un’iniziativa “rivoluzionaria” per l’azienda, che a gennaio ha aperto a Parigi il suo primo punto vendita francese, per ora riservato ai soli chef. La “filosofia” di Natoora verrà raccontata da Roberto Rossi – buyer ortofrutta dell’azienda – al convegno sulle nuove opportunità del dettaglio specializzato, in programma per il prossimo 10 maggio al Macfrut di Rimini

             

            di Massimiliano Lollis

             

            Natoora

            Prodotti Natoora in vendita in uno dei sei negozi Waitrose (Foto: Natoora)

            Tra i protagonisti del convegno “Le nuove opportunità del dettaglio specializzato” in programma per il 10 maggio al Macfrut di Rimini – evento organizzato da FIDA e Italmercati in collaborazione con Fruitbook Magazine (leggi qui) – ci sarà anche Roberto Rossi, buyer ortofrutta di Natoora, realtà londinese del food service ortofrutticolo per ristoranti e gourmet.

             

            La storia di Natoora inizia nel 2005, quando quella che in pochi anni sarebbe diventata una realtà di riferimento per la ristorazione della capitale britannica era ancora una piccola start-up con base a Bethnal Green, periferia a nord-est di Londra. All’epoca l’argentino Franco Fubini pensa alla vendita online di prodotti alimentari di qualità, fino a quando non scopre le enormi potenzialità del mercato fruit & vegetable per il mondo della ristorazione. In poco tempo Fubini intuisce quello che molti non avevano ancora capito: in molti casi il mercato dei freschi è inadeguato rispetto al dinamismo degli chef in riva al Tamigi. E così sceglie di concentrarsi sull’ortofrutta di qualità e di farne il proprio core business stringendo solide relazioni commerciali con produttori di eccellenza sparsi per tutta Europa. Oggi i risultati di Natoora sono sotto gli occhi di tutti: un tasso di crescita annuale del 60% negli ultimi sette anni, un portfolio clienti di quasi 400 ristoranti, la collaborazione come fornitore per il colosso dell’home delivery Ocado e diversi punti vendita a marchio proprio tra Londra, New York e – novità degli ultimi mesi – Parigi.

             

            Ma andiamo con ordine. Il 2018 di Natoora si è aperto con una collaborazione eccezionale, che per la prima volta ha portato l’azienda sugli scaffali della Gdo più blasonata: quella con la catena Waitrose, che a partire da marzo 2018 per una fase iniziale di 10 settimane vende in sei punti vendita un’ampia selezione di prodotti freschissimi e food-to-go confezionati freschi a marchio Natoora. Una prima assoluta per l’azienda, convinta che questo sia un evento rivoluzionario per il futuro dei freschi nella storia della grande distribuzione.

             

            Natoora

            Alcuni prodotti della linea food-to-go di Natoora in un negozio Waitrose (Foto: Natoora)

            L’assortimento Natoora da Waitrose vede prima di tutto l’offerta di prodotti freschi, esclusivamente di stagione e coltivati da produttori selezionati da Natoora. Prodotti genuini e ricercati – assicura l’azienda – spesso impossibili da trovare al supermercato. Nella lista ci sono alcune delle più ricercate varietà di prodotti ortofrutticoli europei: dagli asparagi viola del Piemonte alle arance siciliane Tarocco di Scordia, fino alle cipolle fresche di Tropea, ma anche l’aglio orsino (“Wild Garlic”) del vicino Kent, senza dimenticare l’attenzione all’esotico con il mango Alphonso, originario dell’India occidentale.

             

            C’è poi l’innovativa linea food-to-go, che comprende zuppe fresche, vellutate, insalate, succhi e salse. Tutto a marchio Natoora e realizzato con ingredienti freschi, “partendo da zero” o “made from scratch”, come dicono a Londra. La linea comprende il pesto di aglio orsino con rucola, la salsa di carciofi, il minestrone di primavera e il sugo di cipolle di Tropea. Lo “sbarco” tra gli scaffali di Waitrose – indubbiamente “un grande salto” per Natoora, che prevede che l’iniziativa caratterizzerà la crescita del brand nel corso dei prossimi tre anni – permetterà all’azienda di raggiungere una più ampia platea di consumatori. Un risultato che – spiega l’azienda a Fm – testimonia il riconoscimento del valore di quanto fatto finora con clienti e ristoranti.

             

            Il 2018 – come dicevamo – ha portato anche un’altra grande novità per l’azienda fondata da Fubini. Si tratta dell’apertura – nel gennaio scorso – del punto vendita Natoora a Parigi, la terza “location” di vendita per Natoora dopo Londra e New York. Nella convinzione che la maggior parte del cibo confezionato di oggi sia espressione di una cultura sempre più industriale, anonima e disconnessa, Natoora propone prodotti che possano “riconnettere” le persone ed i consumatori con “cibo che abbia senso”, direttamente dal campo alla cucina dello chef.

             

            Natoora

            Un’immagine del nuovo punto vendita di Natoora a Parigi (Foto: Natoora)

            Ad essere serviti al momento saranno unicamente i ristoranti, ma a breve – promettono dal quartier generale di Londra – la nuova “base” parigina aprirà anche ai consumatori. Ma perché proprio Parigi? “Pur essendo una città con una grande cultura della ristorazione – osserva l’azienda – Parigi sconta un accesso ancora troppo ridotto ai prodotti alimentari del mondo”. Alcuni dei prodotti alimentari più nobili della tradizione europea – dal radicchio veneto di Castelfranco al rabarbaro forzato dello Yorkshire – sono infatti completamente sconosciuti a Parigi. “Riempiremo questo gap – continua – portando ad un livello superiore il movimento della bistronomy iper-locale. Vorremmo considerare il local come parte di una cultura alimentare più nomade, sperimentale, diversa ed irriverente, come quella che è possibile trovare a Londra e a New York”. Non mancano infine le considerazioni geopolitiche: “Con la post-Brexit che si avvicina – spiegano – Parigi ha una forte vocazione ad ereditare il ruolo di Londra nella pole position delle capitali europee. In questo la aiuteremo, dandole un portfolio ortofrutta decisamente senza frontiere”.

             

            Alla luce di queste ultime elettrizzanti novità, Natoora si conferma così una delle realtà più dinamiche e interessanti del food service fruit & vegetable del momento: motivo in più per non perdersi il convegno di Rimini, che si concentrerà sul ruolo del dettagliante e dei mercati all’ingrosso e vedrà tra i partecipanti – oltre allo stesso Roberto Rossi di Natoora – realtà di spicco del settore. Oltre alle presenze istituzionali di Renzo Piraccini (presidente Macfrut), Livio Bresciani (vicepresidente FIDA) e Fabio Massimo Pallottini (presidente Italmercati), parteciperanno Gianluca Casadio (Apofruit), Benjamin Laimer (VI.P – Mela Val Venosta), Andrea Ventura (Cefla Shopfitting) e Luis Pacheco Torres (Gold Gourmet). L’appuntamento da segnare in agenda è per il 10 maggio al Macfrut di Rimini (qui il programma completo).

             

             

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