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                      NaturaSì rilancia sul giusto prezzo: dalla trasparenza al valore della Terra

                      Dopo aver mostrato nel 2025 come si compone il prezzo dei prodotti, NaturaSì compie un passo in più: con la nuova campagna 2026 rende esplicita la quota aggiuntiva riconosciuta agli agricoltori bio per i servizi ecosistemici, distinguendo tra costo del prodotto e valore per ambiente e società

                      Dalla Redazione

                      NaturaSì giusto prezzo

                      Un anno fa, nei punti vendita, accanto al prezzo di pane, passata, finocchi, arance e kiwi compariva un’informazione in più: la quota riconosciuta ad agricoltori e trasformatori. Era la campagna 2025 sul prezzo trasparente, con cui NaturaSì aveva scelto di mostrare come si compone il valore di ciò che mettiamo nel carrello. Oggi quel percorso si amplia e cambia prospettiva: non solo trasparenza sui costi, ma riconoscimento esplicito del contributo degli agricoltori bio alla salute dell’uomo e della Terra.

                      La catena leader del biologico e del biodinamico ha infatti presentato a Roma i giorni scorsi la nuova campagna 2026 “Il giusto prezzo del cibo per la salute dell’uomo e della Terra”, che coinvolgerà 350 negozi in tutta Italia, come riportato da Askanews.

                      Oltre i costi di produzione, la tutela dell’ambiente

                      Gli agricoltori biologici producono cibo, ma anche aria, acqua e suolo puliti, contrastano il cambiamento climatico e preservano la biodiversità: per questo occorre riconoscere loro un contributo economico adeguato. Dopo la campagna 2025 sul prezzo trasparente, NaturaSì compie un passo ulteriore, rendendo esplicito il differenziale pagato per sostenere questo ruolo.

                      Come spiega Fabio Brescacin, presidente di NaturaSì, citato da Askanews, alla trasparenza dello scorso anno è stata aggiunta “una declinazione del compenso che garantiamo all’agricoltore, distinguendo il prezzo pagato per il prodotto da quello pagato per i servizi ecosistemici, quali mantenimento della fertilità del suolo, rispetto della biodiversità, salute e tutela del paesaggio”.

                      NaturaSì giusto prezzo

                      Il prezzo trasparente dell’insalata pubblicato da Naturasì sul suo sito

                      Per NaturaSì, dunque, il giusto prezzo è quello che remunera non solo il prodotto, ma l’insieme delle scelte virtuose che lo rendono possibile. “Per l’agricoltore questo non è solo utile, ma vitale – continua Brescacin sul sito di NaturaSì -. Oggi, con la vendita del solo ‘prodotto’, gli agricoltori non ce la fanno a far quadrare i bilanci e debbono necessariamente valorizzare correttamente tutto il loro lavoro che è ben più che produrre cibo”.

                      I numeri: insalata e finocchi come esempi concreti

                      La campagna parte da prodotti base. Per l’insalata, il costo di produzione – comprensivo di lavoro agricolo, costo colturale, imballaggio e controllo qualità – è di 1,33 euro al kg. NaturaSì paga al produttore 2 euro al kg, riconoscendo 0,67 euro in più come compenso per i servizi ecosistemici generati dal metodo biologico.

                      Analogo il caso dei finocchi: a fronte di un costo di produzione di 1,25 euro al kg, NaturaSì paga 1,80 euro al kg, con un differenziale di 0,55 euro destinato a sostenere l’agricoltore per la produzione dei servizi ecosistemici.

                      Il valore economico degli ecosistemi

                      La campagna, come si legge su Greenme, si basa sull’approccio scientifico del True cost of food, sempre più affermato a livello internazionale, che mira a calcolare il costo effettivo degli alimenti includendo anche gli impatti ambientali e sociali normalmente non contabilizzati. Questo si colloca in uno scenario globale in cui i servizi ecosistemici stanno ottenendo un riconoscimento crescente anche sul piano economico, come dimostrano i Sistemi di Pagamento per i Servizi Ecosistemici (PES), adottati in diversi Paesi per contrastare la perdita e il degrado del capitale naturale.

                      NaturaSì giusto prezzo

                      Il prezzo del finocchio

                      Strumenti quali i mercati del carbonio e della biodiversità mostrano già come sia possibile remunerare chi tutela l’ambiente. In questo solco si inserisce la scelta di NaturaSì di rendere concreto e trasparente questo principio, indicando ai consumatori quale parte del prezzo sostiene un’agricoltura attenta alla salvaguardia del Pianeta.

                      Il prezzo come scelta di responsabilità

                      La presentazione della campagna si è svolta a Roma con la partecipazione, tra gli altri, di Francesco Marangon (Università di Udine), Fabio Brescacin (Presidente NaturaSì), Luca Niro (azienda agricola Posta Faugno), Gianluca De Nardi (Responsabile Sostenibilità EcorNaturaSì) e Helmy Abouleish, CEO del progetto Sekem, vincitore del premio UNEP “Eroi della Terra” 2024.

                      L’obiettivo dichiarato è sensibilizzare i cittadini sul reale valore del cibo biologico e biodionamico, mostrando come dietro ogni prodotto esista un insieme di servizi ecosistemici fondamentali per l’ambiente e la società e come le scelte che facciamo incidano anche sulla salute nostra e del Pianeta. “Allo stesso tempo – ha concluso Brescacin, come riporta Greenme – è importante avere la consapevolezza che pagando un prezzo troppo basso, sarà qualcuno o qualcos’altro a farne le spese”.

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