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                      New Factor, “Giornata della Noce”: a Forlì si festeggia l’inizio della raccolta

                      Rimini; 11/10/2024: Noceto San Martino, giornata della Noce. ©Riccardo Gallini /GRPhoto

                      Tra le imprese leader in Italia nel settore della frutta secca e disidratata, la romagnola New Factor ha celebrato, nei giorni scorsi, l’inizio della campagna della noce 2024/2025. Durante l’evento, ormai divenuto un’attesa consuetudine, l’azienda ha lanciato il progetto “Ti affido un noce”, pensato per coinvolgere direttamente i consumatori nelle diverse fasi della raccolta e lavorazione del prodotto. Intanto, l’andamento della noce sui mercati internazionali lascia presagire nuovi aumenti, a fronte della minor produzione in alcuni Paesi, interessati da eventi climatici estremi

                      di Maddalena De Franchis

                      New Factor Giornata della Noce 2024

                      Da sinistra Alessandro Annibali e Carlo Mangini nel noceto a San Martino durante la Giornata della Noce 2024 (©Riccardo Gallini /GRPhoto)

                      Da più di vent’anni, nella prima decade di ottobre, celebrano l’inizio del raccolto con un evento dedicato, la “Giornata della noce”: è in questa occasione che l’azienda romagnola New Factor, specializzata nella lavorazione e commercializzazione di frutta secca e disidratata, invita giornalisti e stakeholder ad assistere alla raccolta meccanizzata dei nuovi frutti e alle varie fasi di lavorazione (smallatura, essiccazione e selezione). Il processo si svolge interamente all’interno dell’azienda agricola San Martino, appena fuori dalla città di Forlì: i terreni adibiti alla nocicoltura – da cui provengono, ogni anno, 200 tonnellate di noci – appartengono da generazioni alla famiglia Annibali, proprietaria di New Factor. Dal 1992, Alessandro Annibali guida l’azienda in qualità di amministratore delegato.

                      Presentato il progetto “Ti affido un noce”

                      In occasione della Giornata della noce edizione 2024, tenutasi il 10 e l’11 ottobre, l’azienda ha lanciato il progetto “Ti affido un noce”, con l’obiettivo di far vivere un’esperienza indimenticabile ad alcuni fortunati estimatori e sensibilizzarli sull’importanza di pratiche agricole responsabili e rispettose del territorio. L’iniziativa offrirà, infatti, l’opportunità di conoscere dal vivo tutti i controlli di qualità e le buone tecniche agronomiche necessari per conseguire la certificazione di sostenibilità denominata “G.A.P.” (Good agricoltural practice). Il progetto coinvolgerà anche alcuni consumatori, grazie a un concorso attivo a partire dal 15 ottobre: chi vincerà potrà “adottare” un albero. Per 12 mesi, il noce riporterà su una targa il nome dell’affidatario, che potrà andare a trovarlo, durante tutto l’anno, per assistere alle diverse fasi del suo accrescimento, fino alla maturazione dei frutti – preziosa fonte, è bene ricordarlo, di antociani e grassi Omega 3 e 6. Per partecipare al contest basterà acquistare una confezione di “Noci di Romagna” in guscio (il brand delle noci New Factor) da 500 grammi.

                      New Factor Giornata della Noce 2024

                      (©Riccardo Gallini /GRPhoto)

                      L’arte della nocicoltura

                      Ciò che l’azienda desidera trasmettere ai consumatori è soprattutto la passione per una pratica agricola complessa come la nocicoltura: affinché gli alberi di noce crescano forti e rigogliosi, servono l’habitat giusto, la competenza tecnica per sostenerli quando si trovano in difficoltà, la cura costante in tutti i periodi della loro lunga vita produttiva. “Il viaggio che New Factor ha intrapreso – fa sapere l’azienda in una nota – ha permesso di ottenere, anno dopo anno, frutti di grande qualità e freschezza, raccolti ed essiccati con sapienza, per arrivare sullo scaffale dei supermercati in pochi giorni, senza dover sostenere lunghi viaggi che ne modificano il sapore e le qualità organolettiche”. Un punto a favore della qualità, dunque, ma anche della sostenibilità, in quanto si taglia l’impatto ambientale legato a conservazione a lungo termine e trasporti.

                      Come sta la nocicoltura romagnola?

                      “Abbiamo sempre creduto che la Romagna, grazie alla vocazione dei propri terreni, alle capacità e all’intraprendenza dei propri agricoltori, rappresentasse un’area strategica in cui sviluppare questa filiera e raggiungere un livello produttivo in grado di soddisfare buona parte del fabbisogno nazionale. In quest’ottica, abbiamo sempre messo a disposizione delle aziende, della filiera – e oggi anche dei consumatori – la nostra esperienza in tutte le fasi della produzione, con assistenza tecnica specializzata nel nostro stabilimento 4.0. Inoltre, garantiamo l’acquisto del prodotto e la commercializzazione su tutti i canali della Distribuzione moderna, per garantire ai nostri soci conferitori il massimo ricavo per il loro impegnativo lavoro” – ha spiegato il Ceo Alessandro Annibali.

                      New Factor Giornata della Noce 2024

                      (©Riccardo Gallini /GRPhoto)

                      Il progetto “In-Noce”

                      Pilota di questo investimento, che ha impegnato oltre dieci milioni di euro, è il progetto “In-Noce”, finalizzato alla coltivazione intensiva, irrigua e meccanizzata della nocicoltura. Nato nel 1997 nell’azienda San Martino, “In-noce” ha avuto come capofila New Factor (cui si è affiancata la cooperativa faentina Agrintesa) e coinvolge attualmente altre diciannove aziende agricole emiliano-romagnole nell’ambito del Piano di sviluppo rurale della regione. La produzione complessiva media annua, sul territorio regionale, è di 900 tonnellate di noci. New Factor risulta oggi tra i leader italiani nel mercato della frutta secca e disidratata e intende continuare su questa strada, puntando su innovazione, competenze, rispetto profondo del territorio e delle materie prime.

                      L’andamento del mercato internazionale delle noci: aggiornamenti e highlights

                      Alzando lo sguardo sulle recenti quotazioni della commodity “noce”, rese note da Areté (società italiana di analisi e previsione sui mercati delle materie prime agrifood), emerge come il Dipartimento dell’agricoltura degli Stati Uniti abbia pubblicato, a settembre, il “California Walnut Objective Measurement Report”, con le prime previsioni di aree, rese e produzione Usa per la campagna 2024/25 appena iniziata. Il quadro è poco confortante: dopo il raccolto record 2023/24, le proiezioni sono di un calo pari ad almeno il 19%, sulla scia di un calo congiunto di aree (-4%) e rese (-15%).

                      New Factor Giornata della Noce 2024

                      Le Noci di Romagna di New Factor (©Riccardo Gallini /GRPhoto)

                      Secondo le analisi di Areté, l’atteso calo produttivo, in uno scenario di minor offerta cilena e di domanda sostenuta, contribuirà all’incremento dei prezzi: lo conferma il prezzo della varietà Chandler Usa, che da aprile scorso ha già registrato un aumento del 18%. Più in generale, per tutto il comparto della frutta secca, la campagna 2024/2025 si è aperta all’insegna dell’inflazione (e, dunque, con una prospettiva di rilevanti rincari). Il principale elemento di volatilità, fattore comune a molti mercati e aree geografiche, è l’impatto di un clima irregolare e di eventi meteo estremi sulle produzioni, in un contesto di domanda dinamica. Ciò riguarda, in particolare, le mandorle e noci statunitensi, le nocciole italiane e gli anacardi del Vietnam che, complici produzioni inferiori alle aspettative, hanno già intrapreso, da metà 2024, un trend di risalita. Per quei mercati che, nel corso della scorsa campagna, avevano già sperimentato l’inflazione – come le nocciole e l’uva passa turca – tali criticità indeboliscono le prospettive di un’inversione di tendenza.

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