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                      “Non è un prodotto USA” nei cartellini. Il retailer danese: “Ce lo chiedono i clienti”

                      Salling Group ha creato un’etichetta con all’interno una stella per indicare che un marchio è europeo. Il leader della Gdo danese sottolinea che si tratta di una risposta alla richiesta dei clienti che desiderano acquistare generi alimentari europei

                      Di Matteo Sambugaro

                      Quando politica, geopolitica e consumi si intrecciano tra loro, tutto è possibile. Soprattutto se ti trovi nel 2025 e Trump è tornato a tenere le redini di una delle più grandi economie globali. In quest’ottica, merita interesse quello che sta accadendo in alcuni stati del Nord Europa.

                      Nelle ultime settimane, come riportato anche dal Post, in vari paesi del Nord Europa, tra cui Danimarca, Svezia e Norvegia, sono in corso diverse forme di boicottaggio contro prodotti o attività statunitensi: vanno intese come proteste contro l’amministrazione del presidente Donald Trump, che da quando si è insediato, lo scorso 20 gennaio, ha adottato una retorica sempre più minacciosa e aggressiva.

                      Reazioni che hanno avuto inizio dapprima in Danimarca come risposta alle dichiarazioni di Trump sulla Groenlandia, un’isola che fa parte del territorio danese, pur con ampi margini di autogoverno per i suoi abitanti, e di cui Trump dice di voler prendere il controllo. 

                      In Danimarca un gruppo facebook chiamato “Boykot varer fra USA” (“Boicotta i prodotti provenienti dagli Stati Uniti”) ha oltre 70mila membri: è stato creato lo scorso 3 febbraio dopo che il vicepresidente statunitense J.D.Vance aveva definito la Danimarca un “cattivo alleato”, per via del rifiuto della prima ministra Mette Frederiksen di cedere la Groenlandia agli Stati Uniti.

                      In questo scenario, fa parlare di sé la scelta adottata da Salling Group di inserire un’etichetta a forma di stella sui prodotti a scaffale di origine europea. Il Gruppo, che conta oltre 1.400 punti vendita tra le catene Bilka, Føtex e Netto, detiene una quota di mercato del 34% nel settore della Gdo danese. Un’iniziativa, come spiegato sul Linkedin dal ceo Anders Hagh, che arriva su richiesta dei consumatori. 

                      “Semplifichiamo l’acquisto di marchi europei. Di recente abbiamo ricevuto una serie di richieste da parte di clienti che desiderano acquistare generi alimentari da marchi europei. Per far fronte a ciò, introdurremo una nuova marcatura sui nostri cartellini elettronici. I nostri negozi continueranno ad avere sugli scaffali marchi provenienti da tutto il mondo, e sarà sempre il cliente a scegliere. La nuova etichetta è solo un servizio aggiuntivo per i clienti che desiderano acquistare prodotti con etichette europee. Ci auguriamo che i clienti accolgano con favore le nuove informazioni con la possibilità di scegliere liberamente tra la nostra vasta selezione di articoli provenienti da tutto il mondo”, ha affermato Hagh.

                      Un fenomeno destinato a diffondersi?

                      Al momento, questa iniziativa è esclusiva del mercato danese, ma potrebbe presto estendersi anche ad altri paesi europei. Il quotidiano belga Gazet van Antwerpen riporta che, sebbene i supermercati in Belgio non abbiano ancora aderito a un’iniziativa simile, potrebbero farlo in futuro.

                      Secondo Jorg Snoeck, fondatore di RetailDetail, questa strategia commerciale non è solo un trend momentaneo, ma potrebbe segnare l’inizio di un vero e proprio cambiamento nelle abitudini dei consumatori. 

                      “Ciò che è successo nelle ultime settimane” – afferma Snoeck – “sta accelerando la consapevolezza dei consumatori. Sempre più persone iniziano a riflettere prima di fare un acquisto. Se il governo degli Stati Uniti inizierà a imporre dazi sulle importazioni, ci sarà senza dubbio una reazione. E se, ad esempio, un pacco di biscotti importato dagli Stati Uniti diventasse il 25% più costoso, non credo che molte persone sarebbero propense ad acquistarlo. Probabilmente sceglieranno un altro marchio, e lo stesso potrebbe accadere per tutti gli altri prodotti provenienti dagli Stati Uniti.”

                      Un nuovo modo di fare la spesa

                      L’iniziativa di Salling Group rappresenta certamente un mix tra il provocatorio e il desiderio di supportare l’economia europea in risposta alla recente retorica della politica statunitense che arriva da oltre Oceano. Una cosa è certa: può trattarsi, sicuramente, di un fenomeno che potrà portare a un cambiamento nelle preferenze dei consumatori danesi. Seguiranno, su questa linea, anche altre catene di supermercati in Europa? La domanda rimane aperta. Non si escludono emulazioni.

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