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Orto Bellina, lo specialista delle insalate bio, lancia il proprio marchio premium


Sono solo due anni che gli specialisti della quarta gamma propongono delle linee organic, ma c’è un’azienda nel Bergamasco, nel comune di Gorlago, che fin dalle sue origini, nel 2001, ha deciso con lungimiranza e non poco coraggio di puntare esclusivamente sulle insalate biologiche di prima e quarta gamma. Si chiama Orto Bellina ed è partner di numerosi gruppi della grande distribuzione per il prodotto a private label. In altre parole da anni le buste che escono dallo stabilimento super tecnologico a ridosso dell’aeroporto di Montichiari vanno sugli scaffali dei supermercati con il marchio del gruppo distributivo. Ma da questo autunno c’è una novità

 

di Eugenio Felice (estratto da Fm, edizione di ottobre 2018)

 

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L’arrivo della materia prima nello stabilimento di Gorlago, BG (Copyright: Fm)

Le origini. L’azienda nasce nel 2001 quando la famiglia Bellina decide di vendere la Ortobell, allora leader in Italia nelle insalate di quarta gamma, alla francese Bonduelle, già leader in Europa nelle verdure conservate e in quelle surgelate ma desiderosa, in quel periodo, di espandere il business nel fresco. Fu così che Fulvio e Tino Bellina decisero di ripartire, Fulvio con la parte “industriale” fondando Orto Bellina, Tino con la parte agricola, la sua grande passione, seguendo sia le aziende di proprietà che quelle dei soci distribuiti tra Bergamo e Salerno. Da subito la decisione condivisa è stata di puntare a quello che agli albori degli anni 2000 poteva sembrare un azzardo per un prodotto così delicato come le insalate: l’agricoltura biologica. Con gli anni in azienda è entrata anche la seconda generazione: Cristian Bellina che oggi si occupa della parte industriale dell’attività, il fratello Maicol di tutta la parte agricola, mentre la mamma Franca si occupa della parte finanziaria.

 

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La cernita manuale all’inizio delle linee (Copyright: Fm)

Oltre la qualità. Le insalate lavorate da Orto Bellina arrivano da 200 ettari di superfici coltivate direttamente o dai soci con sistema biologico e certificazioni Bioagricert e GlobalGap, tra la provincia di Bergamo e la Piana del Sele, le due aree a maggiore vocazione in Italia per le insalate di quarta gamma. Lo stabilimento, che si estende su 2.750 metri quadrati coperti, di cui 350 dedicati agli uffici, da tre anni ha il rating di legalità ed è certificato QS (Qualità e Sicurezza). A dicembre dovrebbe arrivare anche la certificazione IFS richiesta da diversi gruppi distributivi europei. Lo stabilimento è in grado di lavorare fino a 10 mila chili di insalate al giorno, con tre linee, di cui due dedicate alle buste e una ai vassoi. Se la qualità della materia prima, in termini di sicurezza alimentare e di sapore, è assicurata dall’agricoltura biologica, l’integrità del prodotto finito che finisce sui banchi di vendita è garantita da un sistema di controlli allo stato dell’arte. Alla cernita manuale all’inizio di ogni linea, infatti, si aggiunge una selezionatrice ottica a metà linea e, dallo scorso maggio, una macchina a raggi X a fine linea che lavora sulla densità del prodotto a busta chiusa per individuare sassi, terra e altri corpi estranei.

 

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Una fase del lavaggio delle insalate (Copyright: Fm)

La novità. Come ci ha spiegato Cristian Bellina, durante la visita che abbiamo fatto la seconda metà di settembre, Ortobellina è specializzata in cinque referenze, che sono poi quelle maggiormente richieste oggi dal mercato: valeriana, rucola, lattughino, spinacino, gran mix (una mista). A queste si aggiunge una referenza di carote. I mercati di riferimento sono per il 90 per cento l’Italia, poi l’Austria, la Germania e la Svezia. Se buona parte del fatturato viene realizzato con la grande distribuzione, in particolare del Nord Italia, un certo lavoro viene svolto anche con alcuni Mercati all’ingrosso – oggi sono serviti quelli di Genova, Torino, Milano, Verona e Bologna – dove vengono inviati i vassoi in cartoncino con le insalate di quarta gamma, sempre biologiche. La novità di questo autunno sono le buste e i vassoi da 100 grammi con il marchio Orto Bellina, che fino ad oggi non c’era, avendo sempre lavorato con il marchio del distributore. Una nuova linea premium che va a raccogliere il meglio in termini di qualità della produzione aziendale.

 

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Le nuove buste di insalata bio a marchio Orto Bellina (Copyright: Fm)

Residuo zero. “Rispetto al convenzionale – ci spiega Cristian Bellina – il biologico è più difficile da fare, le rese sono uguali, ma ci vuole molta più attenzione, è più facile che ci sia prodotto meno bello, piante infestanti o insetti e per questo ci siamo dotati di sistemi tecnologici sempre all’avanguardia. Noi non usiamo alcun prodotto chimico, nemmeno quelli consentiti, per cui per le nostre insalate cerchiamo di mirare sempre a non avere alcun tipo di residuo, a meno che non arrivi dal vento o dalle falde acquifere, cosa sempre più rara perché negli anni abbiamo preso gli opportuni provvedimenti affinché queste casualità non si verifichino. Va detto poi che il prodotto non lavato, subendo meno stress, ha una conservazione più lunga. Quello di quarta gamma, che subisce in più tre lavaggi e una centrifuga, ha comunque una shelf life di circa sei giorni dal confezionamento, con data indicata sulla busta, in linea con il convenzionale.

 

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I nuovi vassoi di insalata bio a marchio Orto Bellina (Copyright: Fm)

Copyright: Fruitbook Magazine

 





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