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            Ortomercato, tre arresti. Ai domiciliari Stefano Zani, direttore di Sogemi

            Stefano Zani, direttore generale di Sogemi e da giugno scorso direttore degli Affari generali, è stato arrestato dalla Squadra mobile di Milano nell’ambito dell’inchiesta su una presunta corruzione all’interno dell’Ortomercato. Per Zani sono stati disposti i domiciliari, così come per altri due imprenditori coinvolti nelle indagini. Violate le norme sulle commesse di facchinaggio assegnate alle cooperative. Un ispettore che aveva rifiutato la tangente ha ricevuto a casa una busta con un proiettile e un biglietto di minacce. “La società è estranea ai fatti” precisa Sogemi in una nota

            Dalla Redazione

            Zani Ortomercato

            Ai domiciliari Stefano Zani, ex dg di Sogemi e da giugno direttore degli Affari generali

            Corruzione all’Ortomercato di via Lombroso? È un’ipotesi sulla quale sta indagando la Procura di Milano e che martedì 19 novembre ha portato all’arresto di Stefano Zani, ex direttore generale di Sogemi e da giugno scorso direttore degli Affari generali, e di altri due soggetti coinvolti nell’inchiesta per presunte tangenti: Giorgio Gnoli e Vincenzo Manco. Il primo è l’amministratore della “Ageas Impresa Consortile Lombarda srl”, una delle società che si occupano di facchinaggio nell’Ortomercato; Manco è un dipendente della cooperativa.

            Zani, 53 anni, è da anni ai vertici di Sogemi, la società per azioni che, per conto del Comune di Milano che la controlla al 99%, gestisce tutti i mercati agroalimentari all’ingrosso della città (Ortofrutticolo, Ittico, Floricolo e Carni), i più grandi d’Italia per movimentazioni di merci, come riporta il Corriere di Milano, con 650.000 metri quadrati di superfici, 600.000 tonnellate l’anno di prodotti, 11.000 utenti tesserati e un giro d’affari (compreso l’indotto) di 2 miliardi e mezzo di euro l’anno. Zani era già stato indagato nel gennaio scorso per corruzione e turbativa d’asta nell’ambito dello stesso procedimento per una presunta tangente da 2 mila euro consegnata il 25 ottobre 2018 da “una delle cooperative che gestiscono il facchinaggio all’interno dell’Ortomercato”.

            Ortomercato

            “La società è estranea ai fatti” precisa Sogemi in una nota relativa alle indagini all’Ortomercato

            Tutti e tre gli indagati sono stati messi agli arresti domiciliari. Giorgio Gnoli e Vincenzo Manco sono indagati anche per un’ipotesi di “istigazione alla corruzione” di un ispettore dell’Ortomercato addetto al controllo delle cooperative di facchinaggio, che a gennaio sarebbe stato inutilmente blandito dai due con una proposta di tangente. Al rifiuto da parte dell’ispettore sono seguite le minacce, altra accusa per la quale i due della coop erano già stati indagati mesi fa: da qui la busta inviata a casa dell’ispettore contenente un proiettile e un foglietto con scritto “I bastardi si castigano. Tocca te”.

            “La società non è indagata, il procedimento è personale a carico del dottor Zani – spiega il presidente di Sogemi, Cesare Ferrero -, stiamo collaborando da tempo in modo costruttivo con la questura e siamo profondamente dispiaciuti del fatto che ogni volta proviamo a fare un passo avanti per costruire una nuova immagine dell’Ortomercato ci siano situazioni che ci riportano indietro”.

            Respinta in vece dal gip una quarta richiesta di arresto che il pool reati contro la pubblica amministrazione della Procura aveva proposto per Adolfo Balestreri, indicato come “intermediario occulto per conti di Ageas nei rapporti con Zani”, nell’ipotesi che a fine novembre 2018 avessero tutti insieme “turbato il procedimento amministrativo» alla base del «bando di gara Ageas spa per l’assegnazione dei servizi di facchinaggio per il 2019”.

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