Penny rilancia sull’Italia: 200 milioni di investimenti al 2028 e 45 nuovi store
Dopo aver smentito le indiscrezioni su una possibile uscita dal mercato nazionale, Penny Italia accelera i piani di sviluppo. L’insegna del gruppo Rewe annuncia investimenti per 200 milioni di euro entro il 2028, nuove aperture, ammodernamento della rete e rafforzamento della logistica
Dalla Redazione
A poche settimane dalle indiscrezioni che ipotizzavano una possibile uscita dall’Italia da parte di Penny, prontamente smentite dal gruppo tedesco Rewe con la conferma del carattere strategico del mercato nazionale, l’insegna rilancia con un piano di investimenti da 200 milioni di euro entro il 2028. Un programma che punta su nuove aperture, ammodernamento della rete e rafforzamento della logistica, confermando la volontà di accelerare il percorso di crescita nel nostro Paese.
460 store e una quota di mercato che sfiora il 6% nel canale discount
Penny Italia conferma la propria traiettoria di crescita nel mercato nazionale, sostenuta da un piano di investimenti strutturato e da una visione industriale di lungo periodo orientata al rafforzamento del modello discount nel Paese.
Con una rete di circa 460 punti vendita e una quota di mercato prossima al 6% nel canale discount, l’azienda prosegue un percorso di sviluppo solido, supportato da un andamento Like-for-Like positivo nel 2026, superiore alla media dei principali operatori.
Il giro d’affari e il piano di crescita
Dal punto di vista economico, Penny Italia ha registrato un fatturato pari a 1,64 miliardi di euro nel 2024, salito a 1,68 miliardi nel 2025, confermando una dinamica di crescita sostenuta da nuove aperture, interventi di modernizzazione e miglioramento continuo dell’efficienza operativa.
Il piano industriale prevede uno sviluppo selettivo e sostenibile della rete, con 15 nuove aperture già programmate nel 2026 e circa 30 ulteriori aperture nel biennio 2027–2028, affiancate da un ampio programma di rebuilding che interesserà circa 70 punti vendita esistenti.
A supporto di questo percorso, sono previsti investimenti pari a 72 milioni di euro nel 2026 e circa 200 milioni complessivi entro il 2028, destinati allo sviluppo della rete e al potenziamento delle infrastrutture logistiche e dei magazzini.
Private label paladina del risparmio e freschi al centro
Il modello commerciale di Penny si fonda sulla tutela del potere d’acquisto, con un ruolo centrale della marca privata, che rappresenta circa il 60% del fatturato – pari a oltre 950 milioni di euro – e che continuerà a essere rafforzata attraverso un piano di revisione e rilancio di oltre 1.000 prodotti tra il 2026 e il 2027.
Accanto al prezzo, l’azienda continua a investire sulla qualità dell’offerta e sul servizio: i freschi rappresentano circa il 40% del fatturato, mentre una rete di banchi serviti è presente in circa il 60% dei punti vendita.
Radicamento nel territorio e capitale umano
Il posizionamento di Penny Italia si distingue inoltre per un forte radicamento nel territorio, con il 90% dei fornitori italiani e circa il 75% dei prodotti Made in Italy, a supporto di un modello che valorizza la filiera nazionale e le piccole e medie imprese.
Sul piano organizzativo, l’azienda conta oltre 5.100 collaboratori e continua a investire in sviluppo e formazione, con oltre 55.000 ore erogate nel 2025, confermando il capitale umano come leva strategica per la competitività e la qualità dell’esecuzione operativa.
Italia mercato centrale
In questo contesto, Penny rafforza ulteriormente il proprio modello operativo, con l’obiettivo di migliorare velocità decisionale, qualità dell’esecuzione e capacità di risposta al mercato, intervenendo in modo integrato su assortimento, disponibilità prodotto, logistica e politiche di prezzo. “La fiducia del gruppo si traduce in investimenti per crescere e rispondere sempre meglio alle esigenze dei nostri clienti e delle nostre persone”, sintetizza il Ceo Penny Italia, Arnd Riehl.
Una strategia che conferma il ruolo dell’Italia come mercato centrale, all’interno di un percorso di crescita sostenibile e orientato alla creazione di valore nel lungo periodo.
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