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            Ragusa, sequestro per 45 milioni di euro al re degli imballaggi di Vittoria

            Nel Ragusano la Guardia di Finanza sequestra beni per 45 milioni di euro: al centro c’è Giovambattista Puccio, vero “dominus” del settore degli imballaggi per ortofrutta in tutta l’area di Vittoria (Ragusa), arrestato lo scorso dicembre poiché ritenuto responsabile della creazione di un “cartello mafioso di imprese”. Per la Procura distrettuale di Catania, che ha coordinato le indagini della GdF, il successo delle società di Puccio – che non agiva mai in prima persona, avvalendosi di prestanome – sarebbe dovuto alla “riconosciuta appartenenza all’organizzazione mafiosa”, che gli ha permesso di “estromettere le aziende concorrenti che non si piegavano alle condizioni imposte, assumendo in tal modo il controllo dell’intera filiera commerciale” pur “senza ricorrere, quasi mai, all’uso della violenza”

             

            dalla Redazione

             

            sequestro-vittoria

            Come riportato dall’agenzia ANSA, beni per 45 milioni di euro sono stati sequestrati dalla Guardia di Finanza di Catania a Giovambattista Puccio, 58 anni, imprenditore leader del settore degli imballaggi del settore ortofrutta nel Ragusano. Accusato di appartenere a due organizzazioni storicamente rivali, la ‘Stidda’ e ‘Cosa nostra’, è detenuto da dicembre 2017, quando fu arrestato nell’ambito dell’operazione ‘Ghost trash’ perché “ritenuto responsabile della creazione di un vero e proprio ‘cartello mafioso di imprese’ che ha assunto il dominio del settore degli imballaggi nel territorio di Vittoria (Ragusa)”.

             

            Per la Procura distrettuale di Catania, che ha coordinato le indagini della Guardia di Finanza, il successo delle società di Puccio sarebbe dovuto alla “riconosciuta appartenenza all’organizzazione mafiosa”, che gli ha permesso di “estromettere le aziende concorrenti che non si piegavano alle condizioni imposte, assumendo in tal modo il controllo dell’intera filiera commerciale” pur “senza ricorrere, quasi mai, all’uso della violenza”.

             

            Le indagini della Guardia di Finanza – che, come riporta il quotidiano La Repubblica, nel dicembre scorso hanno portato all’arresto dell’imprenditore per associazione di stampo mafioso finalizzata all’acquisizione di posizioni dominanti nel settore, nonché per intestazione fittizia di imprese e per traffico illecito di rifiuti – si sono avvalse di intercettazioni telefoniche e ambientali, delle dichiarazioni di collaboratori di giustizia, e successivamente dall’esame di documentazione bancaria e contabile oltre alle evidenze di atti pubblici e scritture private. Il tutto ha così permesso di ricostruire il complesso quadro di imprese che Puccio gestiva e gli asset patrimoniali accumulati in modo illecito.

             

            Sempre secondo La Repubblica, Puccio avrebbe avrebbe gestito da anni il business degli imballaggi della zona di Vittoria non figurando mai pubblicamente all’interno delle imprese coinvolte. Puccio sarebbe stato quindi il vero “dominus” nei rapporti con clienti e fornitori grazie a prestanome che agivano nelle imprese per conto suo, perlopiù parenti e persone di fiducia. L’illecito sarebbe stato rilevato anche osservando la sproporzione, per oltre due milioni di euro, delle attività economiche possedute dalla sua cerchia familiare rispetto ai redditi dichiarati.

             

            Come riportato dal quotidiano La Sicilia nel dicembre scorso, risultando integrata l’ipotesi delittuosa di intestazione fittizia di beni, il Gip etneo aveva disposto il sequestro preventivo dei patrimoni aziendali delle imprese di imballaggi per ortofrutta e di prodotti per l’agricoltura M.P. TRADE Srl, INTERNATIONAL PACKING Srl, G.Z.G. Srl, GR TRADE, oltre alle due aziende specializzate nella raccolta di rifiuti non pericolosi in plastica e imballaggi usati Soc. Coop. DECAPLAST ed ECOLINE Srl, tutte aventi sede a Vittoria (Rg).

             

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