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                      Rivoira: “La mela Samboa entusiasma i consumatori oltre ogni aspettativa”

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                      Marco Rivoira e mela Samboa a Fruit Attraction 2024 (copyright: Fm)

                      La campagna melicola 2024-25 è partita molto bene, grazie a una produzione europea stimata in contrazione dell’11% rispetto al raccolto 2023. Calo deciso in Austria e Germania, ancora più marcato in Polonia con un -20%. Per gli operatori italiani le prospettive sono positive, anche l’industria sta pagando piuttosto bene. Una delle mele che stanno perfomando meglio è Samboa, l’ultima nata del Gruppo Rivoira di Saluzzo (Cn).  Marco Rivoira: “Sì è una mela club, ma attenzione, non basta controllare le superfici di produzione per avere successo”

                      di Eugenio Felice (articolo completo sull’edizione di novembre della rivista stampata Fm)

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                      Marco Rivoira e mela Samboa a Fruit Attraction 2024 (copyright: Fm)

                      In occasione della fiera Fruit Attraction di Madrid abbiamo raccolto il commento di Marco Rivoira, ceo del Gruppo Rivoira di Verzuolo (Cn), sull’andamento della campagna da poco iniziata delle mele. Tra i punti toccati c’è il tema del rinnovamento varietale e quindi delle tante varietà di mele che sono arrivate sul mercato, per lo più gestite a club.“Poche stanno avendo successo, la chiave non è limitare gli ettari, ma avere un progetto commerciale alle spalle. Per Samboa abbiamo numeri pazzeschi, mai visti prima, sono scioccato dai volumi e dalle richieste che abbiamo. Succosità, croccantezza e il gusto ne fanno un prodotto altamente premium. Mi svincolo dal discorso della varietà club, fino a quando hai 50 camion decide il compratore, ma poi hai bisogno del consumatore, se il prodotto non funziona non lo vendi”.

                      “Il concetto – sottolinea Marco Rivoira – è che dobbiamo cercare di generare valore considerando il sistema costi che abbiamo e le problematiche che abbiamo. La mela deve essere premium da mangiare, non basta che sia un club, deve essere costante nei mesi, non avere dei sobbalzi, essere resiliente ai cambiamenti climatici in corso. Ci vogliono progetti avvolti da una strategia marketing che crei attenzione sul prodotto. Altrimenti non siamo competitivi con i Paesi dell’Est Europa che non possono produrre grande qualità gustativa ma hanno costi più bassi e grande quantità di prodotto. Per questo da 15 anni, penso ad Ambrosia, abbiamo deciso di intraprendere questa strategia per avere un prezzo medio per i produttori che possa giustificare gli investimenti che fanno e dare loro una gratificazione economica”.

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                      I colori di mela Samboa nel reparto ortofrutta di un supermercato (copyright: Fm)

                      “Al momento – specifica Marco Rivoira – abbiamo 200 ettari piantati in Piemonte dal nostro Gruppo, poi Clementi ha la licenza per piantarne altri 200 tra Emilia-Romagna, Veneto e Alto Adige. Anche loro hanno da quest’anno i primi chili e sono molto contenti dei primi riscontri commerciali. Sono peraltro licenziatari anche del kiwi Kikokà. Altri partner si stanno aggiungendo: il progetto Samboa sta crescendo, Gerhard Dichgans sta lavorando per creare il network globale. Samboa ha messo al centro dell’attenzione il gusto del prodotto, non per niente viene raccolta dall’albero solo quando matura, con un grande riscontro. Un esempio di volume: con Ambrosia facciamo due volantini promo all’anno, con sconto del 40%, a metà novembre e a fine febbraio, per due settimane”.

                      “Con Samboa abbiamo deciso di fare un test, un volantino con sconto 30% e non 40, dal 9-10 settembre, con scaffali ancora pieni di frutta estiva: abbiamo praticamente performato i volumi di Ambrosia in inverno, è stata una sorpresa incredibile, vuol dire che il consumatore ha provato il prodotto e nelle due settimane di promo è tornato a comprare. Ancora: in alcuni negozi di Milano abbiamo riscontrato che capita che manchi il prodotto, quindi rompe lo stock, il cliente compra più di quanto il negozio ordini. Questo fa capire il potenziale. Mai vista una reazione a consumo del genere. La campagna finirà presto, a metà ottobre eravamo già oltre la metà delle 3.700 tonnellate previste”.

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