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            Salvi (FruitImprese): “Bisogna che la politica faccia una scelta sulle fiere”

            Salvi_Milano

            (Copyright: Fm)

            Il 14 aprile a Milano, durante il seminario di Fruit Innovation sull’internazionalizzazione, Marco Salvi, presidente di FruitImprese, ha fatto un appello al mondo politico, assente peraltro all’appuntamento, perché “faccia una scelta sulle fiere, dando un indirizzo chiaro alle aziende. Ci vuole un evento unico, bisogna smetterla di disperdere risorse per accontentare tutti”

             

            Dalla Redazione

             

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            Marco Salvi a Milano il 14 aprile (Copyright: Fm)

            Si è svolto ieri al Centro Congressi della Fondazione Stelline di Milano il seminario sull’internazionalizzazione promosso dalla fiera Fruit Innovation. Tra i relatori non poteva mancare Marco Salvi, presidente di FruitImprese, l’associazione degli importatori ed esportatori di ortofrutta, che oltre a evidenziare tutti gli ostacoli e le insidie che ogni giorno devono affrontare gli operatori del settore, ha voluto fare un appello alla politica, che peraltro ancora una volta ha mostrato la sua latitanza e inadeguatezza: Luca Bianchi, capo dipartimento al Mipaaf, nell’elenco dei relatori, è stato assente ingiustificato. “La politica – ha detto Salvi – dovrebbe dare un’indicazione chiara alle aziende sulle fiere, non ci possono essere in Italia più manifestazioni, è una dispersione di risorse, ci perdiamo tutti quanti. Ci vuole – ha concluso – un evento unico e per superare i campanilismi ci vorrebbe una decisione che viene dall’alto”.

             

            L’appello di Salvi alle imprese non ha riguardato solo le fiere: “Ci serve la capacità di condividere progetti comuni e un sistema Paese più organizzato per affrontare i grandi mercati verso i quali oggi siamo obbligati a muoverci. Abbiamo i prodotti per sfondare, ci mancano organizzazione e supporto. Per cominciare a fare il salto di qualità, è necessaria una cabina di regia in cui trovino posto e ascolto le imprese, perché sono le imprese che devono suggerire alla politica gli obiettivi da perseguire. Conosciamo i mercati ma non possiamo più presentarci da soli se vogliamo cogliere le grandi occasioni che si stanno presentando. Positivo – ha aggiunto – lo stanziamento di 260 milioni di euro che è stato fatto all’ICE per promuovere il made in Italy nel mondo, ma non è sufficiente”.

             

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