Sos caldo e siccità: danni alle colture e limiti al lavoro nei campi in 13 regioni
Temperature record e scarsità d’acqua mettono in crisi l’agricoltura italiana. Danni a frutta e ortaggi, calo nella produzione di latte e foraggi, allerta siccità al Sud. Intanto 13 regioni fermano i lavori nei campi nelle ore più calde della giornata per proteggere i braccianti dall’ondata di calore, con ordinanze valide nei giorni a rischio elevato secondo il sistema Worklimate
Dalla Redazione
È allerta caldo anche nelle campagne dove le temperature record stanno causando i primi danni alle colture, con ortaggi e frutta scottati, mentre nelle stalle si registra un calo della produzione di latte e al Sud si aggrava l’allarme siccità. È quanto emerge dal primo monitoraggio della Coldiretti sull’ondata di calore che assedia la Penisola, causando problemi anche alle operazioni di raccolta, con il blocco delle attività nelle ore centrali della giornata.
Stop al lavoro nei campi nelle ore più calde
Per far fronte ai rischi legati all’esposizione prolungata al sole, numerose regioni italiane hanno adottato ordinanze che vietano il lavoro nei campi nelle ore centrali della giornata. In particolare giù 13 regioni, ovvero Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Emilia-Romagna, Lazio, Lombardia, Piemonte, Puglia, Sardegna, Sicilia, Toscana e Umbria, hanno disposto lo stop delle attività agricole tra le 12:30 e le 16:00 nei giorni in cui il sistema Worklimate dell’INAIL segnala un rischio termico “alto”, come riporta Repubblica. Altre regioni stanno lavorando all’iniziativa.
In Emilia-Romagna il provvedimento si estende anche ai piazzali della logistica, mentre in Veneto e Liguria sono attive raccomandazioni analoghe. Le ordinanze, in vigore per tutto il periodo estivo, mirano a tutelare la salute dei lavoratori agricoli, già messi a dura prova dall’ondata di calore che sta colpendo il Paese.
Frutta bruciata dal caldo e proliferare di insetti infestanti
In Lombardia, dove si produce quasi la metà del latte italiano, le alte temperature stanno causando un calo della produzione del 10%, con punte anche del 15%. In Piemonte il caldo ha anticipato la maturazione di 10/15 giorni soprattutto per grano, orzo, pomodoro e uva. Nella provincia di Torino i produttori sono ricorsi ai teli per ombreggiare la frutta e salvarla dalle scottature. Si registra anche una presenza maggiore di Popilia Japonica, il coleottero giapponese che colpisce vigneti e frutteti.
In Toscana il caldo ha “bruciato” centinaia di chilogrammi di meloni nella campagna maremmana, continua Coldiretti, rendendoli di fatto non più adatti alla vendita mentre cresce l’allarme anche per angurie, susine, pesche, pomodori, melanzane.
In Umbria per le temperature record sono già andate in sofferenza le colture primaverili come girasole e mais. Allarme produzione di latte anche nel Molise dove vari allevamenti registrano un calo fino al 30%.
Sud e Isole nella morsa della siccità
Nella Nurra, in Sardegna, si aggrava il problema della mancanza d’acqua. “Il locale consorzio di bonifica da questi giorni ha interrotto anche le irrigazioni per l’erba medica, con i relativi problemi a garantire i foraggi per l’alimentazione degli animali”, spiega Coldiretti. Stessa situazione per angurie, meloni e mais.
In Puglia il caldo taglia anche le produzioni di uova, latte e miele, oltre ad aver fatto crollare quella di foraggio, avena e orzo, necessari per l’alimentazione del bestiame. £Ma l’emergenza più grave resta la siccità – denuncia Coldiretti – con oltre 164 milioni di metri cubi di acqua in meno rispetto alla capienza degli invasi, con le conseguenti difficoltà a garantire l’irrigazione delle colture.
Nella Sicilia occidentale soffrono le colture con la distribuzione idrica che avviene a singhiozzo, mentre negli allevamenti si segnalano minori rese nella produzione di latte. Nel Trapanese si teme inoltre per il manifestarsi della peronospora, la malattia che colpisce i vigneti favorita da caldo e umidità.
Grandine al nord
Ma con il tempo instabile al Nord non mancano – conclude Coldiretti – neppure problemi legati al maltempo. In Val d’Aosta si segnalano grandinate notturne, oltre a frane e smottamenti.
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