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                      “Stellata”, la nuova anguria premium che fa sognare. Quattro i partner e lancio a Macfrut

                      Stellata è una nuova anguria premium dalla buccia scura costellata di puntini dorati, con semi quasi assenti ed edibili, e aroma, croccantezza e gusto unici. Nasce dalla partnership tra L’Orto di Eleonora, Op Sermide Ortofruit, Op Primo Sole e Greenyard, e debutta a Macfrut con l’obiettivo di rivoluzionare la categoria

                      di Carlotta Benini

                      anguria Stellata

                      Stellata, la novità dell’estate 2026: un’anguria unica sul mercato

                      “Non so nulla con certezza, ma la vista delle stelle mi fa sognare”. È con una celebre frase di Vincent van Gogh che si può riassumere l’obiettivo di quattro grandi realtà italiane, che oggi si uniscono per lanciare sul mercato un prodotto unico. Un’anguria la cui buccia sembra un cielo stellato, come il celebre dipinto del pittore olandese, capace di sorprendere prima lo sguardo e poi il palato. Una scommessa che punta a rivoluzionare il segmento premium delle angurie, facendo leva su un prodotto esclusivo e altamente riconoscibile.

                      Estetica affascinante e sapore di una volta

                      Stellata si presenta con una buccia verde scuro costellata di piccole macchie dorate simili a stelle, un tratto che la rende immediatamente distintiva. Ma non è solo l’aspetto a renderla speciale. Ha pochissimi semi, bianchi ed edibili; la polpa è particolarmente croccante, succosa e gustosa, molto dolce e caratterizzata da un aroma e un profumo unici. Anche il calibro risponde a una logica precisa di consumo: è un’anguria midi, con un peso che va dai 3 ai 7 chili e che, se diradata, garantisce un peso medio di 5 chili. Il risultato, nel complesso, è un equilibrio perfetto fra un’estetica affascinante e il sapore autentico delle angurie di una volta.

                      Quattro partner per una varietà antica

                      A credere in questo progetto sono quattro partner: L’Orto di Eleonora, Op Sermide Ortofruit, Op Primo Sole e Greenyard. Sono loro i pionieri per la produzione e la commercializzazione del prodotto, con l’obiettivo prossimo di costituire un consorzio che abbia il compito di promuovere e valorizzare Stellata, costruendone l’identità sul mercato e rafforzando il posizionamento premium.

                      La varietà su cui si fonda il progetto si chiama Starship. È stata selezionata da Enza Zaden recuperando una “cocomera” che già esisteva negli Stati Uniti negli anni Venti. A partire da quel materiale, Enza Zaden ha lavorato per stabilizzare i fattori produttivi, mettendo a punto una varietà che oggi presenta caratteristiche estetiche e organolettiche uniche e che, anche dal punto di vista agronomico, offre soddisfazioni in termini di rusticità e buona produttività.

                      L’articolo del 1924 nel catalogo della Peter Henderson & Co.

                      La staffetta per coprire tutta la stagionalità

                      Stellata sarà disponibile sui banchi da fine maggio a metà settembre, coprendo quindi tutta la stagionalità dell’anguria. L’idea, infatti, è quella di costruire una vera e propria staffetta produttiva. Si parte dalla Sicilia con le prime produzioni a partire da fine maggio, poi entra in gioco la Basilicata precoce, quindi la Sardegna, e infine da metà luglio arriva il Nord, in particolare il Mantovano.

                      Una storia che parte da lontano

                      Quella di Stellata è una storia antica. Di questa anguria si parla per la prima volta nel 1924 nel catalogo di una ditta sementiera americana, la Peter Henderson & Co., che presentava una nuova cocomera battezzata “Sun, moon and stars” per il suo aspetto unico. Oltre alla caratteristica buccia costellata di macchioline dorate che sembravano stelle, veniva descritta come buonissima da mangiare. A un certo punto, però, questa varietà si perse, perché la ditta sementiera di allora smise di produrne il seme.

                      Tracce di questa anguria tornano a emergere negli anni Settanta. Nella metà di quel decennio, i membri del “Seed Savers Exchange” parlavano di un’anguria straordinaria, introdotta tra gli orticoltori americani prima del 1900. La “Moon and Stars” – così è conosciuta questa tipologia – era rimasta nei cataloghi sementieri per tutti gli anni Venti, ma molti temevano che si fosse poi estinta, appunto. Invece negli anni Ottanta è stato recuperato il seme e negli Stati Uniti questa tipologia si è diffusa soprattutto a livello domestico: ancora oggi gli americani la coltivano a casa, nel proprio orto.

                      Debutto premium sui banchi della Gdo

                      Il posizionamento di Stellata è chiaramente premium. È questo il mercato a cui guarda il progetto e, proprio in questa direzione, dal 2026 il prodotto farà il suo debutto ufficiale sui banchi della Gdo con i primi quantitativi. Qualche test di successo era già stato fatto lo scorso anno con alcuni clienti, che hanno restituito feedback positivi anche in termini di riconoscimento di prezzo.

                       Stellata anguria

                      Anche dal punto di vista agronomico, Stellata è un’anguria che dà soddisfazione

                      Crescita nei prossimi tre anni e sguardo all’estero

                      Gli obiettivi per i prossimi tre anni puntano a una crescita progressiva di superfici e volumi. La scommessa di Stellata parte dagli attuali 40-50 ettari coltivati dai quattro partner, per una produzione complessiva prevista di circa 18 -20 mila quintali per questa prima campagna 2026. Però l’interesse da parte del mercato è già molto alto, quindi la prospettiva è di arrivare ai 100 ettari entro il 2027.

                      Dal punto di vista commerciale, il primo passo sarà il consolidamento sul mercato italiano, poi l’apertura all’estero, in particolare in Europa continentale con focus sulla Germania. Grazie alla sua qualità organolettica, Stellata è considerata un prodotto strategico, pensato per un consumo facile e adatto a diversi contesti.

                      Il debutto a Macfrut e la costruzione di un nuovo immaginario

                      Stellata sarà presentata in anteprima a Macfrut. Nei singoli stand dei quattro partner il prodotto avrà una visibilità dedicata, segnando così il debutto ufficiale anche sul piano della comunicazione. Anche il marchio è stato pensato in questa direzione: “Stellata” è infatti un nome insieme denotativo e connotativo, perché descrive il prodotto ma al tempo stesso ne rafforza l’immaginario. Caratteristica anche la scelta del bollino, trasparente, che riporta il brand e il claim “Tante stelle. Pochi semi”. Una sorta di firma sul frutto, capace di valorizzarne l’identità senza alterarne l’impatto visivo.

                      Sul fronte del marketing, l’idea è quella di smarcarsi dall’immaginario tradizionale dell’anguria consumata sotto l’ombrellone o a bordo piscina. La volontà è invece quella di valorizzarne l’aspetto notturno, associandola a un momento di relax al termine della giornata. Quindi falò, cena fuori, atmosfera serale: un contesto diverso da quello abituale, più coerente con il nome, con l’estetica del frutto e con il suo posizionamento premium.

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