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                      Svizzera, Migros chiuderà il 2022 con una drastica diminuzione dell’utile netto

                      I supermercati svizzeri Migros si avviano a chiudere l’anno con una drastica diminuzione dell’utile netto. A renderlo noto è il domenicale SonntagsZeitung che sottolinea che, anche se il Gruppo Migros nel suo complesso registrerà quest’anno un aumento delle vendite grazie alle sue attività accessorie, le vendite nei supermercati sono in calo e di conseguenza l’utile netto diminuirà in modo significativo. I motivi sono vari: l’inflazione che sale, così come i costi fissi, i margini si riducono e le abitudini d’acquisto con la pandemia si sono trasformate

                      Dalla Redazione

                      migros

                      dal sito Migros

                      L’insegna svizzera Migros chiuderà il 2022 con una drastica diminuzione dell’utile netto fa sapere il domenicale Sonntagszeitung. Infatti, anche se il Gruppo Migros nel suo complesso registrerà quest’anno un aumento delle vendite grazie alle sue attività accessorie come il tour operator Hotelplan, la Banca Migros, le stazioni di servizio Migrol e i centri dentistici, le vendite nei supermercati sono in calo e di conseguenza l’utile netto diminuirà in modo significativo. I motivi – riportano varie testate locali – sono vari: alla base c’è l’inflazione che cresce e i margini nel commercio al dettaglio sono bassi mentre i costi fissi per il personale, l’affitto e la logistica tendono a essere sempre più alti. A questo si aggiunge il fatto che Migros fa affidamento sui grandi centri commerciali, ma sempre meno persone fanno la spesa per la settimana durante il weekend. Infatti, con i cambiamenti innescati dalla pandemia, sempre più consumatori oggi scelgono i piccoli negozi vicini ai luoghi di lavoro o di residenza. Così, se anche le vendite diminuiscono, il bilancio va rapidamente in rosso.

                      Di conseguenza, secondo la rivista Sonntagszeitung, tre cooperative regionali (Zurigo, Ticino e Vallese) registrerebbero in parte cifre deficitarie. Basilea, Vaud, Ginevra e Neuchâtel-Friburgo sfuggirebbero alle cifre “in rosso” solo grazie alle entrate accessorie. Quanto a Migros Aare (Berna, Soletta e Argovia), la cooperativa realizzerà utili soltanto grazie alla vendita di immobili e partecipazioni. Mentre, stando al domenicale, solamente i supermercati delle cooperative Svizzera orientale e Lucerna registreranno utili sostanziali.

                      Sempre secondo SonntagsZeitung, il presidente della direzione generale di Migros Fabrice Zumbrunnen – che ha annunciato martedì le dimissioni per la fine di aprile 2023 – voleva prendere in mano la situazione, ma le cooperative regionali, che dispongono di un’ampia autonomia, si sarebbero opposte. Anche se di questo non sembrano esserci dati certi. Resta il fatto che Zumbrunnen dopo 26 anni in Migros, di cui dieci nella direzione generale e 5 in veste di presidente, ha annunciato di voler proseguire nuove strade. Sotto la sua guida, Migros ha riorientato la strategia, rafforzando l’online ed estendendo le attività a nuovi ambiti, come quello della sanità. Le vendite consolidate di Migros – fanno sapere nel comunicato -, corrette dai disinvestimenti, nel 2021 sono aumentate del 2,2% per attestarsi a 28,85 miliardi di franchi. Il settore online ha dal canto suo raggiunto la soglia dei 3 miliardi di franchi.

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