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                      Trattori di nuovo in marcia: ripartono le proteste da Nord a Sud

                      Dopo un anno esatto dalle manifestazioni che hanno messo in subbuglio il modo agricolo, il “Movimento dei Trattori” torna a far sentire la sua voce, affiancato da altre organizzazioni e comitati. Nelle ultime 24 ore da Nord a Sud cortei di mezzi agricoli e raduni in piazza per denunciare in sostanza le stesse problematiche: rincari, speculazioni fra il prezzo pagato al produttore e quello al consumo, importazioni sleali, politiche agricole inadeguate. “All’agricoltore rimane il 7% del valore pagato dal consumatore”, denunciano gli Agricoltori autonomi italiani. “Un Paese senza agricoltori, allevatori e pescatori è senza futuro”, fa eco Coapi

                      Dalla Redazione

                      trattori proteste

                      Un momento della protesta trattori a Brescia del 28 gennaio 2025 (foto: Ansa)

                      Un anno dopo le massicce proteste che hanno scosso il mondo agricolo italiano, i trattori tornano a marciare: sono riprese infatti nelle ultime 24 ore in varie città italiane le manifestazioni e i presidi di protesta degli agricoltori, che levano le proprie voci contro i rincari di ogni tipo che continuano ad attanagliare il comparto e contro la mancanza di politiche agricole adeguate. Tra le richieste avanzate dai manifestanti, misure straordinarie per tutelare le aziende agricole, un prezzo equo per i prodotti della terra e il blocco delle importazioni sleali, come riporta Rai News.

                      A guidare le proteste ancora una volta sono gli Agricoltori autonomi italiani, il cosiddetto “Movimento dei trattori”, affiancato da altre organizzazioni come Coapi- Coordinamento agricoltori e pescatori italiani e Riscatto agricolo.  “Dallo scorso anno le cose non sono cambiate, anzi in alcuni casi i problemi sono raddoppiati a causa della burocrazia”, dice Gabriele Ponzano, presidente nazionale degli Agricoltori autonomi italiani, come riporta il Corriere della Sera -. Ritorniamo a protestare con un obiettivo principale: la richiesta di crisi socio-economica per il mondo agricolo”. “Bisogna salvaguardare i nostri prodotti – prosegue -. La produzione del cibo italiano non si può delocalizzare, bisogna tutelare la tracciabilità del prodotto Italia. All’agricoltore rimane il 7% del valore pagato dal consumatore”.

                      “Torniamo in strada per difenderci dall’aggressione della speculazione – afferma Coapi in una nota -, per la dignità nostra e dei cittadini, e perché un Paese senza agricoltori, allevatori e pescatori è senza futuro”.

                      Vari presidi in Toscana

                      Gli agricoltori questa settimana sono in protesta un po’ in tutta la Toscana, con presidi e cortei che a partire da oggi si mobilitano in Maremma, Valdichiana e nella provincia di Lucca.

                      Oggi sono previste proteste in provincia di Grosseto con triplo raduno di trattori: uno a Pitigliano e l’altro a Sorano, con i due gruppi che si uniranno con il presidio di Capalbio sull’Aurelia. Sempre in provincia di Grosseto annunciate altre due manifestazioni: una in programma oggi con marcia verso la città e una venerdì 31 verso la laguna di Orbetello. Infine, la protesta interessa anche le province di Siena e Arezzo.

                      Ieri invece in provincia di Pisa una decina di trattori hanno effettuato un presidio al casello autostradale della A11 a Migliarino Pisano, mentre oggi la protesta prosegue con un corteo di mezzi agricoli in arrivo dalle province di Pisa e Lucca, che percorrerà le strade principali fino al porto di Viareggio (Lucca), dove gli agricoltori si uniranno ai pescatori, anche loro in mobilitazione.

                      Domani invece sono previsti volantinaggi davanti alla grande distribuzione per denunciare i rincari al consumo e sensibilizzare i cittadini sul divario tra prezzi alla produzione e al dettaglio.

                      Le proteste nel Cuneese

                      Gli Agricoltori Autonomi Italiani, forti di oltre quattromila iscritti in Piemonte, tornano a protestare anche in provincia di Cuneo. Ieri, oggi e domani è previsto un presidio a Peveragno, in via degli Artigiani, nell’area del discopub Jocasta.

                      “Una protesta – dicono gli organizzatori, come si legge sempre su Rai News – che nasce dalla necessità di difendere il lavoro nei campi e di denunciare le difficoltà crescenti che colpiscono il settore agricolo, dalla pressione economica alla mancanza di politiche adeguate. Il presidio rappresenta la voce di chi lavora ogni giorno per garantire la qualità del made in Italy agricolo, chiedendo soluzioni concrete per tutelare la sostenibilità delle imprese e il futuro delle comunità rurali”.

                      Paralizzata Brescia e presidi a Biella

                      Ieri il Movimento dei Trattori ha sfilato in corteo a Brescia, sulle strade della città, causando grandi disagi alla circolazione: i mezzi agricoli si sono radunati in protesta nel parcheggio del campo da rugby a San Polo. Gli agricoltori annunciano che torneranno a manifestare nei prossimi giorni, presumibilmente domani, 30 gennaio. Oggi invece è la volta di Biella, con raduno dei mezzi agricoli in piazza Paolo Borsellino.

                       150 mezzi a Pesaro

                      Sono arrivati a decine già nella prima mattinata di ieri, rigorosamente a bordo dei loro trattori, gli agricoltori della provincia di Pesaro e Urbino, riuniti in presidio nel terreno agricolo che si affaccia sulla rotatoria che porta all’ingresso dell’autostrada, dove si prevede una cinque giorni di protesta. Tantissimi i giovani presenti alla manifestazione, provenienti in gran parte dall’entroterra pesarese e che aderiscono al comitato Orgoglio Agricolo: oltre al divario dei prezzi dal campo allo scaffale, i manifestanti protestano per l’etichettatura corretta dei prodotti: “le persone devono sapere se quello che stanno comprando è un prodotto italiano, o se proviene dall’Unione Europea oppure se è extra Ue”, chiosano, come riporta Il Resto del Carlino.

                      Presidi anche nel Casertano

                      È ripartita ieri anche nel casertano la mobilitazione unitaria di agricoltori e allevatori, riuniti sotto lo slogan “Stato di Crisi. Ora!” Ha aderito alla manifestazione il Comitato “Altragricoltura”, confederazione di agricoltori che si batte per la sovranità alimentare e che già da tre anni protesta contro “la mattanza delle bufale”. I manifestanti si battono anche per il giusto prezzo del latte e la tracciabilità della mozzarella di bufala.

                      Agricoltori foggiani sul piede di guerra

                      Trattori in protesta anche a Lucera, in provincia di Foggia. Gli agricoltori pugliesi tornano a mobilitarsi contro i rincari e per fare sensibilizzazione sulle avversità che si abbattono sul settore: meteo, incendi, atti vandalici e furti stanno mettendo in ginocchio gli imprenditori. E la piaga della siccità fa il resto: l’emergenza acqua in Puglia impone interventi urgenti alle infrastrutture idriche per salvare i raccolti, è l’appello dei manifestanti, come riporta Rai News. Dito puntato anche contro la grande distribuzione e i commercianti. Un presidio fisso quello che dei trattori che nei prossimi giorni sono pronti a invadere le strade del Foggiano.

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