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                      Uk, agricoltori contro le nuove tasse. Gdo fredda sul rischio stop forniture

                      Trattore
                      In Uk dal 1992 le aziende agricole hanno potuto beneficiare dell’esenzione fiscale sulle successioni Apr (Agricultural Property Relief), pensata per rafforzare la sicurezza alimentare del Paese e convincere chi eredita un’azienda agricola a continuare l’attività. A partire dal 6 aprile 2026, però, l’esenzione totale del 100% dall’imposta di successione sarà limitata alle aziende agricole sotto al milione di sterline di valore tra proprietà agricola e aziendale. Il governo laburista è convinto che modulare meglio questi sgravi permetterà di “fare cassa” per migliorare i servizi pubblici, a partire dal servizio sanitario nazionale. Mentre migliaia di agricoltori hanno già iniziato a sfilare per protesta a Westminster e c’è chi evoca lo spettro degli scioperi e delle possibili conseguenze sulla fornitura di cibo nell’Isola, il mondo della Gdo – per ora – minimizza

                      Di Massimiliano Lollis

                      agricoltori tasse

                      Agricoltori sul piede di guerra nel Regno Unito. Come scrive, tra gli altri, la BBC, migliaia di agricoltori si sono ritrovati a Londra lo scorso martedì in quello che potrebbe essere l’inizio di un’ondata memorabile di proteste contro il governo di Keir Starmer.

                      La ragione è l’annuncio, dato lo scorso mese da Rachel Reeves, Cancelliere dello Scacchiere del governo laburista, di voler mettere mano all’Apr (Agricultural Property Relief): misura introdotta nel 1992 per rafforzare la sicurezza alimentare del Paese e convincere chi eredita un’azienda agricola a continuare l’attività tramite l’esenzione dalle tasse di successione. Un’agevolazione considerata da molti fondamentale per il comparto agricolo britannico.

                      Nelle intenzioni del governo laburista, a partire dal 6 aprile 2026 l’esenzione totale verrà però limitata alle proprietà agricole con massimo un milione di sterline di valore totale tra proprietà agricola e aziendale. Al di sopra di questa cifra, i proprietari pagheranno l’imposta di successione a un’aliquota ridotta del 20%, anziché la quota standard del 40%.

                      Come riporta il Guardian, secondo i laburisti, coloro che hanno le spalle più larghe dovrebbero sopportare il maggior carico fiscale per sistemare i servizi pubblici scricchiolanti del Paese. Secondo Steve Reed, a capo del Dipartimento dell’Agricoltura, questa modifica porterà nelle casse dello Stato fino a 200 milioni di sterline l’anno: una bella boccata d’aria per il servizio sanitario nazionale, e non solo. 

                      Il governo – si legge sul sito ufficiale dell’esecutivo – sta indirizzando meglio questi sgravi per renderli più equi, proteggendo le piccole aziende agricole a conduzione familiare. Non è giusto che un numero molto ristretto di richiedenti ogni anno benefici di un importo così significativo di sgravi, quando questo denaro potrebbe essere utilizzato meglio per finanziare i nostri servizi pubblici”.

                      La misura – rassicura Reed – dovrebbe riguardare solamente 500 aziende agricole che all’anno pagheranno di più con il nuovo regime rispetto ad oggi, lasciando però indenni le piccole realtà a conduzione familiare. Insomma, far pagare di più i ricchi per beneficiarne tutti. Affermazioni che però sarebbero in contraddizione con i dati diffusi dallo stesso Dipartimento dell’Agricoltura (Defra), secondo i quali con le nuove misure, ben il 66% delle 209.000 aziende agricole del Regno Unito sarebbe tassabile avendo un valore superiore a 1 milione di sterline. Le conseguenze non tarderebbero a farsi sentire su produzione e consumi.

                      Come riporta Reuters, se da un lato non mancano gli agricoltori che, in risposta alle nuove misure, minacciano di interrompere le forniture di cibo – nonostante il parere contrario dell’’Unione Nazionale Agricoltori – sollevando preoccupazioni sulla disponibilità nei supermercati, dall’altro c’è una Gdo che ad oggi non si è mostrata particolarmente preoccupata.

                      “Le insegne – ha dichiarato in un comunicato Andrew Opie, direttore del settore alimentare e sostenibilità del British Retail Consortium (Brc), l’ente che rappresenta le principali insegne e gruppi di supermercati in Uk – stanno monitorando attentamente l’impatto dei potenziali interventi, compresi gli scioperi, ma sono abili nel gestire le interruzioni e stanno lavorando duramente per garantire che i clienti non subiscano ripercussioni”.

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