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Uva da tavola spagnola, il protocollo di Madrid apre le porte di Pechino


Firmato a Madrid questa settimana il protocollo per l’export di uva da tavola spagnola in Cina. L’accordo – firmato dai premier Xi Jinping e Sánchez e previsto all’interno di una serie di altri accordi bilaterali – stabilisce requisiti fitosanitari che regolamenteranno l’export di uva spagnola sul mercato cinese. Per la Spagna si tratta di una novità: fino a questo momento, infatti, agrumi, pesche e prugne erano gli unici frutti spagnoli ammessi nel mercato cinese

 

di Massimiliano Lollis

 

La Spagna guarda alla Cina: come riportato da Eurofruit, il governo spagnolo e quello cinese hanno appena raggiunto un’intesa per quanto riguarda l’export dell’uva da tavola spagnola in Cina. L’accordo – che stabilisce i requisiti fitosanitari per le future esportazioni di uva – è stato firmato questa settimana da Xi Jinping e dal suo omologo spagnolo Pedro Sánchez nel corso della visita della delegazione cinese a Madrid.

 

Sempre come scrive Eurofruit, l’accordo rappresenta una novità per i rapporti tra Cina e Spagna in ambito ortofrutticolo. Fino a questo momento, infatti, agrumi, pesche e prugne erano gli unici frutti spagnoli ammessi nel mercato cinese. Questo non significa però che finora l’export spagnolo in Cina sia stato risicato. Tutt’altro: nel 2017 la Spagna ha infatti spedito in Cina 24.000 tonnellate di frutta, per un valore complessivo di 33 milioni di euro.

 

Per quanto riguarda il mercato dell’uva da tavola spagnola nel mondo, nel 2017 la Spagna ha esportato 143.500 tonnellate, per un valore di 285 milioni di euro. Oltre il 90 per cento delle esportazioni è stato coperto dal mercato europeo, mentre il restante è stato assorbito dai mercati di Sud Africa, Canada ed Emirati Arabi Uniti.

 

Mentre produttori di altre categorie di frutta – come ciliege, mirtilli e cachi – premono affinché si possano firmare presto protocolli simili per assicurarsi l’ingresso nel mercato cinese, piena soddisfazione è stata espressa dal produttore ed esportatore spagnolo Fepex, che ha salutato il nuovo protocollo sull’uva da tavola, negoziato in appena due anni, come un importante risultato per l’intero settore, che contribuirà in modo significativo agli sforzi di diversificazione del mercato spagnolo. 

 

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