Via libera all’accordo Ue-Mercosur: attese e timori per l’agricoltura
La Commissione europea approva l’accordo con il Mercosur, stimando +39% di export e 440mila posti di lavoro. Garantita la tutela per l’agricoltura europea con clausole di salvaguardia e controlli rafforzati. Italia favorevole alle misure, ma Coldiretti e Cia sollevano dubbi su reciprocità, sicurezza alimentare e fondi Pac
Dalla Redazione
La Commissione europea ha dato il via libera all’accordo commerciale tra l’Unione europea e i Paesi del Mercosur, aprendo così la strada al passaggio nei 27 Stati membri e al Parlamento europeo. L’intesa, che si affianca all’aggiornamento dell’accordo con il Messico, è stata definita da Bruxelles un tassello fondamentale della strategia di diversificazione delle relazioni commerciali globali. L’obiettivo è rafforzare la posizione dell’Ue come primo blocco commerciale al mondo, ampliando gli scambi con l’America Latina e offrendo nuove opportunità economiche per le imprese europee.
Particolare attenzione è stata posta alla tutela dell’agricoltura europea, settore sensibile e cruciale, per il quale la Commissione ha garantito una protezione “completa e globale” in tutte le filiere a rischio. L’accordo prevede inoltre l’introduzione di clausole di salvaguardia e meccanismi di monitoraggio per contenere eventuali impatti negativi sul mercato interno, rispondendo così alle preoccupazioni espresse da diversi Stati membri.
Cos’è il Mercosur
Il Mercosur, istituito nel 1991, è un blocco economico sudamericano che comprende Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay, con il Venezuela attualmente sospeso. Rappresenta un mercato di oltre 260 milioni di persone e mira a favorire la libera circolazione di beni, servizi e capitali tra i Paesi membri.
Impatti economici attesi
Secondo le stime, l’intesa con il Mercosur potrebbe portare a un aumento del 39% delle esportazioni Ue verso i Paesi sudamericani, sostenendo circa 440mila posti di lavoro. L’accesso al mercato riguarderà vari settori, con particolare attenzione ai comparti agroalimentari, che beneficeranno di minori dazi e costi ridotti.
La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha definito l’accordo con il Mercosur e il Messico una tappa importante per il futuro economico dell’Unione, come riporta Tgcom 24. “Continuiamo a diversificare i nostri scambi commerciali, promuovere nuove partnership e creare nuove opportunità commerciali – ha dichiarato – . Le imprese e il settore agroalimentare dell’Ue trarranno immediatamente vantaggio da dazi doganali e costi inferiori, contribuendo alla crescita economica e alla creazione di posti di lavoro”.
La posizione dell’Italia
Palazzo Chigi ha accolto con favore l’inserimento di un pacchetto di salvaguardie aggiuntive a tutela degli agricoltori europei. Tra queste: un meccanismo di monitoraggio e intervento rapido in caso di perturbazioni dei prezzi, il rafforzamento dei controlli fitosanitari e l’impegno a prevedere compensazioni per le filiere eventualmente danneggiate.
Il vicepresidente esecutivo della Commissione, Raffaele Fitto, ha definito l’intesa con il Mercosur una scelta strategica e politica, oltre che commerciale, per rafforzare il ruolo dell’Europa. Ha inoltre ricordato l’introduzione di misure concrete: controlli rafforzati nei Paesi partner, standard più severi in materia di sicurezza alimentare e strumenti di tutela ambientale e sociale.
Le critiche di Coldiretti e Filiera Italia
Coldiretti e Filiera Italia giudicano l’accordo ancora insoddisfacente, ribadendo la necessità di garantire reciprocità negli standard produttivi e controlli puntuali su tutti i prodotti importati. Secondo l’organizzazione, le clausole di salvaguardia previste non sono realmente efficaci perché non si attivano in modo automatico. Coldiretti denuncia inoltre l’uso di fitofarmaci e antibiotici nei Paesi Mercosur, vietati da anni in Europa, e ricorda che nei primi nove mesi del 2025 si sono registrati 130 allarmi alimentari, un terzo dei quali legati alla carne.
Le preoccupazioni di Cia
Anche Cia-Agricoltori Italiani evidenzia che l’accordo sarà utile solo se le clausole di salvaguardia risulteranno rapide e trasparenti, per proteggere prodotti sensibili come carni, zucchero e cereali. Il presidente Cristiano Fini sottolinea l’importanza strategica dell’intesa per diversificare gli scambi, ma ribadisce la contrarietà all’utilizzo della riserva di crisi della Pac per compensare i danni. Positivo, invece, l’annuncio di un monitoraggio semestrale dei prodotti sensibili, a patto che sia accompagnato da interventi tempestivi.
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