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​Melinda, 5 nuove mele club e spinta sul bio. Gerevini: “Ecco il piano di sviluppo”


I soci del consorzio melicolo della Val di Non impianteranno in primavera 650 ettari di nuove varietà club con caratteristiche uniche di croccantezza, gusto e colore, alcune con resistenza a patologie come la ticchiolatura e adatte a zone sensibili. Si tratta di SweeTango, Kizuri, Gradisca, Galant e Isaaq: ce ne parla il direttore generale di Melinda, Paolo Gerevini, che fa un focus anche sui mercati di riferimento di queste mele, per alcune delle quali il consorzio ha l’esclusiva in Italia. Gerevini fa anche il punto sul Piano Bio di Melinda, che procede “oltre le più rosee aspettative”. La previsione è di arrivare in 5 anni a 500 ettari di mele biologiche

 

di Carlotta Benini

 

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Paolo Gerevini allo stand Melinda durante Fruit Attraction 2016 (copyright: Fm)

Cinque mele club in arrivo, con caratteristiche di gusto, croccantezza e colore in grado di sedurre anche il consumatore più esigente. E con dei plus valori: c’è quella pensata per posizionamenti di nicchia sul mercato, quella che si distingue per la shelf life e quella che ha una particolare resistenza agli agenti patogeni e un’adattabilità alle varie zone di coltivazione, anche quelle più sensibili. Stiamo parlando delle novità varietali di Melinda: il consorzio melicolo della Val di Non sta investendo sull’innovazione con un piano di sviluppo che ad oggi ha visto l’impianto, nelle Valli del Noce, di circa 250 ettari di meleti con varietà club, il 3,7% dei 6.700 ettari totali, per una produzione di circa 13 mila tonnellate. In primavera saranno effettuati nuovi impianti. “Tra cinque anni prevediamo di arrivare a circa 900 ettari, con una produzione che avrà un’incidenza a volume intorno al 10% del totale, pari a circa 40 mila tonnellate” esordisce Paolo Gerevini, direttore generale di Melinda, a cui abbiamo chiesto un approfondimento sulle nuove varietà.

 

La mela club SweeTango

Direttore, su quali cultivar state investendo?

Cinque sono le varietà nuove in fase di piantumazione in questa primavera ad opera dei soci del consorzio, a partire da SweeTango, la nuova mela  dalla buccia bicolore, croccante e succosa, per la quale è prevista una superficie di impianto di 150 ettari in alta valle. Quindi, in ordine di superficie, abbiamo Kizuri e Gradisca, entrambe previste su 200 ettari, soprattutto in bassa Valle di Non, e Galant e Isaaq, previste ciascuna su una superficie di 50 ettari.

 

A parte SweeTango, di cui abbiamo già parlato in altre occasioni (leggi qui), che caratteristiche hanno queste mele? 

Gradisca è una mela dalla forte personalità, molto croccante e succosa, con un alto contenuto di zucchero. Ha un colore che va dal rosa al viola molto intenso sul 75% della buccia. Il calibro è medio e si colloca tra quello di Gala e Golden. Al palato il sapore è dolce, con un aroma fruttato floreale. Kizuri è una mela molto bella, con frutti grandi, dal colore rosso vivo, molto uniformi per forma e dimensione. Il gusto è aromatico e pieno. Si caratterizza per un’ottima conservabilità e shelf life. Galant e Isaaq sono varietà resistenti alla ticchiolatura, e di conseguenza necessitano di minori interventi per la loro coltivazione. Per questo motivo queste varietà verranno piantate principalmente nei pressi di abitazioni e luoghi sensibili. Isaaq in particolare, oltre che da un gusto fresco dolce-acido, è caratterizzata da una pezzatura ridotta e per questo è ideale per essere posizionata in vendita come mela snack. Questa mela soddisfa infatti il trend verso porzioni più piccole e grazie alle sue dimensioni ridotte può essere portata sempre con se, trovando posto in tasca, nello zaino o in borsetta. Galant, infine, ha un colore generalmente rosa, che diventa più rosso maggiormente la si coltiva in quota. Al morso risulta molto croccante e con note aromatiche decise.

 

E poi c’è Opal, coltivata da O.P. La Trentina, vostro nuovo partner commerciale (leggi qui). Che caratteristiche ha questa mela?

È una varietà club dal colore giallo brillante, con una consistenza croccante, un aroma floreale e un sapore dolce e deciso. Anche Opal è una varietà resistente alla ticchiolatura e ha inoltre la caratteristica naturale di non imbrunire dopo il taglio. Queste caratteristiche la rendono idonea soprattutto alla coltivazione nelle aree sensibili e il suo posizionamento sul mercato cercherà di valorizzare le caratteristiche di questi frutti.

 

Gradisca, la mela molto dolce, croccante e succosa: Melinda ha l’esclusiva per l’Italia

Per quali mercati sono pensate queste nuove varietà?

Tutte le varietà sono delle bicolori molto attraenti e hanno caratteristiche organolettiche che si adattano bene ai gusti del consumatore europeo, grazie a un’ottima componente zuccherina, con croccantezza e succosità decise. Kizuri e Gradisca si caratterizzano poi per un’ottima shelf life, che permetterà di poterle commercializzare per tutto l’anno anche per lunghe tratte commerciali. Tutte le nuove varietà sono dunque adatte a qualsiasi tipo di mercato, sia interno che export, rispettando naturalmente quelli che saranno gli accordi fra i membri dei diversi club varietali riguardanti la politica di commercializzazione nei vari Paesi del mondo.

 

Queste nuove varietà sono/saranno impiantate anche da VI.P e VOG e da Rivoira?

Per Kizuri e Gradisca Melinda ha l’esclusiva per la produzione e la commercializzazione in Italia e sono in via di definizione altri Paesi, nei quali solo il consorzio potrà vendere tali varietà. L’esclusiva per Galant è condivisa con il consorzio La Trentina, mentre le altre varietà club prevedono la possibilità di coltivazione anche da parte di altri produttori nazionali.

 

Le nuove mele a polpa rossa saranno commercializzate con il brand Kissabel

Parlando di innovazione varietale, non possiamo poi dimenticare Kissabel, le nuovissime mele a polpa rossa che in Italia saranno commercializzate in esclusiva dal consorzio Novamela, di cui fate parte (leggi qui). Come sono andati i primi test?

Nella scorsa stagione è stato effettuato un test agronomico con l’impianto dei primi meleti. Dopo aver capito quali sono le zone altimetriche più idonee ai diversi tipi di coltivazione, è stato possibile definire il proseguo del progetto, programmando la messa a dimora per questa primavera di un numero sufficientemente consistente di piante per effettuare nel corso della prossima stagione i primi test sensoriali sui consumatori.

 

Come procede il piano di sviluppo sul biologico?

Siamo molto soddisfatti di come la nostra base sociale ha recepito il “Piano Bio” lanciato da Melinda lo scorso anno. Si procede oltre le più rosee aspettative: a meno di un anno dal via, le superfici attualmente in conversione raggiungono i 175 ettari e prevediamo di raggiungere in cinque anni una superficie coltivata a bio di 500 ettari (con una stima di produzione di circa 20 mila tonnellate). Il Piano Bio di Melinda prevede inoltre finanziamenti economici per i soci, con il fine di realizzare forme aggregative per la creazione di veri e propri distretti di produzione biologica. È stato inoltre organizzato un adeguato servizio di assistenza tecnica alle nuove superfici, con un aumento dei professionisti dedicati e promuovendo la formazione specifica dei soci produttori. Il progetto rendere ancora più solido il percorso intrapreso da anni dal consorzio, in direzione di una sempre maggior sostenibilità delle coltivazioni.

 

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