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                      Kroger e Albertsons: un giudice del Colorado sospende la fusione da 25 miliardi

                      In Usa la fusione da 24,6 miliardi di dollari tra i giganti del grocery Kroger e Albertsons – operazione annunciata nel 2023 e fin da subito sotto la lente delle agenzie anti-trust – è stata momentaneamente sospesa. A mettere un freno all’operazione, giovedì scorso, è stato un giudice di Denver, Colorado, che ha stabilito che le due società non possano procedere fino a quando il tribunale non si sarà pronunciato sulla richiesta di ingiunzione permanente avanzata, lo scorso febbraio, dal procuratore generale Phil Weiser. Procuratore secondo il quale la fusione “violerebbe le leggi antitrust del Colorado e causerebbe danni irreparabili a consumatori, lavoratori e fornitori”. L’inizio del processo è previsto per il 30 settembre

                      Di Massimiliano Lollis

                      Kroger Albertsons

                      L’accordo era stato varato nell’ottobre 2023: al via la fusione tra i giganti del grocery Kroger e Albertsons, un’operazione della bellezza di 24,6 miliardi di dollari per creare un colosso della Gdo Usa in grado di competere con Walmart sui prezzi, portando sotto lo stesso “ombrello” circa 5 mila punti vendita sotto diverse insegne come Safeway di Albertsons e Ralphs e Fred Meyer di proprietà di Kroger.

                      All’annuncio della fusione, tra più di qualche dubbio tra le autorità anti-trust e non solo, era seguito l’accordo – nella primavera di quest’anno – per cedere alla catena C&S Wholesale Grocers circa 600 punti vendita in 18 Stati Usa e a Washington D.C. Una misura che, nelle intenzioni delle grandi corporations in questione, avrebbe “ammansito” le preoccupazioni sollevate dalle autorità di regolamentazione. Così, evidentemente, non è stato.

                      Come riporta, tra gli altri, la testata Grocery Dive, lo scorso giovedì il giudice Andrew J. Luxen del tribunale distrettuale della città e contea di Denver ha infatti stabilito che le due società non possono procedere con l’accordo fino a quando il tribunale non si sarà pronunciato sulla richiesta di ingiunzione permanente avanzata, lo scorso febbraio, dal procuratore generale del Colorado Phil Weiser. Procuratore secondo il quale la fusione “violerebbe le leggi antitrust del Colorado e causerebbe danni irreparabil a consumatori, lavoratori e fornitori”. L’inizio del processo è previsto per il 30 settembre.

                      Il giudice ha anche annullato un’udienza prevista per il 12 agosto per valutare la richiesta di ingiunzione di Weiser. Decisione che la stessa catena Kroger ha definito, in una dichiarazione inviata giovedì via e-mail, “una notizia gradita”, poiché elimina la necessità di un’udienza per l’ingiunzione preliminare.

                      “Non vediamo l’ora – hanno dichiarato i delegati di Kroger – di dimostrare in tribunale come la fusione tra Kroger e Albertsons fornirà benefici significativi e misurabili, tra cui prezzi più bassi e più scelte per le famiglie in tutto il Paese e maggiori opportunità di posti di lavoro stabili e ben retribuiti”.

                      Sempre secondo Grocery Dive, Weiser da parte sua ha dichiarato che il fatto che le due catene abbiano acconsentito a sospendere temporaneamente il loro piano di fusione è “un’ottima notizia per consumatori, lavoratori, agricoltori e fornitori, che possono stare certi che questa mega-fusione non entrerà in vigore durante la stagione del raccolto e mentre i bambini tornano a scuola. Il mio ufficio – ha sottolineato – non vede l’ora di dimostrare che questa fusione eliminerebbe la concorrenza e avrebbe un impatto sui prezzi dei prodotti alimentari, sui posti di lavoro e sulle scelte dei consumatori”.

                      Quella di Weiser non è comunque l’unica voce “critica” in merito. L’operazione era stata ostacolata fin da subito dalla Federal Trade Commission, l’agenzia governativa statunitense anti-trust per la tutela dei consumatori. Temendo che l’operazione multi-milionaria potesse rappresentare un rischio per le norme sulla concorrenza, l’agenzia aveva infatti avviato un’azione legale presso la corte federale dell’Oregon. Tra le ragioni anche il timore che l’accordo potesse portare a prezzi più alti, a una minore scelta per i consumatori e alla minaccia della capacità dei dipendenti di ottenere salari più alti.

                      Alla causa della Federal Trade Commission contro Kroger e Albertsons si erano uniti anche i procuratori generali di otto Stati e di Washington D.C.: nel corso dell’udienza federale, che si terrà alla fine del mese prossimo a Portland, in Oregon, spetterà a un giudice decidere se accogliere la richiesta della Federal Trade Commission per un’ingiunzione preliminare che fermerebbe la fusione. Un’azione che i portavoce di Kroger avevano bollato come “intenzionalmente cieca rispetto alla realtà dell’attuale concorrenza nel settore dei generi alimentari” e una posizione “priva di qualsiasi base nel mondo reale”.

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