Zuppe e vellutate fresche: arriva la nuova dicitura “far bollire per 5 minuti”
Una spada di Damocle pende ora sulla testa di produttori e distributori di quarta gamma, costretti da nuove indicazioni ministeriali ad aggiornare le informazioni riportate sulle confezioni di zuppe e vellutate fresche, categoria finita nell’occhio del ciclone dopo il caso della zuppa letale con botulino. Ora questi piatti freschi pronti devono riportare in confezione – in modo possibilmente evidente – la dicitura “far bollire per almeno 5 minuti”. Ecco come si sono adeguate negli ultimi giorni le principali aziende e catene della Gdo
di Carlotta Benini

Zuppe e vellutate fresche ora riportano sul pack l’indicazione “bollire per almeno 5 minuti” (copyright: Fm)
Una tegola caduta in testa a tutti, produttori e distributori, costretti ad adeguarsi da un giorno all’altro alle ultime indicazioni ministeriali in materia di food safety, pur sapendo che, sul prodotto in questione, queste nuove raccomandazioni mettono in discussione le caratteristiche intrinseche e la ragione d’essere del prodotto stesso. Stiamo parlando delle zuppe e vellutate fresche pronte al consumo, una categoria che è finita nell’occhio del ciclone dopo la tragedia avvenuta a settembre scorso a Roma, quando una donna anziana è deceduta per intossicazione da botulino a causa, presumibilmente, del consumo di una vellutata ai carciofi comprata al supermercato.
La sicurezza del consumatore prima di tutto
La zuppa era stata mal conservata, non rispettando la catena del freddo? La donna l’aveva riscaldata adeguatamente prima di consumarla? Sono tutti interrogativi ai quali ancora non è stata data una risposta, in quanto le indagini sono ancora in corso. Quello che si sa per certo è che il Ministero della Salute è intervenuto pubblicando il 30 ottobre scorso una circolare indirizzata a Federdistribuzione, Ancc Coop e Ancd Conad che, in attesa di ulteriori accertamenti da parte dell’Istituto Superiore di Sanità, suggerisce a produttori e distributori di indicare sulle confezioni di zuppe e vellutate fresche, in caratteri ben evidenti, la dicitura “far bollire per almeno 5 minuti”. Una misura precauzionale che eliminerebbe il rischio di botulismo alimentare, come ci ha spiegato l’avvocato Marco Dallavalle, esperto in diritto alimentare, in un articolo in cui si faceva chiarezza sull’accaduto.
La decisione dopo le trattative
Ebbene, dopo settimane di discussioni sul tavolo di lavoro fra il ministero e le associazioni dei produttori e della Gdo, a inizio dicembre il dado è stato tratto: quando un retailer per primo ha scelto di recepire le disposizioni ministeriali imponendo ai propri fornitori di apporre in etichetta la dicitura “bollire per almeno 5 minuti”, i player della quarta gamma co-packer di questo gruppo distributivo si sono giocoforza dovuti adeguare, aggiornando sia i propri prodotti a marchio che le referenze per la private label, con un effetto a catena sulle tutte le altre aziende del settore e sugli altri gruppi della Gdo.
Le nuove “etichette” provvisorie
Le nuove indicazioni ministeriali sulle zuppe e vellutate fresche pongono tantissime problematiche relative al prodotto e alle sue caratteristiche organolettiche e nutritive, che la bollitura per almeno 5 minuti mette in discussione, stravolgono il suo concept e, non da ultimo, impongono la necessità di rivedere e aggiornare le informazioni sul packaging delle zuppe, laddove nella maggior parte delle referenze, di qualsiasi marchio, compare in evidenza il claim “pronto in 3 minuti” (o al massimo 4 o 5, a seconda della referenza e della grammatura).
Concentrandoci su quest’ultimo punto del packaging e delle etichette – e lasciando a un articolo dedicato le riflessioni sulle problematiche legate al prodotto, letteralmente stravolto da questa nuova modalità di consumo – le aziende del settore e i retailer si sono dovuti in questi ultimi giorni adeguare di corsa, adottando una soluzione provvisoria, la più pratica e veloce, che è quella di apporre nelle confezioni – generalmente nel cluster di cartone, nella parte grafica dedicata alla data di scadenza e al lotto, la nuova dicitura “far bollire per 5 minuti”.
Cosa abbiamo trovato al supermercato
Negli ultimi giorni abbiamo fatto un breve tour fra supermercati di alcune principali catene tra Bologna e Verona. Ecco brevemente le prime nuove soluzioni che abbiamo notato negli scaffali refrigerati dell’ortofrutta dedicati a zuppe e vellutate fresche.
Il brand leader del settore, DimmidiSì, ha apposto la dicitura “far bollire il prodotto per almeno 5 minuti” sul lato della confezione, nell’area bianca del cluster di cartone dedicata alle informazioni variabili, ovvero quelle sul lotto e sulla data di scadenza.
Anche Zerbinati ha adottato la stessa soluzione, inserendo questa dicitura per il momento tramite markem in corrispondenza della data di scadenza del prodotto, sul lato della confezione.
Stessa cosa per le zuppe fresche Terra&Vita dell’azienda Buonaterra: sul lato del cluster di cartone c’è un’apposita area bianca, un po’ trasparente in questo caso perché sta sopra la foto del prodotto, dove insieme al lotto e alla data di scadenza è riportata la nuova dicitura: “Far bollire per 5 minuti”, senza “almeno” in questo caso.
OrtoRomi invece aveva già la dicitura corretta sul trattamento termico scritta sul fondo delle confezioni delle sue zuppe e vellutate fresche: nelle indicazioni su come scaldare il piatto, c’è già scritto esplicitamente “versa il prodotto in pentola e porta ad ebollizione per almeno 5 minuti”.

In senso orario, le info sulle confezioni delle zuppe Saiché, Bontà di Stagione, DimmidiSì e Terra&Vita (copyright: Fm)
A parte quest’ultima eccezione, fra i prodotti che abbiamo trovato in questi ultimi giorni al supermercato, la soluzione scelta dai più per ottemperare in tempi brevi alle indicazioni del ministero è quella di inserire le nuove indicazioni sul trattamento termico sotto la data di scadenza, utilizzando lo stesso sistema di scrittura. Effettivamente così l’informazione non sfugge, in quanto tutti i consumatori guardano quanto si conserva un prodotto prima di acquistarlo o consumarlo.
È la soluzione per la quale hanno optato anche le catene distributive per le proprie zuppe e vellutate fresche a marchio: noi ad esempio l’abbiamo notata sui prodotti private label di Coop ed Esselunga.
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