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                      Zuppe fresche da bollire per 5 minuti? Pellegrini, Coop: “Prodotto stravolto”

                      Elisabetta Pellegrini, buyer ortofrutta fresca e IV-V gamma di Coop Italia, commenta le ultime raccomandazioni ministeriali riguardanti le zuppe e vellutate fresche  pronte al consumo, che ora devono riportare sulla confezione la dicitura “far bollire per almeno 5 minuti”. “Al momento – dice – è un’indicazione che confligge con la natura del prodotto, che in questo modo viene alterato nelle sue caratteristiche organolettiche, così come nel suo concept”

                      di Carlotta Benini

                      zuppe fresche Coop

                      “Una tegola? Quello che ci è caduto in testa lo definirei più un macigno, rende meglio l’idea della portata della cosa”: esordisce così Elisabetta Pellegrini, buyer ortofrutta fresca e IV-V gamma di Coop Italia, commentando le ultime indicazioni riguardanti le zuppe e vellutate fresche pronte al consumo, che, come raccomandato dal ministero, ora devono riportare sulla confezione la dicitura “far bollire per almeno 5 minuti”.

                      “Come tutti, negli ultimi giorni ci siamo dovuti adeguare di fretta alle decisioni prese in seguito alla circolare ministeriale – racconta -, con soluzioni provvisorie, senza avere il tempo di comprendere cosa queste nuove disposizioni significhino realmente per il prodotto e per il suo concept, letteralmente stravolto. Una zuppa cosiddetta ‘ready to heat’ è un piatto pronto per essere consumato in pochi minuti dopo essere stato riscaldato, al microonde o anche in pentola. L’ebollizione per almeno 5 minuti allunga i tempi, non solo di riscaldamento ma anche del successivo di raffreddamento, perché un prodotto che ustiona non si riesce a mangiare nell’immediato. Inoltre mette in discussione tutte le caratteristiche intrinseche del prodotto stesso”.

                      Prodotto stravolto, nelle caratteristiche e nel concept

                      Cosa comporta l’ebollizione per le caratteristiche organolettiche delle zuppe e delle vellutate fresche? E per quelle nutrizionali? Senz’altro è facile immaginare che la consistenza cambi, con l’evaporazione di parte del contenuto liquido. “Un minestrone di verdure? Diventa un dado! Una pasta e fagioli? Si trasforma in vellutata”, ironizza Pellegrini.

                      “Le nuove indicazioni sul trattamento termico vanno anche ad alterare il sapore del prodotto – continua la buyer IV e V gamma di Coop Italia – cambiando anche il servizio che si dà al consumatore. Chi acquista una zuppa pronta, oltre a volere un pasto da consumare in pochi minuti, presumibilmente vuole anche utilizzare pochi utensili in cucina”.

                      “Senza considerare – aggiunge – che, ora, risulta difficile pensare che il prodotto possa essere scaldato ancora in microonde raggiungendo l’ebollizione per 5 minuti, pena trovare il forno pieno di schizzi di zuppa e la ciotola probabilmente deformata dal troppo calore”.

                      Zuppe fresche: “Categoria profondamente penalizzata”

                      Un vero caos, insomma, che attualmente viene gestito nell’emergenza aggiornando in modo provvisorio le informazioni sulle confezioni: per i suoi prodotti a marchio, Coop, nel cluster di cartone che avvolge le ciotole, ha aggiunto la dicitura “far bollire per almeno 5 minuti” nella parte grafica dove normalmente vengono stampate le informazioni variabili, ovvero la data di scadenza e il lotto. “Si tratta di un intervento temporaneo, finché non andremo a ristampare i nuovi packaging aggiornati”, precisa Elisabetta Pellegrini.

                      Intanto il tavolo di discussione con il ministero è ancora aperto. “Come andrà a finire questa vicenda non ci è dato di saperlo, ma sicuramente la questione, così com’è, va risolta, perché penalizza pesantemente la categoria – conclude -. Naturalmente è corretto tutelare il consumatore, ma non dimentichiamoci che dietro alla produzione di zuppe fresche ci sono aziende specializzate che operano garantendo i massimi livelli di qualità e di sicurezza alimentare”.

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