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                      Dazi, Trump fa dietrofront: sospesi per 3 mesi. Ora tocca all’Ue

                      Il presidente americano Donald Trump annuncia una sospensione di 90 giorni dei dazi reciproci verso i Paesi pronti a negoziare, mantenendo però la tariffa base del 10%. Esclusa la Cina, per cui le tariffe salgono al 125%. Decisivo il pressing di Wall Street. Gli Usa ora attendono un segnale dall’UE, che potrebbe rinviare le sue contromisure

                      Dalla Redazione

                      In un’improvvisa inversione di rotta, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha annunciato sulla piattaforma social Truth una sospensione immediata di 90 giorni dei dazi reciproci imposti a numerosi partner commerciali: la mossa riguarderebbe i Paesi che hanno manifestato l’intenzione di negoziare, mantenendo però per tutti la tariffa base del 10%.

                      Per contro, è invece punita la Cina, per la quale le tariffe sono state incrementate fino al 125%: una risposta, quella del tycoon, alle minacce avanzate dal Dragone, che aveva annunciato, a sua volta, tariffe dell’84% sul made in Usa.

                      La mossa di Trump sembra essere una risposta alle pressioni esercitate da leader aziendali e politici, preoccupati per le ripercussioni economiche di una nuova escalation protezionistica. Secondo il Wall Street Journal, il segretario al Tesoro, Scott Bessent, avrebbe avuto un ruolo chiave nel persuadere il presidente a optare per questa sospensione, come riporta il QN citando a sua volta il quotidiano americano.

                      “Era tutto parte della strategia”

                      Il messaggio con cui Trump ha ufficializzato la sospensione – postato su Truth, la piattaforma social dell’ex presidente – sarebbe stato redatto direttamente dallo Studio Ovale, con Bessent e il segretario al Commercio Howard Lutnick al suo fianco. “Abbiamo discusso a lungo – ha spiegato Bessent alla stampa – ed era tutto parte della sua strategia”. Ma secondo la stampa americana, il vero cambio di passo è stato dettato da una raffica di telefonate preoccupate provenienti da Wall Street e dalle stanze dei bottoni del mondo finanziario.

                      Ad oggi pare che oltre 75 Paesi si siano già mossi per cercare una trattativa con Washington, con il Giappone in prima fila. Intanto il dietrofront di Trump ha fatto volare la Borsa di New York dopo una lunga altalena.

                      Le aspettative sulle contromosse dell’Ue

                      Nell’ambito dello stop ai dazi di 90 giorni annunciato da Donald Trump all’Ue sarà applicata solo la tariffa di base del 10%, entrata in vigore il 5 aprile, nonostante le misure di ritorsione preparate da Bruxelles. Lo ha detto un funzionario della Casa Bianca alla Bbc.

                      Ora gli Stati Uniti si aspettano che anche l’Unione europea rinvierà i suoi dazi di 90 giorni. “L’Europa ha imposto dei dazi di ritorsione, ma ha detto che non entreranno in vigore prima di un paio di settimane – ha detto il segretario al Commercio Howard Lutnick, come riporta Ansa -. Penso che quello che succederà è che saranno rinviati di 90 giorni, così avranno il tempo di negoziare con il presidente senza avere nulla in sospeso”. “I dazi settoriali, quelli su acciaio e alluminio e sulle auto, rimarranno invariati”, ha aggiunto Lutnick sottolineando che “il presidente Trump è stato molto chiaro su questo”.

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