Plant based made in Italy: Veneto Sviluppo acquisisce il 53% di Biolab
Fondata a Gorizia nel 1991 da Massimo Santinelli come laboratorio artigianale, Biolab è oggi tra i principali produttori italiani di alimenti biologici, vegetariani e plant based. L’azienda, che opera con i marchi Biolab e Liveg e per la grande distribuzione in private label, realizza quasi interamente i propri prodotti nei quattro stabilimenti tra Gorizia e San Daniele del Friuli, impiegando circa 150 persone. Riconosciuta come player di riferimento del comparto plant based italiano e in crescita sui mercati esteri, Biolab entra ora in una nuova fase di sviluppo con l’ingresso di Fvs Sgr Spa, società controllata dalla finanziaria regionale Veneto Sviluppo, che attraverso il Fondo Sviluppo Pmi 2 ha acquisito con il 53% la maggioranza del capitale della società. Per un mercato, quello del plant based in Italia, oggi quanto mai promettente
di Massimiliano Lollis
Oggi più che mai il plant-based parla italiano. Fvs Sgr Spa, società controllata dalla finanziaria regionale Veneto Sviluppo, ha infatti annunciato di aver acquisito per conto del fondo denominato Fondo Sviluppo Pmi 2 una partecipazione di maggioranza (53%) del capitale di Biolab Srl, società goriziana attiva nel settore degli alimenti biologici, vegetariani e plant based.
Come si legge in un comunicato della società, l’operazione è stata perfezionata attraverso la nuova società Lion 2 Spa nel quale hanno investito Fvs (53% del capitale) e Banca Ifis (co-investitore finanziario con una quota di minoranza), mentre il fondatore di Biolab Massimo Santinelli, che mantiene invariato il proprio ruolo in azienda, e la società Itinera – società controllata da Gianluca Scalise che ha affiancato negli ultimi anni il percorso di crescita di Biolab – hanno reinvestito nell’operazione. Alla base c’è il piano industriale di Biolab, elaborato dalla società con il contributo di Fvs e il supporto di Sparkasse Cassa di Risparmio di Bolzano.
Biolab: un player di riferimento sul mercato italiano
Fondata a Gorizia nel 1991 da Massimo Santinelli come laboratorio artigianale, Biolab è oggi una delle principali realtà italiane nella produzione di alimenti biologici, vegetariani e plant based. Nata con l’obiettivo di proporre alternative sane, naturali e sostenibili, l’azienda ha progressivamente ampliato le proprie linee di prodotto (tofu, seitan, affettati vegetali, gastronomia, etc.) sia a marchio proprio (Biolab, Liveg) che in private label per il mercato della grande distribuzione.
Biolab oggi – con un fatturato che, stando all’ufficio Camerale, nel 2024 si è attestato a quota 21 milioni e 712 mila euro con un utile netto di 1 milione e 243 mila euro – si colloca come player di riferimento nel comparto plant based e biologico italiano, con crescente presenza sui mercati esteri.
Un aspetto tutt’altro che secondario è la produzione interamente made in Italy delle sue linee. La quasi totalità dei prodotti, infatti, è realizzata nei tre stabilimenti di Gorizia e nello stabilimento di San Daniele del Friuli in provincia di Udine, acquisito nel 2025, con un’occupazione complessiva di circa 150 dipendenti. Tra gli elementi di maggiore rilevanza per la società ci sono la produzione biologica certificata, investimenti costanti in ricerca e sviluppo, la valorizzazione delle materie prime locali, la creazione di occupazione sul territorio e la promozione di stili di vita consapevoli attraverso iniziative culturali.
L’operazione avviata in questi giorni, fortemente voluta dal fondatore Massimo Santinelli, punta a consolidare e ampliare ulteriormente lo sviluppo commerciale e industriale dell’azienda. Gli obiettivi riguardano sia la crescita interna — attraverso una maggiore penetrazione nei mercati nazionale ed estero, già in parte presidiati, e il lancio di nuove linee di prodotto — sia la crescita per linee esterne, secondo una strategia di build up volta alla creazione di un polo di riferimento a livello nazionale nel settore.
La crescita del plant based in Italia
Il settore degli alimenti plant based è in forte crescita, trainato da consumatori attenti a salute, sostenibilità e benessere animale. Come riportato da Il Sole24 Ore lo scorso giugno sulla base di una ricerca condotta dal think tank no profit The Good Food Institute Europe nel 2024 su dati raccolti da società di mercato Circana, il mercato retail italiano degli alimenti a base vegetale ha raggiunto lo scorso anno i 639 milioni di euro, registrando un +16,4 % rispetto al 2022 e un +7,6 % sul 2023.
Più recentemente, una ricerca di YouGov Shopper, leader nelle ricerche sul largo consumo, ha confermato il trend, rilevando come nel 2024 l’acquisto di prodotti plant-based in Italia abbia coinvolto oltre 15 milioni di famiglie, raggiungendo una penetrazione assoluta del 59,3%. Il trend pare essere diventato una tendenza ormai strutturale nel comportamento d’acquisto degli italiani, con 3 milioni di persone che oggi si dichiarano vegetariane (pari al 3,7% della popolazione) o vegane (1,5% del totale).
Ma il cambiamento nelle modifiche di consumo, più che un passaggio di massa al vegetarianismo, pare certificare il passaggio a un’alimentazione quotidiana più diversificata grazie, per l’appunto, a prodotti plant based che ampliano le possibilità di scelta sugli scaffali dei supermercati ad alto tasso di innovazione tecnologica.
Biolab investe nel salumificio: non solo plant based
Pur avendo fatto del plant based innovativo il proprio core business, Biolab ha però dimostrato di non disdegnare la tradizione, specialmente quando si tratta di portare avanti realtà importanti per il territorio. Risale allo scorso gennaio l’acquisizione da parte della società goriziana di un ramo della Brendolan, società che dal 1928 affetta e confeziona salumi Dop, Igp con sede a San Daniele del Friuli, territorio celebre per l’omonimo prosciutto crudo.
Un passo che in quell’occasione l’azienda non aveva esitato a definire strategico per sostenere la propria crescita e rispondere alla crescente domanda di prodotti plant based, salvando peraltro una realtà di tradizione per il territorio e la comunità. Tra gli obiettivi dichiarati ci sono l’incremento della produzione nel nuovo stabilimento di affettati plant based, oggi al 30%, la valorizzazione di forza lavoro specializzata, la continuità lavorativa per i nuovi collaboratori e la trasformazione dello stabilimento in uno dei punti di riferimento per innovazione e sostenibilità.
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