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                      Walmart sfida Amazon: consegne in 3 ore, spesa con ChatGPT e quotazione al Nasdaq

                      Walmart accelera nel testa a testa con Amazon puntando su omnicanalità, logistica rapida e innovazione tech. Consegne in tre ore grazie alla rete dei supermercati-hub, e-commerce in forte crescita, nuovo Ceo in arrivo e un accordo con OpenAI che abilita la spesa via ChatGPT. Il 9 dicembre il gruppo sbarcherà sul Nasdaq

                      Dalla Redazione

                      Walmart Amazon

                      Il testa a testa è in essere già da un bel po’ di anni. Nel 2020 Walmart, il gigante americano della Gdo, aveva superato nell’e-grocery Amazon. Nel 2021 il ribaltone: colosso dell’e-commerce di Jeff Bezos diventa il più grande retailer del mondo al di fuori della Cina, con le vendite che, per la prima volta, superano quelle del top retailer a stelle e strisce, che deteneva il primato di best seller dal 1990. Poi, nonostante la forza dirompente di Amazon, la partita non si è chiusa. L’Economia del Corriere della Sera ricorda che Amazon oggi ha ricavi complessivi superiori, ma Walmart mantiene un primato fondamentale: è ancora il maggiore “negoziante” d’America. Una posizione incrinata appunto solo in piena pandemia (nel periodo da luglio 2020 a giugno 2021), quando sulla piattaforma di Bezos il valore dei beni venduti era salito di 200 miliardi di dollari, dieci volte la crescita di Walmart.

                      L’evoluzione dell’omnicanalità

                      La resistenza del gruppo di Bentonville è stata possibile perché l’azienda non si è chiusa nel proprio modello tradizionale, ma ha scelto di affrontare il principale competitor sul suo stesso terreno, integrando il commercio elettronico nel cuore dell’attività. Un percorso inverso rispetto a quello di Amazon: mentre l’e-commerce di Seattle è partito dal digitale per poi espandersi ai negozi fisici, Walmart ha seguito la strada opposta.

                      L’Economia sottolinea come la multinazionale abbia deciso di non puntare sui grandi poli logistici, ma sulla propria rete di 4.600 supermercati statunitensi, trasformandoli in hub per le consegne. Questo asset, unito a sistemi automatizzati di stoccaggio e prelievo e al coordinamento di migliaia di autisti freelance tramite l’app Spark, permette oggi di consegnare prodotti al 95% della popolazione americana entro tre ore dall’ordine. Un vantaggio competitivo rilevante, soprattutto considerando che Amazon era partita in anticipo.

                      Accelerazione e nuovi equilibri

                      Secondo il settimanale del Corriere, la crescita dell’e-commerce Walmart sta correndo molto più dei negozi fisici: +27% nell’ultimo trimestre, dopo +25% e +22% nei precedenti. Il gruppo ha chiuso con ricavi per 179,5 miliardi di dollari (+5,8%), mentre Amazon ha registrato 180,2 miliardi, cifra che comprende però i 33 miliardi della divisione AWS, non assimilabili all’attività retail. La distanza tra i due modelli, quindi, si sta accorciando.

                      Walmart OpenAI

                      A ottobre Walmart ha siglato un accordo con OpenAI

                      Nuova governance

                      Il Corriere dell’Economia ricorda inoltre che Walmart sta affrontando anche un cambio ai vertici: Doug McMillon, Ceo dal 2014, andrà in pensione il 1° febbraio, pur restando come consulente per almeno un anno. Il passaggio di consegne sarà nelle mani di John Furner, da trent’anni in azienda e attuale Ceo di Walmart Usa.

                      La svolta tech di Walmart

                      La nuova fase si giocherà sul terreno dell’intelligenza artificiale, non solo nella gestione dei magazzini o nell’ottimizzazione dei cataloghi prodotto, come già Walmart sta facendo, ma anche nel rapporto con la clientela. L’Economia ricorda infatti che a ottobre è stato siglato un accordo siglato con OpenAI, che apre alla possibilità di fare acquisti direttamente attraverso ChatGPT, nell’ottica di anticipare i bisogni del cliente prima che vengano espressi.

                      Un tassello che si affianca alla scelta strategica di trasferire la quotazione dal Nyse al Nasdaq il 9 dicembre, sancendo l’evoluzione tech dell’azienda. “Stiamo definendo un nuovo standard per la vendita al dettaglio omnicanale”, ha dichiarato il direttore finanziario John Rainey.

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