Amsterdam, stop alla pubblicità di carne e combustibili fossili
Foto di bram naus su Unsplash
Amsterdam dice addio alla pubblicità negli spazi pubblici per prodotti a base di carne, così come per prodotti e servizi relativi a combustibili fossili come benzina, voli aerei e compagnie di crociera. Il divieto, in vigore dal primo maggio scorso, nasce da una proposta dei partiti ecologisti e animalisti e fa della capitale olandese la prima al mondo ad aver esteso il divieto a entrambe le categorie di prodotti
Di Massimiliano Lollis
Amsterdam è diventata la prima capitale al mondo a vietare la pubblicità negli spazi pubblici sia per la carne sia per i prodotti legati ai combustibili fossili. Dallo scorso primo maggio, infatti, le pubblicità di hamburger e junk food a base di carne, così come quelle di auto a benzina e compagnie aeree sono state rimosse da cartelloni, pensiline dei tram e stazioni della metropolitana. In una parola, da tutti gli spazi pubblici.
A riportarlo, tra gli altri, è la Bbc, che osserva come, ad esempio, in una delle fermate del tram più trafficate della capitale olandese, il panorama pubblicitario che fino a pochi giorni fa metteva in bella mostra pollo fritto, Suv e pubblicità di vacanze low cost, ora veda come unici protagonisti il museo nazionale Rijksmuseum e un concerto di pianoforte.
L’iniziativa, che è stata approvata dal consiglio comunale della città il 22 gennaio scorso su proposta del partito dei Verdi (GroenLinks) e di quello a difesa degli animali (Partij voor de Dieren), ha un obiettivo decisamente ambientalista: quello di allineare il paesaggio urbano di Amsterdam agli obiettivi ambientali fissati dall’amministrazione locale. Obiettivi che prevedono che entro il 2050 la capitale raggiunga la neutralità carbonica e che, nello stesso lasso di tempo, i suoi residenti dimezzino il consumo di carne. Eliminare lo stimolo visivo, quindi, sembra il punto di partenza.
Che piaccia o meno, il risultato è un divieto bello e buono: una misura che di certo fa e farà parlare poiché avviene per la prima volta al mondo in una capitale, e perlopiù in quella che sul globo è forse considerata tra le più permissive e allergiche a restrizioni di ogni tipo.
Come nota la Bbc, se è vero che il divieto probabilmente non avrà un impatto significativo – in città la quota di pubblicità dedicata alla carne si aggira sullo 0,1% della spesa totale pubblicitaria, mentre quella legata a combustibili fossili arriva a circa il 4% – il messaggio politico è netto. Equiparando carne a voli, auto e benzina significa trasformare la carne da una semplice scelta alimentare privata a una questione climatica e politica nella eccezione più ampia del termine.
Se quella di Amsterdam pare essere la prima iniziativa al mondo adottata dal comune di una capitale, iniziative simili sono però già state adottate in città piccole e grandi. Per restare nei Paesi Bassi, nel 2022 era stata la città di Haarlem ad aprire la strada, annunciando un ampio divieto della pubblicità di carne negli spazi pubblici, misura entrata in vigore nel 2024 insieme al bando degli spot sui combustibili fossili. Restrizioni simili sono state adottate anche da Utrecht e Nijmegen.
A livello globale, sono invece una cinquantina le città che stanno vietando o valutando il divieto della pubblicità legata ai combustibili fossili. Nella lista, oltre a città come Edimburgo, Sheffield e Stoccolma, c’è anche Firenze: prima città italiana ad aver approvato, nel febbraio 2026, una mozione che chiede al Comune di introdurre restrizioni o divieti riguardo le pubblicità relative a prodotti e servizi a base di combustibili fossili.
Sul divieto di pubblicità di prodotti junk food, o cibo spazzatura, spesso a base di carne, gli esempi sono ancora più numerosi: soprattutto nel Regno Unito, dove il tema è stato al centro di una serie di misure e provvedimenti. Nel 2024, ad esempio, avevamo scritto dell’iniziativa annunciata dal Comune di Brighton e Hove, che prevedeva restrizioni sulla pubblicità di prodotti e cibi ad alto contenuto di grassi, zuccheri e sale (leggi qui). Iniziative simili non sono mancate nemmeno a Londra e in altre città, ma l’accento in quel caso è sempre stato sulla salute pubblica. L’equazione stabilita dalla capitale olandese, invece, che mette sullo stesso piano carne e benzina, pare davvero il segno di un vero cambio di passo, in un momento storico in cui il tema delle risorse e delle fonti di energia diventa sempre più cruciale per il futuro del pianeta.
Copyright: Fruitbook Magazine




