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Accordo tra AVI e Monvisofruit: “Uva da tavola in Piemonte, scommessa vinta”


Monvisofruit conta giù su 50 ettari in produzione che esprimono una qualità eccezionale, apprezzata in particolare dal mercato inglese. L’elevata escursione termica tra il giorno e la notte permette una colorazione eccellente. Elevato il grado zuccherino. 50 ettari sono niente se consideriamo che in Italia sono coltivati a uva circa 70 mila ettari. Ma il potenziale è straordinario, considerando che la raccolta delle uve piemontesi avviene in ottobre, in un periodo dell’anno successivo alle produzioni siciliane e pugliesi, con una conservazione che arriva a sei mesi. Adesso la cooperativa guarda avanti, invitando nuovi frutticoltori a investire in questa coltura e stringendo un accordo con AVI per la produzione delle uve senza semi ARRA

 

di Eugenio Felice

 


Giovedì 8 marzo a Saluzzo, nel corso di una conferenza stampa cui hanno preso parte numerosi rappresentanti delle istituzioni, delle categorie produttive e del mondo del credito, è stato presento a organi d’informazione e numerosi frutticoltori l’accordo intercorso tra la società AVI (società controllata al 100 per cento da RK Growers) e la Cooperativa Monvisofruit che riguarda la coltivazione di uva da tavola senza semi in Piemonte e, in particolare, nell’areale Saluzzese. È dal 2010 che, grazie all’intraprendenza e alla tenacia di un gruppo di frutticoltori guidati da Claudio Capitini e Franco Monge, costituitisi nella Cooperativa Monvisofruit presieduta da Claudio Monge, è stata avviata la produzione di uva senza semi Crimson e Thomson, oggi sviluppata su una superfice di circa 50 ettari nel Saluzzese.

 

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Uva nera senza semi prodotta da Monvisofruit in Piemonte

Il raggiungimento di questo importante risultato è stato possibile grazie alla competenza dell’agronomo pugliese Giuseppe Tagliente, il quale, con grande professionalità, è riuscito ad ottenere un prodotto di alta qualità che sta incontrando il favore dei più importanti mercati europei: Gran Bretagna in primis, ma anche Germania, Belgio, Spagna oltre a quello nazionale. Il 90 per cento dell’uva prodotta finora in Piemonte è destinata all’estero. Questa regione, con sorpresa degli esperti del settore, si è rivelata adatta alla produzione di uva apirena, che grazie all’assenza di semi sta incontrando un crescente successo sui mercati internazionali. “Il progetto – ha ricordato il presidente di Monvisofruit Claudio Monge – è partito nel 2010 tra mille scetticismi ma ha raggiunto ottimi risultati. L’uva da tavola rappresenta oggi una valida alternativa alle colture tradizionali“.

 

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ARRA è una famiglia di uve senza semi bianche, rosse e nere sviluppate in California

La società AVI è nata nel 2009, acquisendo i diritti esclusivi di tutte le varietà senza semi ARRA per tutta Europa. Attualmente, grazie alla produzione in costante crescita e ai contratti stipulati, sono stati superati i 400 ettari coltivati, in particolare in Spagna e Italia. L’accordo rappresenta lo sbocco di una naturale sinergia tra una serie di fattori che stanno disegnando nuovi percorsi innovativi e imprenditoriali che vedono, in prima fila, il Piemonte. “Oggi – ha dichiarato Carlo Lingua di RK Growers – consumatore e distribuzione richiedono frutta di qualità: sana, sostenibile e buona nel senso più pieno di queste definizioni. L’eccellenza dell’uva senza semi soddisfa la domanda del nuovo consumatore e, al contempo, offre al produttore la possibilità di vedere riconosciuto il suo reddito. L’uva da tavola può dare al frutticoltore piemontese grandi soddisfazioni”.

 

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I relatori dell’incontro di Saluzzo dell’8 marzo. Al centro Carlo Lingua di AVI ed RK Growers

Copyright: Fruitbook Magazine

 





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