Acque funzionali al sapore di frutta, un boom sugli scaffali
La loro promessa è quella di essere molto più di una semplice acqua minerale: sono infatti arricchite con estratti di frutta e botaniche, vitamine, sali minerali e perfino acido ialuronico. Sono le acque aromatizzate e funzionali, una referenza che sta vivendo un boom di popolarità e vendite al supermercato. Secondo i dati Nomisma, questo segmento nel 2021 ha toccato i 64 milioni di euro di vendite in Gdo (+30% sul 2020) e nei primi cinque mesi del 2022 ha già incassato 5,2 milioni di euro(+21%). Ecco allora che alcuni dei maggiori imbottigliatori italiani cavalcano il trend del momento
Dalla Redazione
Dissetanti e fresche, dal packaging colorato di impatto a scaffale, con effetti benefici e detox: sono le acque arricchite, la nuova tendenza sugli scaffali del supermercato. Addizionate con frutta, verdura e botaniche, promettono di essere un concentrato di salute e stanno vivendo un vero e proprio boom di popolarità e vendite: secondo i dati dell’Associazione italiana industria bevande analcoliche (Assobibe), nell’annuario 2021-2022, nonostante l’impatto negativo della pandemia sui consumi, le vendite delle bibite funzionali, ossia energy drink, sport drink e acque addizionate, sono rimaste abbastanza stabili. Quelle di quest’ultimo segmento, in particolare, segnano trend in crescita.
Nella famiglia delle cosiddette acque possiamo distinguere fra: acque aromatizzate, prive o a ridotto contenuto di zucchero, un’alternativa gustosa all’acqua minerale per l’idratazione quotidiana, e acque funzionali, che invece sono integrate con vitamine, sali minerali, peptidi o estratti vegetali, in quantità tali da giustificare l’apposizione, secondo la normativa vigente, di claim salutistici, come sottolinea Ok Salute.
Cavalcando i trend del momento, alcuni dei maggiori imbottigliatori italiani hanno così lanciato le acque arricchite con estratti di frutta o erbe, vitamine, minerali o altre sostanze funzionali, come l’acido ialuronico. Prodotti innovativi, che “cambiano” i connotati delle minerali e vanno a insidiare le bibite sul loro usuale terreno di consumo. Levissima, Vitasnella&Ferrarelle, Sant’Anna e San Benedetto hanno deciso di scommettere su questi prodotti, scrive il Sole 24 Ore, che finora sono stati acquistati da quattro italiani su 100 (fonte Nomisma).
Quello delle acque arricchite resta quindi ancora un segmento piccolo (meno dell’1% delle vendite di minerali), ma è molto dinamico: nel 2021 ha toccato i 64 milioni di euro di vendite in Gdo (+30% rispetto al 2020) e nei primi cinque mesi del 2022 ha incassato 5,2 milioni di euro, ovvero il 21% in più rispetto al 2021 (fonte Nomisma). Questo a valore, mentre a volume la crescita sfiora il 35% (fonte NielsenIQ).
Se l’aromatizzazione dell’acqua serve a renderla più gradita a chi non ama il gusto neutro delle minerali tradizionali, invitando più a bere – laddove l’Efsa ricorda che le donne e gli uomini adulti dovrebbero assumere ogni giorno un litro e mezzo-due di acqua – l’aggiunta di ingredienti funzionali va incontro all’esigenza di salute e benessere. Se un’acqua contiene linfa di betulla può infatti favorire la diuresi e la depurazione, se è arricchita di aloe vera aiuta a contrastare lo stress e i radicali liberi, se invece è addizionata con collagene e acido ialuronico può concorrere al benessere della pelle, mentre aiuta a preservare la salute delle ossa se è ricca di calcio. Ma scorrendo le etichette delle acque funzionali se ne scoprono alcune arricchite con le vitamine del gruppo B, che promettono di aiutare a ridurre il senso di stanchezza e fatica, o con lo zinco, essenziale per il corretto funzionamento di diversi enzimi e ormoni.
“Le acque funzionali piacciono perché soddisfano il bisogno di prendersi cura di sé e del proprio benessere – dichiara Vincenzo Tundo, direttore commerciale e marketing Gruppo Acqua Minerale San Benedetto, al Sole 24 Ore – e la nostra spinta su specifiche promesse funzionali (ad esempio grazie alla presenza di acido ialuronico) ci permette di segmentare in modo efficace il target andando a colpire profili di consumatori molto diversi”. L’obiettivo è quello di ampliare il target di consumatori (al momento composto principalmente da donne, over 40 e con capacità di spesa medio-alta) conquistando quel 13% di italiani che si dice interessato a questi prodotti ma che non li ha ancora provati.
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