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            AmazonGo: 3.000 punti vendita senza casse entro il 2021

            Niente casse: da Amazon Go si entra, si prende e si esce (Foto: Shara Tibken/CNET)

            AmazonGo, il negozio di Amazon senza casse, potrebbe raggiungere quota 3.000 punti vendita entro il 2021. La notizia – non confermata ufficialmente – è stata diffusa dall’agenzia Bloomberg che – citando fonti anonime – parla di 10 negozi in programma entro la fine del 2018 e altri 50 previsti nel 2019. Come ormai noto, AmazonGo punta sulla comodità nell’esperienza di acquisto: basta infatti una app sullo smartphone per entrare nel negozio, servirsi e andarsene con la spesa senza nemmeno mettere mano al portafoglio. Il tutto grazie al sistema intelligente che registra gli acquisti sulla carta di credito non appena il cliente esce dal negozio con il prodotto. Ma non si tratta “semplicemente” di negozi senza casse: il vero obiettivo di Jeff Bezos pare essere quello di sfidare il mondo dei convenience store, puntando su prodotti freschi on-the-go

             

            dalla Redazione

             

            Niente casse: da Amazon Go si entra, si prende e si esce (Foto: Shara Tibken/CNET)

            Entro il 2021 apriranno 3.000 punti vendita AmazonGo senza casse, di cui 10 entro la fine del 2018 e circa 50 nel 2019, nelle più grandi aree urbane: è questa la notizia lanciata nelle scorse ore dall’agenzia Bloomberg che, citando fonti anonime, punta l’attenzione sulla possibilità che un’espansione così aggressiva possa minacciare i competitor nel settore dei convenience store, da 7-Eleven a Subway.

             

            In effetti, sempre secondo Bloomberg, il Ceo di Amazon Jeff Bezos sarebbe sempre più determinato a investire nei prodotti freschi on-the-go, spostandosi quindi verso un modello simile a quello proposto da format di successo come la catena britannica Pret a Manger, ma con l’aiuto della sua ormai celebre tecnologia cashier-less che dall’apertura del primo punto vendita AmazonGo a Seattle lo scorso gennaio a oggi è sempre più nota nel mondo del retail (leggi qui).

             

            Il vantaggio della comodità è sotto gli occhi di tutti: basta una app sullo smartphone per entrare, servirsi e andarsene con la spesa senza nemmeno mettere mano al portafoglio. Il sistema, infatti, registra l’acquisto sulla carta di credito non appena il cliente esce dal negozio con il prodotto.

             

            Eppure, si tratta di una tecnologia ancora molto costosa. Sempre secondo Bloomberg, solo per l’installazione “hardware” del primo negozio, Amazon avrebbe dovuto investire oltre un milione di dollari. Non è quindi difficile credere che in casa Amazon si voglia andare nella direzione di un’offerta sempre più orientata al food-to-go: a differenza di un punto vendita grocery “normale”, un punto vendita specializzato in cibo pronto da portare via si rivelerebbe infatti molto più profittevole, grazie agli ampi margini e alla tecnologia richiesta (meno sensori e videocamere). Se il numero di 3.000 punti vendita AmazonGo entro i prossimi anni si rivelasse veritiero, questo porterebbe AmazonGo tra le catene più grandi degli Usa. 

             

            Intanto, mentre l’azienda si rifiuta di fornire qualsivoglia commento alla stampa, in borsa le notizie hanno affossato i competitori di Amazon nel retail, come Walmart (-0,6%), Target Corp. (-1,5%) e Kroger (-3,1%).

             

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