Basta carne animale, UE approva raccolta firme in favore del plant based
L’organizzazione internazionale End The Slaughter Age lancia una petizione per chiedere l’abolizione dei sussidi PAC in favore degli allevamenti zootecnici, per destinare invece queste risorse alla produzione di alternative ritenute più sostenibili – per il benessere animale e del Pianeta – come la carne coltivata e quella vegetale. La raccolta firme è stata approvata ufficialmente dalla Commissione Europea ed è partita il 5 giugno, con l’obiettivo di portare cambiamento rivoluzionario nel modo di produrre cibo in Europa: ce ne parla l’attivista Nicolas Micheletti, autore dell’iniziativa e presidente dell’organizzazione promotrice
Dalla Redazione
I cambiatici climatici in atto ci impongono in modo sempre più prioritario di rivedere il nostro stile di vita facendo scelte più responsabili e sostenibili, a partire da quello che mettiamo in tavola. Se l’industria zootecnica è considerata uno dei sistemi più energivori in fatto di cibo, un regime alimentare basato principalmente su prodotti di origine vegetale viene a sua volta ritenuto più sostenibile. Ad esempio secondo il recente studio “Rapid global phaseout of animal agriculture has the potential to stabilize greenhouse gas levels for 30 years and offset 68 percent of CO2 emissions this century” pubblicato su PloS Climate, se tutti fossimo vegani ci sarebbe un significativo calo delle emissioni di CO2, che verrebbero bloccate per un trentennio.
In questo contesto sono sempre di più gli enti internazionali che si attivano per chiedere un cambio di passo nei sistemi alimentari globali. Uno di questi è End The Slaughter Age, organizzazione internazionale creata con l’obiettivo di porre fine all’esistenza dell’allevamento di animali, per il cibo e altri scopi, a cominciare dalla macellazione. Presieduta dall’attivista italiano Nicolas Micheletti, l’organizzazione ha creato un’Iniziativa dei Cittadini Europei (ECI) attraverso la quale ha lanciato una petizione ufficiale per richiedere l’esclusione degli allevamenti dai sussidi europei PAC destinati all’industria zootecnica, proponendo quindi di destinare tali fondi ad alternative ritenute più ecosostenibili come l’agricoltura cellulare e la produzione di alimenti a base vegetale.
La raccolta firme è stata autorizzata a fine aprile dalla Commissione Europea ed è partita ufficialmente il 5 giugno: quello che End The Slaughter Age si prefigge di ottenere se la petizione andrà a buon fine è un cambio rivoluzionario nel modo di produrre cibo in Europa. Ce ne parla il presidente Micheletti.
Cosa chiedete con la vostra ICE?
Quello che chiediamo è, sostanzialmente, di cambiare il modo di produrre carne e derivati animali in Europa. Di passare dalla produzione classica tramite allevamenti e macelli a una produzione più etica, ecologica e salutare, basata sulle alternative vegetali e su quelle ottenute grazie all’agricoltura cellulare, come la sempre più famosa carne coltivata.
In che modo?
L’ICE che abbiamo presentato ha due punti: il primo è rimuovere i sussidi della Politica Agricola Comune (PAC) all’industria zootecnica, il secondo è di dare sussidi ai prodotti alternativi. Se la carne coltivata e la carne vegetale costeranno di meno della carne tradizionale, il mercato si sposterà. L’industria zootecnica non può restare in piedi senza sussidi, e per il bene di tutti è bene che si faccia da parte e lasci spazio all’innovazione.
La vostra battaglia non è solo animalista?
No, la nostra battaglia dovrebbe stare a cuore a tutti. Come abbiamo scritto anche nel nostro sito e nell’ICE, il cambiamento climatico è un problema serio e secondo l’IPCC (Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico, ndr) non ci rimane più molto tempo per fare qualcosa. Sappiamo inoltre che la zootecnia è uno dei principali responsabili di questa problematica, ma un sistema alternativo come quello proponiamo noi ci permetterebbe di garantire alle nuove generazioni un futuro più sostenibile. La carne vegetale e la carne coltivata producono oltre il 90% di emissioni serra in meno, a parità di carne prodotta, e richiedono altrettante risorse in meno, cioè terra, acqua, etc.
Non pensate che la gente possa essere preoccupata dalla carne coltivata dal punto di vista della salute?
Io mi occupo di divulgazione sull’argomento da prima del 2015, e inizialmente vedevo molta reticenza. Ma fortunatamente negli anni sempre più persone capiscono il potenziale della carne coltivata e dell’agricoltura cellulare. Questa tecnologia produce alimenti più sani di quelli convenzionali, per tre motivi. Il primo è che la creazione del prodotto viene realizzata in un laboratorio sterile e supervisionata in ogni singolo passaggio, quindi senza rischio di contaminazioni, come ad esempio salmonella o escherichia coli. Il secondo è che non c’è contaminazione da antibiotici, antiparassitari e tante altre molecole che purtroppo si trovano nella carne tradizionale. Il terzo è che, volendo, si possono addirittura sostituire delle componenti dannose naturalmente presenti in questi prodotti, come i grassi saturi, con altri più salutari, come il grasso omega3. I vantaggi di questa rivoluzione sarebbero infiniti.
Come funziona la raccolta firme?
È partita lo scorso 5 giugno, in occasione del National Animal Right Day. Abbiamo già contatti in tutta Europa, a partire dai sette paesi membri minimi necessari per la presentazione dell’ICE, e ogni giorno raccogliamo nuove adesioni. Ora abbiamo un anno di tempo per raccogliere 1 milione di firme in tutta Europa. Avvisiamo che, oltre ai classici banchetti, sarà possibile firmare online, quindi consigliamo a chi è interessato di seguirci sui social così da avere il link per firmare quando sarà pronto.
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